Dopo ventisette anteprime ed eventi speciali, cinquanta titoli in gara e duecento in programma, centottanta ore di proiezione per il pubblico è calato il sipario sulla terza edizione del RomaFictionFest. Un’edizione di enorme successo che ha sfiorato addirittura le 43mila presenze di pubblico. Si pensi, poi, che solo nei primi due giorni sono raddoppiate le presenze presso la multisala Adriano e l'Auditorium Conciliazione, le due sedi principali: 38 mila le presenze complessive che includono i dati delle proiezioni nelle province del Lazio, i tremila accreditati tra stampa e professionisti del settore, oltre mille partecipanti alla sezione Industry e le 300 presenze per youcasting, i provini a porte aperte che si sono svolti al cinema Adriano.
Inoltre, nelle quattro province coinvolte nella manifestazione gli spettatori sono stati oltre settemila.
L’evento ha contato sul budget di circa 7,5 milioni di euro. Fondi che provengono dagli sponsor, dalla Camera di Commercio di Roma ma soprattutto dalla Regione Lazio, che recentemente ha finanziato con 6 milioni di euro la neonata Fondazione Lazio Audiovisivo. Lo stesso Francesco Gesualdi, presidente della Fondazione Lazio per lo sviluppo dell'Audiovisivo, ha commentato di essere molto soddisfatto “per la qualità del prodotto offerto, per quello che siamo riusciti a mostrare e per l'alto livello degli incontri” e Carlo Bixio, vice presidente dell'Associazione produttori televisivi, ha osservato che “in un momento di crisi economica come quella che stiamo attraversando dobbiamo trasformare l'audiovisivo in una grande opportunità. Il nostro prodotto, pur essendo un settore alle prime armi, desta un grande interessamento da parte degli stranieri”.
E, senza dubbio, di prodotti se ne sono visti molteplici, di ogni genere e per diversi palati. Fiction europee, ad esempio, che raccontano storie su cui riflettere affrontando problemi “forti” come emigrazione e integrazione. Produttori e sceneggiatori riconoscono sempre più alla narrativa televisiva il suo essere laboratorio creativo, palestra di ingegni, luogo di produzione di immaginario collettivo con un’attenzione importante ai contenuti.
La manifestazione ha esordito ricordando l’anniversario dello sbarco sulla luna attraverso la proiezione di “Moonshot. The Flight of Apollo 11” film tv nel quale si rievocano quei “passi storici”.
Desidero segnalare alcune anteprime italiane, in onda nel prossimo autunno, come “Il mostro di Firenze” con Ennio Fantastichini, “Le segretarie del sesto” con un cast di donne speciali: Claudia Gerini, Micaela Ramazzotti, Tosca D'Aquino e Antonia Liskova e la sesta serie de “Il medico in famiglia” con Lino Banfi e il ritorno di Giulio Scarpati.
“Il Mostro di Firenze” rappresenta una serie-evento in sei episodi prodotta da Wilder per Fox Channels Italy e racconta la complessa vicenda dei sedici delitti compiuti dal 68 all'85 nei dintorni di Firenze dalla prospettiva della famiglia della settima vittima, la diciottenne Pia Rontini, uccisa il 29 luglio del 1984. Immagini crude di un vero orrore criminale che lascia poco spazio all’immaginazione.
“Le segreterie del sesto”, ultimo atto di Laura Toscano, rappresentano l’evoluzione delle commesse. Produttrice è sempre Edwige Fenech che ci offre un nuovo ritratto corale al femminile fra precariato, crisi economica, sentimenti e problemi quotidiani. Nella categoria lunga serialità è stato festeggiato il ritorno della famiglia Martini protagonisti di un prodotto innovativo, veloce; una serie moderna e calda che spera di bissare lo straordinario successo delle stagioni precedenti.
Spazio anche per i cult come Dr. House e Lost, la serie. Del primo è stato proiettato uno speciale inedito mentre gli ideatori del secondo, Damon Lindelof e Carlton Cuse, insieme al produttore esecutivo Jack Bender, hanno tenuto una “master class” frequentata da oltre mille persone e trasmessa in streaming sul sito, 20 paesi collegati, 1000 collegamenti solo in America, quand’era notte.
Nella cerimonia di premiazione, condotta da Milly Carlucci e alla presenza della madrina Anna Valle, sono stati distribuiti i riconoscimenti alla narrativa seriale italiana ed internazionale. A questo proposito sono tre i prodotti che hanno fatto man bassa di premi: come miglior prodotto televisivo ha vinto il film-tv, “Buddenbrooks”, tratto dall’omonimo romanzo del 1901 di Thomas Mann, grazie a cui l’autore vinse il Premio Nobel nel 1929. Tre statuette, poi, a «La journée de la jupe» e « Burn up ». Tra i premi assegnati dai lettori del settimanale TV Sorrisi e Canzoni, due riconoscimenti alla serie “I Cesaroni”, premiata sia come miglior fiction che per la sua protagonista, Alessandra Mastronardi. Premio RomaFictionFest per il Miglior Pitch in assoluto a “Broken Hearts” (“Paesaggi Italiani”, Italia, 2009). Per la sezione Factual è stato premiato il polacco “Three Buddies”, mentre “Steal This Film II” ha ricevuto una menzione speciale. A Virna Lisi, protagonista di numerosi sceneggiati (di allora) e fiction (di adesso), è stato consegnato il premio alla carriera.
In definitiva, una edizione della maturità e della concretezza che ha permesso quel dialogo e confronto per operatori e autori; si è avuto coraggio nel costruire un luogo nel quale incontrare linguaggi ed esperienze, coscienza artistica e tecnica, contenuti nazionali e stranieri. Con l’auspicio che non si attui quel taglio dei finanziamenti pubblici alla cultura e all’intero mondo dello spettacolo, composto da 200.000 lavoratori quasi tutti precari, deciso dal governo qualche giorno fa. Non si può correre il rischio di rendere il nostro Paese povero di emozioni, pensieri, creatività; dimenticando quel bisogno di raccontare storie che accompagna l’uomo fin dall’antichità e ignorando la ricchezza, il reddito e l’occupazione del settore dell’audiovisivo. Una “industria creativa” – per usare l’espressione adottata dalla Commissione Europea – indispensabile, soprattutto in fasi di recessione come quella che sta attraversando l’Italia, l’Europa e il mondo intero.