Intrattenimenti
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La matematica è un opinione… e l’Auditel pure.
Mentre le pagine dei quotidiani sono tutte dedicate all’aumento dell’Iva (dal 10 al 20%) per le tv a pagamento e, quindi, essenzialmente nei confronti di Sky, sabato scorso (29 novembre) si è concluso il primo periodo di garanzia (autunno 2008) iniziato il 7 settembre.
E, come accade solitamente nel nostro Paese, tutti hanno vinto e ognuno legge i dati a modo proprio.
Se confrontiamo i dati del prime time dell’autunno 2007 con quelli di quest’anno, esclusi Rai Due, Italia 1 e La7, le altre reti perdono inequivocabilmente.
Fonte Auditel
Rai Uno, comunque, si conferma la rete più seguita nel prime time con il 22,18% di share; così come aumenta l’ascolto di Rai Due con un +0,86% rispetto allo scorso anno. Rai Tre, infine, si attesta sul 9,60% di share. Pertanto, le reti Rai ottengono complessivamente in prima serata uno share del 44,56% con un +0,44% rispetto all’autunno 2007.
Nell’intera giornata le reti Rai raggiungono il 42,50% e in testa troviamo sempre Rai Uno (21,63%).
Perché, allora, nel comunicato stampa di Mediaset (riportato qui sotto) si parla di vittoria?
Ufficio stampa Mediaset
Nella stagione autunnale 2008, Mediaset conferma e rafforza la propria leadership nel pubblico 15-64 anni: Mediaset è al primo posto con il 41.2% in prima serata e Canale 5 è prima rete con il 22.7% in prima serata. E Italia 1 è terza rete nel totale giornata con il 12.6%.
Importante anche il risultato di Retequattro sulle classi d’età più avanzate: è terza rete italiana oltre i 65 anni in prime time (11.9%), un risultato che conferma l’attenzione editoriale di Mediaset a tutto il pubblico televisivo.
Anche considerando l’intero anno 2008 (dal 30 dicembre 2007 al 29 novembre 2008), la leadership Mediaset è confermata: Canale 5 prima rete, Italia 1 terza e Retequattro al terzo posto tra il pubblico più adulto.
Anche per l’autunno 2008, le Reti Mediaset si confermano irrinunciabili per gli investitori pubblicitari alla ricerca di contatti elevati e qualificati.
Inoltre se esaminiamo la composizione dell’ascolto per fasce d’età è evidente la leadership fino ai 54 anni, con un picco record del 47.5% dell’accoppiata Canale 5 + Italia 1 tra 15 e 24 anni, ovvero tra i più forti frequentatori di piattaforme alternative.
Da una attenta lettura emergono due elementi singolari. Il primo riguarda la composizione del pubblico. Mediaset prende in considerazione i dati che coinvolgono il pubblico “attivo”; il cosiddetto target commerciale (15 – 64 anni) più appetibile dal punto di vista pubblicitario.
Il secondo escamotage riguarda direttamente il periodo esaminato. Perché non si parla di garanzia di autunno ma si considera l’intero anno 2008 (dal 30 dicembre 2007 al 29 novembre 2008)? Forse perché così si riempie un pò di più il bottino che quest’autunno non è stato molto ricco?!?!
Mediaset dichiara, in questo modo, di essere al primo posto nel prime time con il 41,2%: Canale 5 prima rete con il 22,7% in prima serata.
Prendiamo in esame, allora, la composizione dell’ascolto per fasce d’età: è evidente la leadership di Mediaset fino ai 54 anni.
Sforzandosi di essere obiettivi, come possiamo comprendere le vittorie e le sconfitte, se è matematicamente impossibile fare confronti con questi dati?
La Rai, da un lato, dichiara la vincita sul totale individui; Mediaset riporta solo i dati del target commerciale. Italia 1 vince, ma solo nel daytime e sul pubblico giovane. Se consideriamo che in Italia sono soprattutto gli anziani a guardare la televisione è inevitabile la sconfitta di Mediaset contro la Rai nel calcolo complessivo dei dati Auditel.
A conti fatti un solo dato emerge su tutti. La chiusura del periodo di garanzia ha reso tutti più nervosi e più suscettibili. La proclamazione dei vincitori è giunta in seguito ad una serie di dichiarazioni a favore o contro il sistema Auditel. A partire da una querelle di qualche giorno fa che vedeva protagonisti Vespa e Mentana e i loro rispettivi programmi di seconda serata per finire con L’Espresso che, in breve articolo, aveva accusato Ricci di utilizzare un “trucco” per rendere migliori i dati d’ascolto del programma e di usufruire, insieme a C’è Posta per te, di un trattamento “particolare” dalla rete con un numero minore di break pubblicitari. In questo modo la rete perde soldi che dovrà recuperare in qualche altro modo.
Di fronte a diverse unità di misura persino il più bravo matematico sarebbe in difficoltà. Usando target differenti appare del tutto scontato che entrambi i broadcaster si dichiarino vincitori del periodo di garanzia. Non la matematica. Non la statistica. È la magia che ci fa vincere…
Ma è così difficile ammettere una sconfitta?!?