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Google e la guerra dei social

Search plus Your World

Google e la guerra dei social

di MARIANNA FALSO (22 01 2012)
http://www.flickr.com/photos/72643339@N07/6716428831/sizes/m/in/photostream/
 

Il lancio della nuova funzione di Google non piace ai competitors. Twitter la giudica “dannosa” per la sopravvivenza degli altri social network e trova il sostegno di Electronic Privacy Information Center, che solleva dubbi sulla privacy degli utenti e sulla vulnerabilità dei contenuti,

Search plus Your World.  Google cerca nel tuo mondo e lo fa con una nuova applicazione fondata sul valore di una nuova tipologia di esperienza “social”, la Ricerca Personale. Disponibile per tutti gli utenti della versione .com, Search plus Your World sarà in grado di allargare i confini del motore di ricerca associando alla tradizionale osservazione di immagini, video e notizie, i messaggi e i link condivisi dai propri contatti presenti sulla piattaforma Google+.
«Stiamo trasformando Google in un motore di ricerca che capisce non solo i contenuti ma anche le persone e le relazioni» , ha spiegato Amit Singhal,  responsabile della strategia del motore di ricerca made in Mountain View. La “Ricerca Personale” nasce più che altro da una necessità, ormai essenziale nelle nuove abitudini di ricerca degli utenti del world wide web: la curiosità che ci porta a indagare nel mondo digitale verso le sfere sociali a noi più vicine. Su questa intuizione si basa l’idea di ricerca di Google, così come spiegato sul blog ufficiale della casa madre: «La Ricerca Google ha sempre avuto lo scopo di farvi trovare i risultati migliori. Talvolta si tratta di risultati pubblici provenienti dal Web, mentre altre volte si tratta di vostri contenuti personali o di materiale condiviso con voi da persone che vi interessano. Queste persone meravigliose e questi ricchi contenuti personali attualmente non sono inclusi nella vostra esperienza di ricerca. La ricerca è ancora limitata a un universo di pagine web create pubblicamente, per la maggior parte da persone che non avete mai conosciuto. Oggi vogliamo cambiare questa esperienza portando il vostro mondo, ricco di persone e informazioni, all’interno della Ricerca».


Le tue foto, i tuoi amici, il tuo mondo.
Le persone come protagoniste, è questa la grande trasformazione che Google sta mettendo in atto nel suo modo di essere un motore di ricerca. La Ricerca sociale sarà possibile attraverso tre nuove funzioni:

  • Risultati personali, per trovare informazioni solo per voi, come le foto e i post di Google+, vostri o condivisi espressamente con voi e che solo voi potrete vedere nella pagina dei risultati; 
  • Profili nella Ricerca, sia nel completamento automatico che nei risultati, per trovare immediatamente persone a cui tenete o che desiderate seguire;
  • Persone e Pagine Google+, per trovare i profili delle persone e le pagine Google+ correlate a un argomento o a un’area di interesse specifica e seguirli con pochi clic. Perché dietro a quasi ogni query c’è una community. 


 

Condivisione e sicurezza. Tiene banco il fattore sicurezza, argomento particolarmente a cuore tra i sostenitori più accesi della regolamentazione sulla privacy. Google difende la sua posizione spiegando di aver scelto di applicare lo stesso livello di crittografia SSL anche per i singoli risultati,così come avviene per i messaggi di Gmail. Il confine tra quello che è di dominio pubblico e quello che non lo è non convince i più scettici; Electronic Privacy Information Center (EPIC)su tutti.  «I risultati personali – ha spiegato Amit Singhal – sono chiaramente contrassegnati come “Pubblico”, “Con restrizioni” o “Solo tu”. Inoltre, le persone che compaiono nei risultati sono distintamente contrassegnate con la cerchia di Google+ a cui appartengono o come connessioni suggerite. Stiamo anche introducendo un nuovo pulsante ben visibile nella parte superiore della pagina dei risultati tramite il quale potete vedere come appaiono i vostri risultati di ricerca senza includere alcun contenuto personale. Con un solo clic potete passare alla versione non personalizzata dei risultati di ricerca».

 

 
Twitter  e Facebook. I due social funzionano in maniera simile, con la differenza che Google sfrutta nel suo modo di essere anche un social netowork la sua forza di motore di ricerca numero uno al mondo. Questa è l’accusa principale che è stata mossa nei confronti del colosso di Mountain View. Un forza che Twitter ha definito “dannosa” per la sopravvivenza degli altri competitors. Su questo punto ha voluto dire la sua anche Marc Rotenberg, direttore esecutivo dell’ Electronic Privacy Information Center (EPIC), che ha confermato l’intenzione di citare in giudizio Google per comportamento penalizzante nei confronti della concorrenza, e quindi degli utenti.  «Google sta cercando di combattere il proprio rivale Facebook sfruttando la propria posizione dominante in un settore separato. Inoltre, nonostante le informazioni provenienti dai profili Google+ non siano mostrate pubblicamente, i cambiamenti introdotti rendono l’accesso a questi dai più semplice».