ComunicArte
ComunicArte

Sculture Itineranti e Interattive è l'ultimo progetto dell'artista Cecilia Falasca, che la vede impegnata anche a Bruxelles, Madrid, Melbourne e New York, in un vivace dialogo con il suo pubblico chiamato ad assumere il ruolo di coautore dell'opera.
La ricerca estetica dell'artista pescarese Cecilia Falasca verte da anni nella direzione di un'arte interattiva e relazionale. Una direzione estetica precorsa da V. Kandaskji, già nel primo decennio del ‘900, quando opponeva al principio contemplativo Cubista, una fruizione partecipativa dello spettatore ritenendola necessaria alla disambiguazione del suoi “scarabocchi”.
Riconducendo l’operazione estetica di Cecilia Falasca a quella scoperta di uno spazio possibile al di là del piano e della sua interazione con il pubblico e l’ambiente circostante, di cui si fece portavoce tra i primi Mark Rothko negli anni ’50, si può comprendere infatti il senso dei suoi interventi urbani. Mediante "particelle" cromatiche (pixel, dall'artista definiti "quanti di luce") o elementi (aste e mattoncini) inseriti in spazi urbani e sociali, l’artista pescarese crea forme plastiche variabili, dando vita a reali interventi site specific, o intercettando a volte la sfera della Land Art.
L’ultimo suo progetto “SCULTURE iXi ” (itineranti - interattive) che vede l’artista impegnata anche a Bruxelles, Melbourne e New York, la porta ad instaurare un dialogo itinerante con il pubblico fruitore.
Si tratta infatti di un vero happening, per dirla con Allan Kaprow, una singolare occasione offerta allo spettatore di entrare nel ruolo dell’artista e di interpretare il senso estetico dell’opera a cui egli stesso dà vita.
Sulla scia di simili operazioni che nella storia dell’arte contemporanea hanno contribuito a stravolgere il concetto stesso di arte - da Alexander Calder che alla fine degli anni ’30 delega al fruitore il compito di innescare il moto dei suoi “Mobiles”, alle “Sculture viventi” di Piero Manzoni, (anni ’60), fino alle azioni nomadi e multiculturali dell’artista contemporaneo Rirkrit Tiravanjia passando attraverso i “décollages” di Mimmo Rotella (anni ‘50) in cui è il fruitore ad attribuire un senso alle immagini - l’intervento estetico della Falasca assume un significato solo attraverso una partecipazione attiva del fruitore.
Le sue sculture sono interattive, poiché, esposte e composte dall’artista sul momento, subiscono, durante tutta la durata dell’evento, infinite variazioni dovute all’intenzionalità partecipativa dello spettatore, il quale può scomporle e ricomporle in base all’effetto di senso che suscitano in lui forme e colori dei mattoncini di legno di cui sono fatte. Il coinvolgimento dello spettatore, protagonista dell’happening, è emotivo e cognitivo. L’azione estetica del fruitore non si risolve, infatti, nella creazione della forma, ma dà vita anche alla sua documentazione scritta, mediante la compilazione di una scheda critica, parte integrante dell’operazione estetica di Cecilia Falasca.
Ma le sculture sono anche itineranti, poiché vengono posizionate in luoghi diversi (un’ abitazione, una galleria, o un qualunque luogo….) ed in seguito spostate in altri ambienti secondo un ordine insito nell’intervento artistico.
I mattoncini ricoperti di polvere di marmo e terre colorate in quattro gradazioni tonali, sono le particelle, in base alle quali l’artista, come lo spettatore, compone e scompone all’infinito la sua forma, sempre nuova e mai definitivamente compiuta.
Queste particelle cromatiche, protagoniste dell’ultimo progetto di Cecilia Falasca, riflettono sulla composizione modulare, sulla scultura effimera ed evanescente di un’architettura sempre nuovamente significante, richiamandosi alla “Adoquitectura” e all’operazione estetica da cui nasce, dell’artista spagnolo Pili Polo (al momento in mostra presso la Reale Accademia di Spagna a Roma).
La reale convergenza della ricerca estetica di questi due artisti, porta a riflettere ed a sperare sui caleidoscopici sviluppi che nuove e concrete contaminazioni, tra la scena artistica italiana e quella spagnola, potrebbero innescare negli anni a venire.