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ComunicArte

"Adoquitectura" alla Reale Accademia di Spagna by Pili Polo

di MADDALENA RINALDI (08 09 2009)
Adoquitectura, Catalogo Mostra

Un’architettura evanescente, modulare e speculare che non è mai la stessa, ma che è sempre diversa e in trasformazione”.
Come le culture nomadi, a cui l’artista, in arte Pili Polo,  allude nella sua ricerca, prive di una propria architettura, costruiscono la loro storia concretamente attraverso gioielli e piccoli oggetti capaci di interpretarne e divulgarne l’identità culturale, così la sua architettura modulare costruisce, ricorda, trasforma.

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Una sede suggestiva quella della Reale Accademia di Spagna in piazza San Pietro in Montorio nel cuore dell’antico quartiere trasteverino a Roma che, dall’8 al 24 settembre, ospiterà la mostra di scultura e fotografia dell’artista spagnolo Pili Polo.
L’artista, in arte Pili Polo, ha concentrato la sua ricerca estetica sull’architettura effimera interpretandone il suo potere evocativo in chiave di memoria storica.

Un’architettura evanescente – spiega l’artista mentre monta la sua opera - un’architettura modulare e speculare che non è mai la stessa, ma che è sempre diversa e in trasformazione”.
Come le culture nomadi, a cui l’artista allude nella sua ricerca, prive di una propria architettura, costruiscono la loro storia concretamente attraverso gioielli e piccoli oggetti capaci di interpretarne e divulgarne l’identità culturale, così la sua architettura modulare costruisce, ricorda, trasforma.
 
Quattro metri di Adoquines, le tradizionali caramelle tipiche di Saragoza con le quali sono realizzate le opere in mostra, suddivise in moduli simili, ma non identici che, come un tradizionale mosaico, ma dai colori sgargianti, creano una vera esplosione cromatica che dalla sala espositiva si estende e riflette sull’adiacente chiostro rinascimentale.
 Una vera facciata montabile e smontabile, variabile all’infinito e concepita per non essere mai conclusa.
 
Insita nella scultura di Pili Polo è una durata senza tempo, scandita solo dal ritmo cromatico reiterato dai molteplici tasselli di caramella che la compongono.
La permanenza, nell’infinita variabilità della scultura, è il modulo di cui essa si compone, che si moltiplica all’infinito, dando l’idea di un’opera in costante divenire, tesa verso una congenita trasformazione.
 
Pili Polo ha già esposto a Roma, nel 2007 partecipando ad Amparo, un progetto espositivo curato dall’Associazione di promozione culturale Artetica (sul tema della casa intesa come luogo di appartenenza, spazio da vivere e rifugio), con l’opera “Home sweet home” (15x15x10 cm), due piccole casette trasportabili, naturalmente realizzate a base di Adoquines. L’evento di inaugurazione sarà accompagnato dalla pubblicazione di un catalogo in quattro lingue che include il testo “Imágenes” di David Castaneda.