Abolito il playback e ritornata l’Orchestra, i Festival degli anni Novanta riconquistano l’attenzione da parte del pubblico merito anche di una direzione artistica in grado di intercettare sempre più i gusti del popolo italico. E così il 1991, anno della tempestosa Guerra del Golfo, il festival arriva in the middle of the war e regala la vittoria a Cocciante con la canzone “Se stiamo insieme” anche se vincitore morale è Renato Zero, per la prima volta sul palco dell’Ariston, con una poesia scritta da Mariella Nava “Spalle al muro” che, in anticipo sui tempi, evidenzia il pericolo dell’abbandono e della dimenticanza degli anziani, vera risorsa memoriale del nostro Paese.
In realtà il festival strizza sempre più l’occhio al sociale e a quelle tematiche che fino a qualche anno prima si preferiva lasciare fuori dalla manifestazione.
Si pensi al terzo posto di Marco Masini con “Perché lo fai?” strenuo tentativo di distogliere l’amata dal”mal di droga”. Le Comunità che lottano per la tossicodipendenza ringraziano. E a Paolo Vallesi, vincitore tra i giovani, con “Le persone inutili”.
Nel ’92 arriva Cavallo Pazzo. Pippo Baudo, conduttore di quella edizione, era appena salito sul palco quando "cavallo pazzo" gridò nel microfono -questo festival è truccato- e venne subito bloccato dal servizio d"ordine. Nonostante le voci insistenti danno per vincente la canzone di Mia Martini “Gli uomini non cambiano”, a sorpresa vince Luca Barbarossa con una canzone fortemente sanremese, dedicata alla mamma…. Infine sono eliminati, ingiustamente, un gruppo all"avanguardia,gli Aereoplani Italiani, che cantano "Zitti,zitti", un rap in cui si osserva un silenzio di alcune decine di secondi; loro saranno i primi a portare il nuovo fenomeno del rap a Sanremo, che poi sarà più volte esibito.Pippo Baudo e Lorella Cuccarini sono i conduttori della 43ª edizione del festival. Mentre il mondo della politica, e non solo, è sconvolto da Tangentopoli e Craxi si dimette da segretario del PSI, il “Mistero”, scritta dall’ex punk Ruggeri in un momento di ispirazione magica, vince lasciando alle sue spalle il ritorno di Zero con la mistica “Ave Maria” e gli “Amori diversi” di Casale – Di Michele. Questo Sanremo vede l’affermazione della giovane Laura Pausini con “La solitudine”, canzone che diventerà un successo internazionale.
Pippo Baudo assume la direzione artistica del festival del ’94 che conduce con Anna Oxa e Canelle. Aleandro Baldi vince con “Passerà” mentre Andrea Bocelli brilla tra le nuove proposte con “Il mare calmo della sera”. La capacità di Boccelli di trasformarsi, da cantante di musica leggera, in tenore lirico è straordinaria. Fu Caterina Caselli (esperta di talent-scout) a credere nell"artista e a portarlo a Sanremo. Fa scalpore il “Signor tenente” di Faletti, sketch dolcemaro molto cabarettistico sui tanto strapazzati carabinieri che rischiano ogni giorno la vita. Il Dopofestival, inventato da Baudo l’anno prima, viene condotto da Mara Venier (reduce dal successo di Domenica In) con l"aiuto di Renato Zero, Sandro Ciotti e Roberto D"Agostino. Grande successo, anche se scarso posto in classifica, avranno invece due artiste. La prima è toscana, bellissima ragazza e con una grinta e con una voglia di vivere sul palco, Irene Grandi, che porta un bel pezzo, "Fuori". La seconda è romana, figlia di un famoso musicista, forse non bellissima ma particolare, una ragazza minuta ma con molta potenza vocale; il nome è già tutto un programma, Giorgia (il padre è un gran fan di Ray Charles e chiama la figlia come "Georgia on my mind"). la ragazza possiede una straordinaria voce blues e porta un bel pezzo, anche se difficile al primo ascolto, "E poi". Anche la sua carriera, seppur con qualche diversità, sarà scintillante come quella di Irene Grandi.
Ed è proprio Giorgia a vincere l’edizione del ’95 con la canzone “Come saprei”. Al secondo posto Gianni Morandi e Barbara Cola con una melodiosa canzone dal titolo “In amore” e al terzo posto il buon piazzamento di Spagna con “Gente come noi” la quale sostituì all’ultimo momento Laura Pausini che aveva avuto un diverbio con gli autori e avevano così deciso di affidare il pezzo ad Ivana Spagna. Il tutto sotto la supervisione di un grande Baudo che porta il festival ad un ottimo livello di spettacolo e di audience: lo affiancano la bellissima Anna Falchi e l’altrettanto affascinante Claudia Koll. E Pippo ritorna ad essere “Super Pippo” salvando in diretta un aspirante suicida. Si tratta di un disoccupato, Pino Pagano che vuole buttarsi dalla balconata ad inizio dello show. Le serate sono allungate a 5 e c"è il solito Dopofestival, questa volta con un gruppo di politici (capitanati dall"ex ministro Ferri) che intoneranno un coro, facendo gridare alla protesta a Toto Cutugno, presente alla manifestazione.
E siamo al 1996, anno dei nove oscar al film “Il paziente inglese”, del trionfo di Eltsin in Russia, dell’incendio del mitico teatro veneziano “La Fenice” e della triste scomparsa di Marcello Mastroianni.
Sempre sotto la guida di Baudo e la mediterranea bellezza di Sabrina Ferilli, in contrasto con un’altra bellissima come Valeria Mazza, l’astronave di Sanremo ’96 decolla martedì 20 febbraio alle ore 21.05 con un evento: buio in sala e canta “The Boss”, l’attesissimo Bruce Springsteen, leggenda vivente della musica rock. Se da un punto di vista musicale il festival regala alcuni brani indimenticabili (come la canzone vincente “Vorrei incontrarti tra cent’anni” di Ron), dal punto di vista televisivo si segnala la querelle a colpi di insulti e manifesti a morte tra Baudo e Ricci. Emblema di questa edizione ma simbolo di quello che accadrà all’Italia negli anni successivi è “La terra dei cachi” di Elio e le Storie Tese. Il Dopofestival è governato dalla giovane ma bravissima Ambra, che riesce a bloccare anche il Baudo imperante e dai critici Luciano De Crescenzo e Roberto D"Agostino. Tra le "Nuove Proposte" vince la romana Syria. Figlia di un importante discografico, la ragazza è stata scoperta per caso da Mattone, mentre con alcuni suoi amici stava cantando fuori da casa sua. Porta un brano molto melodico ma rivela una bella voce, "Non ci sto".
Un angelo vestito di bianco fa il suo ingresso nel Sanremo 97. Si tratta di Piero Chiambretti conduttore con Mike Bongiorno (che torna al festival dopo 17 anni). Finita l’era Baudo, il festival continua a raccogliere polemiche (tra Bongiorno e Aldo Busi) e scandali (la vittoria sorprendente degli sconosciuti Jalisse).
Mentre il ’97 è sconvolto dalla morte di Lady D., di Gianni Versace e dalla scomparsa di Madre Teresa di Calcutta, Patty Pravo regala una delle sue interpretazioni migliori. “E dimmi che non vuoi morire” scritta da Vasco Rossi e che rappresenta la vincitrice morale di questa edizione. La serata finale di questa edizione ottiene il 68,29% di share…dimostrando ancora una volta tutto il suo fascino.
Continua il caso degli sconosciuti che vincono Sanremo. Il ’98 è l’anno di Annalisa Minetti che, grazie ad una modifica del regolamento, dopo aver vinto tra le "Nuove Proposte" di diritto gareggiava per la finale del Festival. Un ironico e frizzante Raimondo Vianello conduce questa edizione con Veronica Pivetti ed Eva Herzigova. Famosa la frase apparsa sui giornali il giorno dopo la grande performance di Madonna: “Vianello caccia Madonna dal palco…”. La star era venuta a pubblicizzare il nuovo singolo “Frozen” proprio a Sanremo e alla fine della esibizione si avvicina all’orecchio di Raimondo sussurrandogli: “ma come sei cambiato…” – confondendolo in effetti per Pippo Baudo che aveva incontrato qualche anno prima. E Raimondo la saluta gentilmente…
Il ’99 rappresenta l’inizio dell’era Fazio (condurrà due edizioni). In questa viene affiancato da Leticia Castà e Renato Dulbecco. I momenti comici sono affidati a Teo Teocoli. Vince Anna Oxa con “Senza pietà” e sarà essenzialmente un festival di “personaggi”. Infatti, tanti personaggi (famosi e non) presentano gli artisti in gara. Si passa dai più famosi (gli Astronauti che arrivarono sulla luna, Amstrong e Aldrin; il calciatore Roberto Mancini; l"albitro Collina; lo sciatore Gustav Thoeni; il direttore della zecca dello stato, Nicola Ielpo; Lamberto Sposini, mezzo busto del Tg5; Roger Moore, Don Lurio e la ballerina, Carla Fracci) ai meno famosi (un ex postina; una casalinga; una maestra e un avvocato). Da segnalare, tra i giovani, il meritato successo di Alex Britti con "Oggi sono io"e la nota di merito per Max Gazzè (che sarà presente anche nell"edizione 2000).
Gli anni 2000, del nuovo millennio, sono per il Festival di Sanremo gli anni, della "rivoluzione" dei presentatori. Era Fabio Fazio, 1999-2000, Raffaella Carrà, (la signora della televisione) nel 2001, ed il ritorno all"era Baudiana nel 2002. Come ripete ormai una frase storica, "Sanremo e Sanremo" e la gara canora si conferma trampolino di lancio per i brani dei cantanti. E poi arrivano anche la Ventura che conduce un’edizione molto contestata nel 2004, Paolo Bonolis che trionfa (con Antonella Clerici) nel 2005 e le critiche dell’edizione di Panariello.
Il resto è storia recente con il ritorno di Pippo Baudo per le edizioni del 2007 e del 2008. La prima condotta con Michelle Hunziker (prestata dalla concorrenza) e la seconda con Piero Chiambretti e che vive un pauroso calo di ascolti. Infatti le cinque serate su Raiuno non sfondano mai la media dei 9 milioni di telespettatori, con il sabato della finale che rasenta la media degli otto milioni e il venerdì dei superospiti italiani che si ferma a cinque.
Ma come dimostra la nostra carrellata su quasi sessant’anni del festival, Sanremo a chi sa interpretare le volontà del popolo più strano, tele–visivo e sentimentale d"Europa ha regalato, e ancora offre, il miglior spaccato sulle condizioni dell"Italia e sul pensiero reale e profondo degli Italiani notoriamente poco inclini alle storie e alle letture e più rivolti al canto. L" Italia, pertanto, continua e continuerà a riconoscersi nel Festival e affida a questo proprio la capacità di interpretare ed esprimere l"inconscio collettivo dei suoi abitanti.
Ancora un motivo, allora, per continuare a sognare, vivere, riflettere…senza mai dimenticare che alla fine…sono solo canzonette.
Assegnista di ricerca presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sapienza Università di Roma, si occupa del coordinamento e della didattica per l’area dei laboratori di scrittura, svolge attività di ricerca nei settori della scrittura per i media, degli eventi culturali e delle relazioni tra mass media e minori. Si occupa dell’organizzazione e dello sviluppo dei contenuti per il progetto “Fantauditel” sito di analisi e studio degli ascolti televisivi. Ha scritto il saggio Il pubblico del teatro di strada. Per una nuova coscienza in Caccamo Rita e Polo Claudia (a cura di) Il terzo viaggio. Nuovi scritti sociologici sull’artista di strada (edizioni Kappa, 2008); Le Parole sul grande schermo. Strategie comunicative e narrative nel confronto tra romanzo e adattamento cinematografico (Cultumedia, mensile di Cultura, media e società, n.10, anno II), il saggio Comunicazione e formazione in Eugenia Romanelli (a cura di), Bazar cultural brand: comunicare sempre. formazione e orientamento tra avanguardie comunicative, nuove pratiche identitarie e evoluzioni culturali (edizioni Pellegrini – Rai Eri, 2007). Da febbraio 2008 è curatore della rubrica settimanale Omeriche Visioni:la Fiction, pubblicata sulla rivista “O”, direttore responsabile Paolo Restuccia. Ha inoltre curato, con Simona Tirocchi, Nuvole Parlanti. Insegnare con il fumetto (Carocci Faber, Roma 2005).