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Intrattenimenti

Amarcord

di GIOVANNI PRATTICHIZZO (12 03 2008)

Il ritorno del Trio in tv.

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Era tanta l’attesa per il ritorno del trio Lopez – Marchesini – Solenghi. Senza dubbio, la concorrenza de La Corrida era temibile e quanto di più forte per uno show del sabato sera tutto nuovo. Sappiamo come è andata. Eppure credevo che il loro ritorno, dopo circa 15 anni di assenza, fosse atteso e da non perdere.

 


Al contrario la trasmissione si è presentata come una sola celebrazione del passato, senza alcun spiraglio per il futuro. Che senso ha, allora, tornare in video dopo tanti anni e raccontare come eravamo? Una lezione di comicità ai più giovani? Già questo è un dilemma: un programma che non ha nulla di nuovo, ma che resiste a qualsiasi forza d"urto, La Corrida, contro un programma che non ha nulla di nuovo ma che vuol fare scuola.

Non esiste più la mezza stagione recita il titolo. Nulla di più vero. Infatti il programma vive di una scenografia triste, spoglia. Nessuna attenzione nei particolari. Una alternanza di brevi gag moderne con la visione degli sketch degli anni passati. Quella che manca è appunto la stagione di mezzo, ovvero gli ultimi quindici anni di tv, quelli in cui la tv medesima è stata rivoltata, sono nati generi televisivi contrastanti con il modello di piccolo schermo che li vedeva protagonisti. Nelle loro performance nessun riferimento all’attualità. Né quella che viviamo quotidianamente, né quella televisiva. La loro satira storica era perfetta nella parodia, nel momento in cui si affacciava il cambiamento televisivo; oggi, di fronte alla babele totale, è del tutto fuori tempo e inadatta. Il ritorno del Trio si è mostrato solo all"insegna della nostalgia e paga le difficoltà di adeguarsi ai ritmi televisivi di oggi. Probabilmente una collocazione in seconda serata avrebbe reso meglio l’atmosfera da amarcord e da antologia televisiva.   Senza ombra di dubbio sono stati divertenti. Intoccabili fin dalla prima scenetta insieme. Formidabili nel loro originale e mai eguagliato racconto dei “Promessi Sposi” o nei vecchi materiali dei telegiornali.  Ma il nocciolo della questione è proprio questo. Non aver osato qualcosa di serio e di nuovo. Ci troviamo a commentare prodotti del passato, materiale che riguarda il tempo perduto. Ma quello, come diceva il poeta, non torna più!