LA7, dieci anni per il Terzo Polo
LA7, dieci anni per il Terzo Polo

A circa dieci anni dalla sua nascita, ci si interroga sul futuro di LA7. Spinto dal trend positivo iniziato con l’arrivo di Mentana, il canale di proprietà del gruppo Telecom Italia Media rispolvera l'obiettivo di diventare il terzo polo della tv generalista.
L’ESORDIO
Chissà quanti, il 24 giugno di dieci anni fa, avrebbero scommesso sull’espansione e la longevità di LA7, nata sulle ceneri di TeleMontecarlo. Forse neanche gli allora proprietari Roberto Colaninno e Lorenzo Pellicioli, al comando di Seat Pagine Gialle del Gruppo Telecom Italia, che si erano prefissati lo scopo di raggiungere nel medio-lungo termine un’audience pari al 5% di share.
Quella sera, dalla discoteca Alcatraz di Milano, furono diversi i volti noti dello spettacolo e dello sport a dare il loro benvenuto al nuovo canale televisivo: oltre ai conduttori Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, erano presenti Pino Daniele, Francesco De Gregori, Giuliano Ferrara, Sabina Guzzanti, Geri Halliwell, Neri Marcorè, Vincenzo Montella, Eros Ramazzotti e Nina Moric.
La trasmissione, andata in onda in prima serata, fu seguita da circa 2 milioni di telespettatori e suscitò un ottimismo all’interno dell’azienda che però fu ben presto ridimensionato a causa dello strapotere inattaccabile di Rai e Mediaset.
Nonostante l’ingresso di personaggi di spicco quali lo stesso Fabio Fazio, reduce dall’esperienza in Rai, di Gad Lerner e di Giuliano Ferrara, infatti, nei mesi successivi LA7 assunse sempre più quel ruolo di televisione di nicchia, particolarmente dedita all’informazione e all’approfondimento, la cui esistenza, secondo molti, era destinata a cessare nel giro di pochi anni.
LA SVOLTA
Dopo stagioni di semi-anonimato, trascorsi a risolvere gli inevitabili problemi finanziari dovuti ad una discontinuità di risultati, fatta più di bassi che di alti, nel 2010 è arrivata la svolta.
Programmi come Fabshow, L’Infedele, Le Invasioni Barbariche, Crozza Italia, Atlantide ed altri avevano sì ottenuto successi interessanti nel corso degli anni, rappresentando anche delle novità assolute rispetto ai tradizionali format presenti nel panorama televisivo italiano, ma apparivano agli occhi della critica inevitabilmente fine a sé stessi.
La sensazione, infatti, era che mancasse quel trait d’union, quel filo conduttore che ogni buona emittente che si rispetti non può non avere: un forte telegiornale.
Per ottenere questo obiettivo serviva però una figura importante che raffigurasse quella voglia e quella popolarità tale, da poter sovvertire il cosiddetto “ordine gerarchico dei notiziari”. La nomina di Enrico Mentana come nuovo direttore del Tg LA7, in questo senso, appariva la scelta più azzeccata che si potesse fare.
«Cercheremo di fare informazione sempre nel modo più aperto, completo e libero»: esordiva così Mentana il 30 agosto 2010, nell'anteprima del suo primo Tg. La sua prima performance aveva ottenuto ascolti da record, i più alti mai raggiunti fino ad allora da LA7: 1.489.000 spettatori per uno share del 7,3%.
In quella stessa occasione, LA7 risultava la prima emittente generalista italiana a trasmettere il proprio Tg nel formato 16:9 ed il primo canale in Europa ad andare in onda in diretta su YouTube, grazie ad un accordo con la piattaforma video di Google per la trasmissione in versione integrale dei suoi programmi.
Da quel momento è iniziata una vera e propria escalation per Mentana, che ha caricato il proprio Tg di politica per sfruttare e compensare il calo di credibilità di Tg5 e Tg1, quest’ultimo in netto ribasso soprattutto sotto la direzione di Augusto Minzolini.
Con il passare dei mesi il successo ha assunto connotati sempre più esaltanti e il 20 marzo scorso l’ex mezzobusto di Mediaset si è aggiudicato il Premio Regia Televisiva 2011 per il miglior Tg.
Il 30 maggio scorso, poi, il Tg delle 20 ha realizzato il record storico di ascolti: 13,78% di share. Un traguardo inimmaginabile per LA7, che viaggia su un’audience media giornaliera appena sopra il 3%.
Gli ascolti del tg, tuttavia, non sono i soli a far sorridere. Mentana fa da traino a Otto e mezzo di Lilli Gruber, costantemente sopra il 5% di share, e a L'Infedele di Lerner. Gradualmente anche le edizioni del Tg non condotte da Mentana hanno accresciuto i loro ascolti, a testimonianza del fatto che se inizialmente il pubblico riconosceva in Mentana il garante dell'informazione di LA7, ora è il Tg in sé ad aver conquistato una propria credibilità.
GLI SCENARI FUTURI
Mentana a parte, comunque, i progressi di LA7 sono dovuti anche e soprattutto alla sua capacità di aver intercettato quella fetta di audience stanca di una certa televisione generalista “suggestionata” dalla classe dirigente. Non che il canale appartenente a TiMedia non possa esserlo, ma sicuramente non è coinvolto da palesi e mai risolti conflitti di interessi.
A dimostrazione di come LA7 voglia ritagliarsi un ruolo di voce libera e plurale nel panorama televisivo, ci sono diverse scelte compiute nell’ultimo periodo che si sono mosse proprio in questa direzione. Un esempio è stata la messa in onda del film di Paolo Sorrentino Il Divo. Snobbata da Rai e Mediaset, la pellicola, trasmessa in prima serata lo scorso 2 febbraio, ha riscosso un enorme successo anche grazie al successivo dibattito condotto dallo stesso Mentana e da Lerner.
Venendo all’attualità, c’è un aspetto importante da tenere in considerazione e che in queste ultime settimane sta facendo lievitare il valore in Borsa del titolo di TiMedia: l’effetto-Santoro. Dopo Mentana potrebbe essere lui il prossimo acquisto di LA7. Giunto al capolinea in Rai, Santoro è divenuto l’oggetto del desiderio di Giovanni Stella, amministratore delegato di TiMedia.
«Uno o due fra Michele Santoro, Milena Gabanelli, Giovanni Floris e Fabio Fazio verranno a LA7» aveva dichiarato qualche tempo fa a Il Fatto Quotidiano. Successivamente, il cda Rai ha confermato nei prossimi palinsesti Floris e Fazio, mentre resta in bilico la Gabanelli che con Santoro potrebbe traslocare su LA7 portandosi dietro le sue “inchieste scomode”.
Mentana e Lerner hanno già salutato con piacere l'eventuale approdo di Santoro, ma la campagna acquisti potrebbe non finire qui. Stella ha in mente di prendere altri volti nuovi. Oltre a Benedetta Parodi in arrivo da Mediaset, potrebbero arrivare Gianluigi Nuzzi, giornalista di Libero, e Filippo Facci, spesso opinionista nel tg di Mentana e noto volto televisivo. Nomi che controbilancerebbero il possibile approdo di Santoro e invierebbero il messaggio che la pluralità di opinioni è fondamentale per fare informazione.