È quello che hanno provato a realizzare gli studenti del Laboratorio di scrittura e cultura della comunicazione (direzione scientifica: Mario Morcellini; docente: Caterina Donati, coordinamento: Giovanni Prattichizzo) coinvolti nell’iniziativa culturale “Esercizi di stile di comunicazione” basata sull’idea che giocare con il linguaggio, trasformare un testo, significa diventare consapevoli dei registri testuali e delle proprie competenze grammaticali.
Chi non conosce gli Esercizi di stile di Raymond Queneau? In questo testo, la cui prima edizione fu pubblicata nel 1947, lo scrittore francese si diverte a descrivere un singolo episodio in ben 99 versioni linguisticamente e stilisticamente diverse. “Omaggio, umile e devoto, a un grande artificiere che ci insegna a muoverci nella lingua come in una polveriera. E per artificiere si intende Maestro dell’Artificio”, questa la definizione che offre Umberto Eco alla sua traduzione del testo.
La storia è semplice: il narratore nota sull'autobus un giovane, dal collo lungo e dal cappello curiosamente decorato con una specie di treccia al posto del nastro. Il giovane ha un battibecco con un altro passeggero, poi va a sedersi in un posto libero. Più tardi, il narratore incontra nuovamente il ragazzo, ora in compagnia di un amico, che gli consiglia di fare aggiungere un bottone al soprabito. Questo banale episodio di vita quotidiana viene raccontato novantanove volte, e ogni volta in modo diverso, mettendo in gioco tutte le figure retoriche, i generi letterari (dall'epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con il lessico, frantumando la sintassi. Il risultato: novantanove versioni dello stesso racconto (secondo una tecnica ben nota ai musicisti, la variazione) all'insegna dell'umorismo, della fantasia e del virtuosismo linguistico.
Un gioco d’artificio, appunto, utile per qualsiasi tipo di scrittura.
Allo stesso modo, la nostra iniziativa ha coinvolto numerosi studenti alle prese con diversi testi (dal poetico al burocratico, dal narrativo al giornalistico, ecc) e differenti stili di scrittura. I protagonisti del gioco stilistico sono stati in grado di costruire con fantasia, competenza ed abilità nuovi artifici testuali ed abili giochi di finzione.
Una variazione sinfonica, musicale e linguistica preziosa e necessaria soprattutto per gli studenti dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, che non possono non essere consapevoli della capacità che ogni stile, ogni espressione costruzione grammaticale, ogni tono, ogni parola ha di dare vita a sensazioni, emozioni ed effetti completamente diversi tra loro. Un lavoro prezioso che non può mancare nel repertorio di chi nella vita ha scelto un’arte: quella di comunicare.