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Senti come la cantano. Viaggio non organizzato nella tv vista dalla musica

di STEFANIA DI MARIO (29 04 2008)


Proviamo a smuovere le acque chete dei fantauditeliani lanciando l`ennesimo game: la televisione “raffigurata” dagli altri media. Un esercizio al quale ci dedichiamo da tempo e che trova terreno fertile e una certa bibliografia nel campo cinematografico, ma che appare meno frequentato nel campo dei fumetti e della musica cosiddetta “leggera”.

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Proprio alla pop music italiana  è dedicato questo primo viaggio non organizzato nella tv vista dagli altri media nel quale segnaliamo quelle canzoni che più ci sono rimaste impresse nella memoria, lasciando ampio spazio ai contributi di quanti vorranno arricchire questa “galleria”.

La prima impressione e che in campo canzonettistico la televisione viene raffigurata secondo vecchi stereotipi che la vedono indissolubilmente legata a situazioni di solitudine . Così mentre Gianna Nannini canta in Fotoromanza (1985)

se la sera non esci,

ti prepari un panino davanti alla TV ....

allo scopo di meglio descrivere la sofferenza per un amore che sta finendo, Luca Carboni, addirittura, vorrebbe che alla sua partner venissero sensi di colpa per averlo abbandonato, cantando in Sugo (1985)

pensami con un panino

e lui con il winchester

o pensami solo con la TV

Ma Carboni va ben oltre, fino a rifiutare in Vieni a vivere con me (1987) i programmi televisivi a favore della pubblicità e del cinema , intonando

Contro la noia della TV

guardare solo la pubblicità,

gli spettacoli quelli no,

quelli li faremo noi

e poi, dopo aver fatto il bagno,

correre al cinema a guardare un film

apprezzabile anche se un po` ingenuo tentativo di incentivare, oltre che l`igiene personale, l`afflusso nelle sale cinematografiche con un`immagine indubbiamente accattivante. D`altra parte Carboni è forse l`autore che meglio descrive in chiave musicale il rapporto giovani-TV e, più in generale, con tutti media. In una delle sue più belle canzoni, Sarà un uomo (1985), riesce a sintetizzare efficacemente l`inevitabile distacco tra la società dei padri e quella dei figli, il declino della prima e l`affermarsi della seconda:

 

Stanno già salutando

quelli nati senza televisione

e tutti quelli che non han capito

cosa vuol dire hi fi,

quelli che voglion l`orchestre

non si fidano dei dj

Di qualche anno più anziano Enrico Ruggeri indulge, anche lui, su immagini che ripropongono il binomio solitudine-televisione e in Il mare d`inverno (1986) la sofferenza dovuta, ancora una volta, ad un amore fallito, si riflette nelle tinte della stagione più fredda dell`anno: il protagonista della canzone si aggira sconsolato sulla spiaggia e riflette su come

il mare d`inverno

è un film in bianco e nero

visto alla TV

Un`immagine che suggerisce chiaramente uno stato di depressione generale , la stessa che domina un`altra canzone, Che ore so` (1985) di Pino Daniele, nella quale, anzi, si avverte una certa volontà di autodistruzione nel rifiuto ad uscire e starsene in casa a guardare la TV, sempre per colpa di una storia d`amore finita

Io oggi voglio star così,

voglio vede` `a televisione

ca ce distrugge `a dinto e `a fora

un`altra estate se ne andrà

mi resta ancora tempo.

Atmosfera di apatia e tristezza serpeggia anche in La felicità (1988) di Lucio Dalla, che, adottando una visione "macrosociale", lamenta la miserevole condizione di noi tutti, condannati a vivere di riflesso, fantasticando davanti alla TV una vita che non è la nostra

Forse per questo i sogni

sono così pallidi e stanchi

e rimbalzano stanchi tra le

antenne e l`asse delle varie TV

e ci ritornano in casa

portati da signori eleganti,

cessi che parlano,

tutti quanti che applaudono,

non ne vogliamo più.

che è poi la stessa immagine espressa in una canzone di qualche anno prima, Il cucciolo Alfredo (1982), dove si mescola emarginazione, solitudine e, ovviamente, televisione

Televisori e cucine così uguali

come denti di bocca

di uno venuto dal centro in cerca

di un dramma da annusare....

Un tema, questo, che deve piacere molto ai cantanti italiani se anche Luca Barbarossa lo riprende ne Al di là del muro (1989)

Come siamo seri

davanti alla televisione

c`è tutto anche droga nei documentari

c`è sesso e trasgressione

Un parziale riscatto di tanta negatività è concessa da Dalla in una sola canzone, Telefonami tra vent`anni (1986), dove sembra volersi affermare una certa autonomia e indipendenza del telespettatore

 

Ah, io sarei lo stronzo!

Quello che guarda

troppo la televisione

Beh, qualche volta lo sono stato

ma l`importante è avere

in mano la situazione

Ancora costrizione e disperazione ne L`Italia che va (1986) di Ron

Non siamo affatto liberi

e giù a versare tante

lacrime davanti alla TV

fino ad arrivare agli Stadio, che si spingono ancora più in là, riprendendo in Stupidi (1989) uno dei temi più tipici contro la televisione, quello della "colonizzazione culturale"

...gli americani fanno tutto

quello che dice la TV,

mentre noi pensiamo di non

imitarli e facciamo come loro...

Assai meno apocalittico e forse più calato nella realtà è Vasco Rossi che tratta la tv in chiave più ironico e in Cosa succede in città (1985) afferma la perdita di rispetto in tutto, anche nella programmazione televisiva

Non c`è più, NON C`E` PIU`

.....RELIGIONE!!!!

Guarda Lì, Guarda Là

ANCHE IN TELEVISIONE

Ma anche al Blasco succede di tanto in tanto di scivolare nel luogo comune e in Senza parole (1999) associa televisione e tradimenti

E ho guardato la televisione

e mi è venuta come l`impressione

 che mi stessero rubando il tempo

e che tu... ... che tu mi rubi l`amore

Ma Vasco Rossi fa capitolo a sé. A prevalere è un`immagine  alquanto desolata e desolante della televisione con i telespettatori dipinti  come una massa di frustati, esclusi dalla vita, malati di solitudine.

Non mancano affreschi divertenti e divertiti della televisione. Su tutti “La strana famiglia” (1985) di Gaber e Luporini, mirabile affresco in parole e musica della tv anni 80 che merita di essere riportatao per esteso:

Vi presento la mia famiglia

non si trucca, non si imbroglia

è la più disgraziata d`Italia,

anche se soffriamo molto

noi facciamo un buon ascolto

siamo quelli con l`audience più alto.

I miei genitori due vecchi intronati

per mezz`ora si sono insultati

a "C`eravamo tanto amati",

dalla vergogna lo zio Evaristo

si era nascosto, povero Cristo,

lo han già segnalato a "Chi l`ha visto?".

Il Ginetto dell`Idroscalo

quando la moglie lo manda a "fanculo"

piange in diretta con Sandra Milo,

per non parlare di mio fratello

che gli han rotto l`osso del collo

ora fa il morto a "Telefono giallo".

Come ti chiami, da dove chiami,

ci son per tutti tanti premi,

pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,

pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

E giù in Aspromonte c`ho dei parenti,

li ho rivisti belli contenti

nello "Speciale rapimenti",

mentre a Roma c`è lo zio Renzo

che è analfabeta ma ha scritto un romanzo

è sempre lì da Maurizio Costanzo.

E la fortuna di nonna Piera

che ha ucciso l`amante con la lupara

ha preso vent`anni in "Un giorno in pretura";

mio zio che ha perso la capra in montagna

che era da anni la sua compagna

ha fatto piangere anche Castagna.

Come ti chiami, da dove chiami,

ci son per tutti tanti premi,

pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,

pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

E poi chi c`è? Ah già, la Tamara

un mignottone di Viale Zara

che ha dato lezioni a Giuliano Ferrara,

e alla fine c`è nonno Renato

che c`ha l`AIDS da quando è nato

ha avuto un trionfo da Mino D`Amato.

Vi ho presentato la mia famiglia

non si trucca non si imbroglia

è la più disgraziata d`Italia.

Il bel paese sorridente

dove si specula allegramente

sulle disgrazie della gente.

Come ti chiami, da dove chiami,

stiam diventando tutti scemi,

pronto, pronto, pronto stiam diventando tutti coglioni,

pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI

 

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