"L'abito" che fa il monaco
"L'abito" che fa il monaco

Come si creano e si costruiscono le nostre relazioni sociali? E come si accumula il capitale sociale? La rete di relazioni e di rapporti che riusciamo a creare entrando in comunicazione l’uno con l’altro rispecchia un elemento non marginale della nostra vita sociale.
Uno degli aspetti fondamentali da considerare nella costruzione dei rapporti interpersonali è sicuramente il modo in cui, attraverso la nostra immagine, scegliamo di presentarci agli altri, di rappresentare noi stessi.
Proprio la funzione sociale dell’immagine, aspetto essenziale nella costruzione di quella rete di rapporti che creano indirettamente capitale sociale, è stato il tema centrale dell’intervento della Professoressa Laura Bovone, coordinatrice dell’Università Cattolica di Milano, durante il Convegno “Comunicazione e civic engagement. Istituzioni, cittadini e spazi pubblici nella post modernità” organizzato dall’Associazione Italiana di Sociologia, Sezione Processi e Istituzioni Culturali, il 22 e 23 settembre presso il Centro Congressi di via salaria 113.
L’abito infatti è direttamente legato alla rappresentazione del sé e come tale si configura come uno strumento privilegiato dell’auto rappresentazione, caratterizzandosi sia come componente puramente estetica, che come indicatore economico e di prestigio sociale, ma anche etico e razionale, in quanto le nostre scelte di consumo sintetizzano implicitamente la nostra visione del mondo.
Attraverso le parole e i segmenti della cultura materiale che ci contraddistinguono, costruiamo giorno dopo giorno un’immagine capace di rappresentarci, la proiezione estetica di noi stessi, che assieme alla nostra capacità di dialogo ci permette di instaurare rapporti con l’altro. Sia il modo in cui raccontiamo noi stessi che il modo in cui ci presentiamo collaborano assieme nella costruzione di un’identità individuale riconosciuta e riconoscibile, attraverso la quale potersi esprimere e poter identificare se stessi in quanto soggetti sociali appartenenti ad una comunità di valori condivisi. E’ nel momento in cui ci presentiamo agli altri infatti, in cui diamo vita alle relazione sociali, che costruiamo il nostro capitale sociale, che la nostra immagine può diventare e diventa capitale sociale. Attraverso il quale l’uomo si riconosce, stringe rapporti, coopera e collabora.
La nostra rappresentazione si serve di consumo, ma ha bisogno di un consumo responsabile, rispettoso del mondo al quale apparteniamo, tanto che oggi il potenziale informativo dei media ci impone costantemente di inventarci un mondo diverso, una nuova immagine etica, capace di rafforzare la dimensione culturale delle relazioni, contribuendo alla formazione di un capitale sociale più attento ai problemi della collettività. E questo è possibile solo in un circuito culturale dove produzione e consumo collaborino assieme alla ricerca di un’armonia sia di forma che di sostanza.