LinkedIn, il social network dei professionisti, sbarca a Wall Street e lo fa con cifre da capogiro. Ma non sarà l’unico, perché entro il prossimo anno gli investitori potranno mettere le mani anche su Groupon e soprattutto su Facebook. Queste sono le nuove frontiere del social media business.
Miliardi di dollari. Se ne parlava da tempo, ora è realtà.
LinkedIn è il primo social network a sbarcare ufficialmente in borsa e lo fa con cifre da record. In seguito all’Opa infatti, il brand con sede a Mountain View in California ha raddoppiato il suo valore, stimato ora in oltre quattro miliardi di dollari. Festa grande all’ombra del toro di Wall Street, per gli investitori questa è infatti un’operazione senza precedenti, trattandosi di un’azienda che “commercia” reti sociali.
E l’entusiasmo è ancora più tangibile se si pensa che con LinkedIn siamo solo all’inizio, in previsione del fatto che a breve seguiranno la stessa strada prima Groupon, il sito di social commerce dove si partecipa a gruppi di acquisto comprando coupon a prezzi scontati, e soprattutto Facebook che Goldman Sachs valuta circa 50 miliardi di dollari.

Banchetto sociale. LinkedIn dunque è solo un antipasto di un banchetto al quale molti frequentatori di Wall Street vogliono assolutamente partecipare. I social network sembrano un piatto troppo invitante per potervi rinunciare. LinkedIn nasce nel 2002 da un’idea di Reid Hoffman che intende promuovere una piattaforma riservata ai professionisti di ogni campo, dove potersi scambiare curriculum, informazioni, contatti e costruire quindi una rete sociale dal punto di vista professionale. Nel primo mese di lancio, il maggio del 2003, il sito contava circa cinquemila iscritti, ora annovera oltre cento milioni di profili in tutto il mondo, prova tangibile di una crescita esponenziale che per forza di cose suscita l’interesse dei mercati finanziari.

Futuro solido o bolla pronta ad esplodere? Questa è la domanda che molti si pongono. Il futuro sembrerebbe più roseo che mai, Facebook e simili incrementano il loro valore di giorno in giorno ed il pensiero che il tutto possa essere una bolla finanziaria pronta ad esplodere e di conseguenza mandare in fumo i miliardi di dollari di investimenti che vi girano intorno, per il momento non esiste. Nessuno pensa alla possibilità che le persone possano decidere di rinunciare a possedere un profilo in rete. Per molti sembra proprio che la vita reale non integrata con quella disponibile su un social network, ad oggi non valga neanche la pena di essere vissuta.