Si è trattato di un’occasione stimolante
per gli esperti del settore, per i profani interessati ad un argomento attuale e di grande rilevanza sociale come quello dei rischi da esposizione a fonti di radiazione, e per coloro che hanno voluto approfondire gli aspetti metodologici di un disegno di ricerca scarsamente applicato nella ricerca sociale quale il disegno di tipo quasi-sperimentale: una metodologia che prevede due intervalli temporali di osservazione/rilevazione, due gruppi di soggetti e la presenza di un intervento esterno ad opera del team di ricerca, che determina la formazione di un gruppo sperimentale e di un gruppo di controllo come termine di paragone.
Grazie a tale logica l’indagine è stata definita come programmatica in quanto ha previsto la predisposizione, l’attuazione e la valutazione di una campagna
di comunicazione volta a sensibilizzare in merito ai rischi da esposizione a sorgenti di radiazioni. Essa è pertanto
inserita in un programma scaturito da una convenzione tra Ministero dell’Ambiente e ISPRA, finalizzato al sostegno della comunicazione scientifica sulla radioattività ambientale, che agisce sia sul piano della produzione e dell’emissione di informazione, sia su quello della ricezione dei messaggi stessi incentivando sensibilità e capacità di valutazione.
Lo studio delle conoscenze sul rischio tecnologico-ambientale derivante da radiazioni ionizzanti è riferito ai giovani tra i 14 e i 19 anni di alcune scuole medie superiori delle province di Viterbo, Roma, Latina e Frosinone.
La scelta di questo specifico segmento di popolazione emerge durante il Convegno in tutta la sua forza strategica in quanto tale target da un lato costituisce un canale di comunicazione capace di veicolare l’informazione nei relativi contesti di appartenenza, dall’altro rappresenta la generazione del futuro che consentirà, mediante la profonda modifica degli stili di vita e dei modelli di comportamento a sostegno dell’ambiente, un più sensato e ragionevole uso delle tecnologie.
Dai 1.757 casi considerati validi (dei 2.635 casi raggiunti attraverso una procedura di campionamento probabilistica) è emerso che, nonostante una iniziale scarsa conoscenza nei confronti di un tema complesso e non direttamente fruibile come quello dell’esposizione a fonti di radiazione, la campagna di informazione ha determinato, seppur con intensità diversificate in differenti sottogruppi, l’acquisizione di consapevolezza e competenza sulla gestione del rischio derivante da radiazioni ionizzanti. Inoltre, chi riceve l’intervento formativo, se non migliora le proprie conoscenze, tende a preservarle nel tempo rispetto a coloro che non ottengono input in grado di conservare e sedimentare informazioni. In particolare, l’aver ricevuto o meno la campagna informativa sembra aver attivato nei ragazzi differenti meccanismi, rispettivamente di curiosità emotiva, quasi meccanica e non sorretta da un coinvolgimento del piano cognitivo (gruppo di controllo) e di curiosità cognitiva, più consapevole e basata sulle conoscenze ricavate dalla lezione impartita dagli esperti ISPRA (gruppo sperimentale).
I risultati esposti durante il Convegno hanno rappresentato un importante spunto di riflessione su un tema estremamente attuale e rilevante in questo determinato momento storico che si auspica conducano ad ulteriori analisi e ricerche sull’argomento nonché ad una sempre più stretta collaborazione con le scuole.