Libertà è partecipazione
Libertà è partecipazione

Come sta rispondendo la politica alle sfide che le nuove forme di partecipazione civica impongono? E quali sono gli scenari futuri che il civic engagement delineerà all’interno della nostra società? Questi alcuni dei temi trattati durante il convegno “Comunicazione e civic engagement nella postmodernità”, tenutosi nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale il 22 e 23 settembre.
Per civic engagement si fa riferimento alle forme di impegno sociale messe in atto dai cittadini su problemi e argomenti che hanno rilevanza per la collettività. All’inerzia della politica nel rispondere ai bisogni della cittadinanza, fa eco un nuovo attivismo sociale in cui i cittadini si fanno carico di quei beni comuni non garantiti o protetti dallo Stato. Attraverso internet, stand nelle piazze e discussioni pubbliche, i cittadini fanno sentire la loro voce, superando l’inadeguatezza delle istituzioni politiche.
Le forme di impegno politico vanno dal semplice voto elettorale, all’adesione a movimenti che cercano di creare nuovi spazi di democrazia. Un esempio di questo attivismo civico è stata la mobilitazione collettiva avvenuta durante il referendum sulla privatizzazione dell’acqua e sull’energia nucleare: banchetti nelle piazze, volantinaggio e passaparola via internet sono stati i mezzi attraverso cui persone comuni hanno detto la loro su temi di rilevanza sociale. I cittadini non vogliono più solo essere informati ma voglio prendere parte alla vita politica, far sentire la loro voce.
Altra forma di partecipazione civica è l’associazionismo sociale: attraverso il volontariato e l’adesione ad associazioni, i cittadini offrono il loro sostegno e il loro impegno a favore della comunità. Ma come sta rispondendo la politica a questo rinnovato impegno sociale? E a cosa è dovuta la difficoltà delle istituzioni politiche di riconoscere e legittimare queste nuove forme di partecipazione? Lo abbiamo chiesto a Fausto Colombo, docente all’Università Cattolica di Milano e Giorgio Grossi, docente all’Università Bicocca di Milano.
Mentre la cittadinanza sta sperimentando le opportunità che i nuovi media offrono, le istituzioni pubbliche rimangono ingabbiate in una visione tradizionale di rappresentanza politica. Il rischio è quello di non riconoscere e legittimare le nuove forme di partecipazione politica. Il civic engagement si configura come la risposta che cittadini comuni hanno dato all’inadeguatezza della politica di rispondere ai bisogni collettivi.