Comunicando
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Letture multidisciplinari nel saggio di Everardo Minardi , Mara Maretti , Gianluca Piscitelli e Rita Salvatore
Ho appena terminato di leggere Sviluppo Locale. Letture dal/del territorio (F. Angeli, 2009). Ne parlo perchè trovo il volume un interessante viaggio nei temi e nelle questioni in cui si declina lo sviluppo locale. Un percorso che accompagna, orienta, disegna una traiettoria che dal generale conduce al particolare. Letture dal e del territorio, secondo una prospettiva multidisciplinare, in cui si alternano punti di vista accademici e professionali, riflessione teorico-concettuale ed esperienze sul campo, casi emblematici e significativi in grado di rendere tangibile il quadro entro cui ci si muove.
L’esito è un testo capace di porsi come un valido strumento per gli addetti ai lavori e per quanti si avvicinano alle questioni indagate. Una selezione di saggi che è anche una pluralità di punti di vista, di prospettive, di sguardi frutto di un’esperienza laboratoriale di discussione, approfondimento e analisi che l’Università di Teramo porta avanti ormai da anni.
È il concetto di territorio, il file rouge dell’intero lavoro, inteso non quale mero supporto fisico e spaziale, bensì luogo in cui si manifestano, “precipitano” i grandi cambiamenti.
Dimensione territoriale, comunità artificiale, agire coalizionale, connessione fra forme del globale e del locale: in queste espressioni si può ritracciare il senso profondo dell’azione di sviluppo locale, “per eccellenza un’azione di responsabilità sociale”, nonché processo di impiego e di riproduzione del capitale sociale e ancora di attivazione di soggetti individuali e collettivi in un quadro di crescita della dimensione della sussidiarietà.
Un territorio che recupera la sua componente fisica, culturale, identitaria e si pone quale espressione tanto della cultura materiale quanto di quella immateriale. Parimenti, esprime le criticità del nostro tempo: dalle disuguaglianze di genere ancora radicate sia in termini quantitativi, ovvero, nelle possibilità concrete di accesso al mercato del lavoro da parte delle donne, sia qualitativi, con marcate differenze nei percorsi di carriera e nei salari percepiti; alla questione immigrazione e alla gestione dell’incontro con l’Altro.
L’esame delle dimensioni dello sviluppo locale apre e getta le basi per indagare i fattori e gli strumenti che lo presiedono: da un lato, l’accento è posto sull’importanza di tessere legami, di sostenere forme di cittadinanza attiva e di attivare prassi cooperative. Dall’altro, ad essere rimarcata è la centralità assunta dalla valorizzazione di specificità, tradizioni, risorse naturali, quale può essere un parco, nell’ottica di una torsione morbida verso il turismo. Al centro resta il territorio, vero e proprio nodo paradigmatico per lo sviluppo locale, in assoluta dissonanza con i dettami del modello taylor-fordista e con una concezione per la quale rappresentava quasi un ostacolo da eliminare. In questa prospettiva, il territorio non solo non è ridotto a spazio geometrico, ma costituisce una materia “viva” che non può prescindere dalla messa a punto di efficienti strumenti di governo, come scandagliato nell’ultima parte del ragionamento di cui il volume costituisce una sintesi agevole e chiara, pronta ad essere un buon punto di partenza per addentrasi in un tema prioritario nell’agenda del dibattito pubblico e politico, specialmente in un mondo sempre più piccolo nel suo infinitamente grande.