Pubblicato ComunicLab (http://www.comuniclab.it)

Per “tirar su” gli ascolti. Il “caso” Morgan e il paese dei benpensanti. di GIOVANNI PRATTICHIZZO (04 02 2010)

Come un bambino che ha combinato una marachella e, con timido fare, prova a chiedere scusa alla madre, questa sera il “cattivo ragazzo” Morgan proverà ad implorare il perdono a Mamma Rai e a tutta l’Italia. Un paese (ma soprattutto una classe politica) che più che del pentimento di un mafioso o del ravvedimento di un assassino aspetta quello del “cantante maledetto” (o “benedetto”?) in via di salvezza sulla strada dell’Ariston.  

Condividi: Invia per email [1] Permalink [2] Stampa la pagina [3]

Certo in un Paese dove regna l'ipocrisia non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Peccato. Sarebbe stata l'occasione per ridare vita a un Festival di Sanremo che da anni dichiariamo in coma irreversibile e dagli stessi anni continuiamo ad alimentare forzatamente. Ma soprattutto per riconoscere ( e riconoscersi) che siamo perbenisti verso gli altri, pronti a scagliare una montagna nei confronti di “quello che è evidentemente sbagliato” e, al tempo stesso, mettiamo in atto comportamenti inopportuni e inappropriati come se ciascuno di noi usufruisca di un costante “legittimo impedimento”.

Un’ipocrisia che oramai non ci stupisce più. Ci lascia del tutto inermi e pronti ad accettare qualsiasi “sorprendente” verità. E tutti, all’improvviso, si erigono a paladini della morale come se, in questo paese capovolto, l’unica istituzione sopravvissuta (e non coinvolta nelle riforme istituzionali) sia quella del festival di Sanremo. Non c’è spazio per l’artista geniale, senza regole. Qui non c’è spazio per gli eccessi. Soprattutto se questi producono cattivi comportamenti. (ps.: non c’è scritto nel regolamento del festival che il cantante in gara non deve fare uso di droghe) Per carità. Discorso comprensibile se nel parlamento, nelle istituzioni governative, nei palazzi delle regioni, nei ministeri ogni aspetto della vita pubblica (e privata) fosse gestito moralmente e nel rispetto etico delle proprie funzioni. L’ipocrisia, l’occultamento delle proprie miserie, è insomma certamente una finzione tra le più deprecabili. Ma è anche l’omaggio che il vizio rende alla virtù. Ci si nasconde perché si riconosce che, di quel che si fa, non c’è da menar vanto. E invece si drogano tutti, nel mondo dello spettacolo e in Parlamento, perché prendersela con uno dei pochissimi che ha l’onestà di ammetterlo? Quanti di voi, dei vostri colleghi, amici, fanno uso di sostanze stupefacenti? Quanti ne fanno mistero a parole facendo i moralisti e poi, inequivocabilmente, con i loro atteggiamenti in pubblico rivelano il vizietto? Quanto è forte l’abuso di alcool, in un certo senso droga di stato? Come si vede, ognuno spaccia il suo antidoto, la sua dose personale di ipocrisia e di ideologia. Ma quanti spacciatori per un solo consumatore (consumato)! Di sicuro c'è un rapporto di grande solidarietà tra questa finta campagna antidroga della Rai e il drogato confesso Morgan. E quello che si dice è peggio di quello che si inala. E questa sera Marco Castoldi chiederà perdono, dirà al padre confessore Bruno Vespa di aver avuto momenti di debolezza ma di aver iniziato un percorso di recupero. E, alla fine, arriverà il the end; quel lieto fine che noi italiani amiamo più di altri. Questa è l’Italia. Peccato di non aver visto la stessa indignazione nei confronti di una canzone “ridicola” che raccontava la trasformazione di un ragazzo da gay ad etero; o ancora nei confronti o delle donne oggetto delle trasmissioni televisive. E, allora, caro Morgan vorrei darti un consiglio. La prossima volta fatti trovare con una trans o, ancora meglio, prova ad invitare a casa qualche escort (possibilmente intonata) così potete anche cantare insieme. E, sta tranquillo, che l’Italia, la stessa italietta moralista e bacchettona, troverà il modo per apprezzarti e, con il finto sorriso sulle labbra, salvare le apparenze. Per la serie: tutti lo fanno, ma nessuno lo dice.  

TAGS

Morgan [4] musica [5] Sanremo [6] tv [7]


Sorgente URL(recuperato il08/02/2012 - 00:21): http://www.comuniclab.it/bloggers/42934/tirar-su-gli-ascolti-il-caso-morgan-e-il-paese-dei-benpensanti

Link:
[1] http://www.comuniclab.it/forward/42934
[2] http://www.comuniclab.it/bloggers/42934/tirar-su-gli-ascolti-il-caso-morgan-e-il-paese-dei-benpensanti
[3] http://www.comuniclab.it/print/42934
[4] http://www.comuniclab.it/taxonomy/term/5912
[5] http://www.comuniclab.it/taxonomy/term/5533
[6] http://www.comuniclab.it/taxonomy/term/6243
[7] http://www.comuniclab.it/taxonomy/term/6186