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Steve Jobs: storia di un uomo, storia di un genio

Steve Jobs: storia di un uomo, storia di un genio

di ROSSELLA PISANO (25 01 2012)
 

 Di lui sono state dette tante cose: è stato detto che è l'uomo che ha cambiato il futuro. Ma chi è Steve Jobs? Un breve reseconto della sua vita con le tappe più importanti da lui raggiunte a 27 anni dal lancio del primo personale computer macintosh.

Steve Jobs, all’anagrafe Steven Paul Jobs, Americano, classe 1955, diplomato ma non laureato (al contrario di quello che credono in molti); Cofondatore, insieme a Steve Wozniak, di una delle più grandi e importanti aziende informatiche del mondo: la Apple. Non era un ingegnere, né uno scienziato, né un mago del computer. Steve Jobs non ha inventato niente, ma è stato geniale nel comprendere le potenzialità di invenzioni altrui. Uno straordinario
comunicatore. Fra le cose che Steve Jobs ha cambiato, c’è sicuramente un pezzetto della vita di tutti noi. Anche più d’uno.


C’è il web, innanzitutto.Già, perché Tim Berners Lee - informatico britannico coinventore insieme a Robert Cailliau del World Wide Web - ha usato una NeXTcube workstation quando ha creato il primo web server, ed il primo browser NeXT è dell’azienda di computer  che Jobs ha fondato dopo esser stato licenziato da Apple nel 1985. E che Apple si è poi comprata. Parte di Mac Os X ancora oggi deriva da Nextstep, il sistema operativo dei NeXT. Con l’iPhone e l’iPad,  Jobs ha cambiato il modo in cui consumiamo il web. Dapprima con gli Apple Store e poi aprendo l’era post-pc. Un’era che ha aperto e chiuso. Quando pensiamo ai computer, spesso ci dimentichiamo che il primo personal computer di successo fu l’ Apple II e che l’ interfaccia grafica apparve per la prima volta nel 1984 sul Macintosh.

Sempre un passo avanti ai concorrenti. Infatti Windows arrivò solo l’anno dopo. L’Apple di Jobs fu la prima anche a lanciare il mouse. Difficile dire se Jobs abbia cambiato il mondo maggiormente con le proprie invenzioni - l’ufficio dei brevetti statunitense lo cita come inventore in 338 casi fra computer e dispositivi mobili, interfacce grafica, tastiere, altoparlanti, adattatori di corrente, scale, chiusure, guanti, cordini e pacchetti - o il proprio lavoro di Ceo. Di sicuro ha introdotto il design nel mondo dei computer e dei dispositivi mobili. Lo spot del primo Macintosh - trasmesso durante la finale del superbowl - ci ricorda poi come il marketing sia stato cambiato da Jobs.  E se anche google sta lanciando un proprio store, qualcosa vorrà pur dire.

Meno nota è la storia di Pixar. Jobs non l’aveva fondata: l’aveva però battezzata così, dopo aver rilevato la computer graphics division dalla Lucasfilm per 5 milioni di dollari nel 1986. Altrettanti ne investì di tasca sua. Aveva pensato di farne un’azienda in grado di vendere hardware. Fra i clienti di Pixar c’era Disney, che nel 1990 - quando già Jobs aveva venduto la divisione hardware - chiese all’ex Ceo di Apple di realizzare tre film generati dal computer. Uno di questi era Toy Story Esatto, l’executive producer citato nei crediti del film non è un omonimo. Jobs era tentato di vendere Pixar a Microsoft, ma poi Disney garantì la distribuzione del film durante le vacanze del 1995. Venti anni dopo, la stessa azienda comprò Pixar per 7,4 miliardi di dollari e Jobs divenne il principale azionista di Disney, con un post nel board of directors. Di Jobs il Chief Creative Officer di Pixar John Lasseter racconta: “ Vide ciò che potenzialmente la Pixar sarebbe potuta essere prima di tutti noi, e oltre ciò che si poteva immaginare”. Basta togliere la parola Pixar e la stessa frase si può ripetere per i prodotti che abbiamo elencato. Steve Jobs è morto e non si erano  mai spese tante parole di cordoglio ed ammirazione per la morte di un magnate dell'industria.

Un maestro nell'arte della comunicazione.Ciò che rimarrà ulteriormente fisso nelle nostre memorie sarà il modo in cui è ambiato completamente il mondo e in particolare anche quello della comunicazione: potremmo dire che Steve Jobs sia stato un precursore del comunicare e dell’agire fuori dagli schemi. Un uomo che credeva nelle sue capacità, che studiava il mondo che lo circondava e che ne capiva le esigenze e che poi con un semplice oggettino, grande anche come un accendino, lo cambiava.

Come ci sia riuscito è la domanda che ci siamo fatti e ci faremo a lungo…forse la risposta si può trovare in una campagna promozionale Apple tramite video, stampa e cartelloni che risale al 1997: Think Different. “Questo film lo dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie
i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro. Potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli. Perché riescono a cambiare le cose, perché fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio. Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
”  

A Milano, in mostra fino al 10 giugno 2012, una delle più grandi collezioni al mondo di personal computer, esposta insieme al racconto dell'eccezionale avventura umana e imprenditoriale di Steve Jobs. Ricostruzione di ambiente, percorsi interattivi, archivi multimediali. Una mostra super-tecnologica, come si conviene a un evento dedicato a un uomo che è stato definito di volta in vlta "genio", "viasionario", e che al di là degli aggettivi con le sue invenzioni, e con le produzioni della sua Apple, non ha solo rivoluzionato l'industria hi-tech internazionale, aprendo nuovi segmenti di mercato, ma di fatto ha anche cambiato le abitudini quotidiane, personali e professionali, di tutti noi. Il percorso parte dalla fondazione della Apple, quindi dal 1976, nel famoso garage di Mountain View, e prosegue con i fatti
salienti della vita del fondatore dell'azienda di Cupertino: il licenziamento, gli anni della Pixar, il ritorno alla Apple. Tutto accompagnato dai "prodotti", dal Lisa al Macintosh all'iMac agli "oggettini" degli ultimi anni: l'iPod, l'iPhone, l'iPad. L'esposizione milanese al Museo della Scienza e della tecnica è un approfondimento culturale sul fare impresa in modo contemporaneo ed è stata intitolata non a caso "Story of a byte. Steve Jobs e la rivoluzione di un'idea". Questa esposizione è visitabile fino al 10 giugno 2012. Un omaggio all'uomo al genio che diceva: “Essere l’uomo più ricco alcimitero non mi interessa… Andare a letto la notte sapendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso…quello mi interessa.”