Intrattenimenti
Intrattenimenti

Alcuni quotidiani qualche giorno fa hanno riportato la notizia di un buco di 40 milioni per la Rai.
Infatti, la raccolta pubblicitaria per gli ultimi mesi dell’anno ha subito una contrazione improvvisa, con tassi a doppia cifra.
a cosa è successo esattamente?
Da un lato si è verificato un forte cedimento degli introiti rispetto allo scorso anno (nel 2007 fu di 1 miliardo 136 milioni di euro circa); dall’altro lato è innegabile evidenziare un notevole calo di ascolti che, comunque, rimane inferiore a quello delle reti concorrenti di Mediaset, come segnalato nell’articolo “Non ci resta che Rai” www.fantauditel.com/testocapire.asp
Ciò che viene a mancare, stando ai dati della Sipra, è la programmazione a medio lungo termine dei big spender: improvvisamente si preferisce spendere di settimana in settimana, navigando a vista.
Nonostante la situazione sia poco rosea, alcuni programmi resistono. Campione di incasso, in questo senso, è “l’isola dei famosi” (share del 19,85% nel 2008; 22,45% nel 2007) con Simona Ventura, che porta nelle casse della Rai 800 mila euro a puntata ma che ha un costo complessivo totale di 100 milioni. Segue Carlo Conti con “I migliori anni” (share del 29,6%); il programma porta nelle casse 600mila euro (ma costa 9 milioni di euro) e Max Giusti che, nonostante il calo di ascolti del 3% di questa edizione, porta comunque a casa 400mila euro a puntata.
Alcuni programmi di Rai Due come “Insieme sul due” e “Scalo 76” rappresentano una costante perdita dell’azienda; il primo perde il 5,88% mentre il secondo ottiene solo il 3,59% di share.
Al contrario due minuti di promozione nel programma di Raffaella costano 340milioni di euro ben 40mila euro in più rispetto a “Tutti pazzi per la tele” e quattro volte di più di “Uno Mattina”.
Da sottolineare i “casi” di “Anno Zero” e “Che tempo che fa”. Il primo, che costa 120mila euro a puntata) appare in crescita e si attesta allo 18,81% con il 2% di share in più. Il secondo, costa 280mila euro a puntata, ma riesce ad ottenere una media del 15,04% di share facendosi pagare, per un minuto di promozione, 130mila euro. Non a caso per questa stagione televisiva sono previsti otto speciali del programma di Fazio in prima serata.
Per dovere di cronaca va anche detto che Mediaset non se la passa certo meglio. “Striscia la notizia” perde uno 0,77% di share e “Zelig” è sceso al 23,29%. La vera resistente della tv commerciale è la De Filippi che con “C’è posta per te” è passata dal 26,31% del 2007 al 28,81 di questa edizione.
La tv pubblica si sta comunque rimboccando le maniche. Come ha dichiarato Cappon, il 20 ottobre scorso, si manifesta “la necessità di individuare alcune azioni sul palinsesto, sull"uso del prodotto, sugli acquisti, sui contratti e sulla gestione del personale, che intanto si possono avviare".
Al tempo stesso, la Sipra deve organizzarsi anche per le nuove sfide sul web che, fino a questo momento, non ha prodotto interessanti profitti. Si pensi alle Olimpiadi che, come ha rilevato la Nielsen, collocano al trentesimo posto il portale Rai.it.
Eppure Rai.it nell’ultimo mese ha totalizzato 96 milioni di pagine viste per un introito di 1,4 milioni di euro. Per superare l’impasse l’unica strada che la Rai può percorrere appare allora quella di attraversare, con energia, le nuove frontiere che il web mette a disposizione.