Dalla rappresentazione alla rappresentanza
Dalla rappresentazione alla rappresentanza

L’accesso a canali non istituzionali di comunicazione ha permesso a gruppi sociali, da sempre ai margini del dibattito politico, di acquistare una nuova visibilità. Dal popolo viola, al movimento “Se non ora quando?”, dai gruppi in difesa dei beni pubblici alle rivoluzioni che hanno investito l’intera area del Maghreb: tutti hanno trovato rappresentanza all’interno del mondo ospitale dei nuovi media.
All’interno del convegno “Comunicazione e civic engagement nella postmodernità”, tenutosi nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale il 22 e 23 settembre, si è discusso del ruolo svolto dai media digitali nel dare rappresentanza ai nuovi movimenti di opinione. I nuovi media hanno dato ospitalità alle istanze di democrazia e di cambiamento che hanno coinvolto il nord Africa. Ospitalità, come ha spiegato Alberto Marinelli, significa dare diritto di cittadinanza a gruppi che altrimenti non troverebbe spazio nei media tradizionali.
Il nord Africa non è il solo ad essere attraversato da nuove forme di partecipazione sociale e politica: il ritrovato senso di attivismo civile è un fenomeno trasversale che ha coinvolto tutta l’Europa. Perfino nel nostro paese le mobilitazioni di piazza, il movimento viola, il diffuso impegno giovanile e femminile del movimento “Se non ora quando?” hanno dimostrato quanto sia forte quest’ansia di cambiamento. Ma i nuovi media possono dare rappresentanza a movimenti e gruppi sociali da sempre ai margini del dibattito pubblico? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Marinelli, docente all’Università La Sapienza di Roma e a Giorgio Grossi, docente all’Università Bicocca di Milano.
I gruppi che si organizzano su tematiche di consumo responsabile, i movimenti politici che si collocano al di fuori della sfera dei partiti politici trovano nei nuovi media una grande possibilità di espansione. I media digitali, per la facilità d’accesso, offrono margini di visibilità superiori. E avere visibilità è fondamentale per i nuovi movimenti d’opinione in quanto, solo in questo modo, possono essere identificati come gruppi sociali dotati di rilevanza collettiva. Come ha affermato Marinelli, la possibilità di tenere insieme un pubblico connesso, la disponibilità di un canale informativo abbinato ad un bisogno enorme di democrazia e di innovazione ha contribuito a diffondere nuove forme di partecipazione politica. E questo è potuto accadere grazie al ruolo svolto dai nuovi media che hanno dato rappresentanza a gruppi da sempre ai margini del discorso pubblico.