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Internet: dai rischi nascosti alle nuove norme

Gli scandali sulla privacy alimentano il dibattito: possibili restrizioni dal prossimo G8

Internet: dai rischi nascosti alle nuove norme

di MIRCO MAESTRINI (14 05 2011)
 

 Di poche settimane fa è la notizia di due ricercatori che rivelano come i dispositivi 3G Apple registrano la propria posizione in un file definito "segreto”. 

 Sono ormai due decenni che si discute di internet, dei suoi risvolti pratici e dei possibili sviluppi futuri. Le posizioni sono sempre state molto diverse fra loro; studiosi e persone comuni hanno condiviso entusiasmi e paure che, però, non hanno fermato l’inarrestabile avanzata della rete. Col tempo tutti i giudizi si sono fatti più cauti, ma internet ha permeato nuovi settori della nostra vita. Le speculazioni, però, non sono tardate e oggi si ha spesso l’impressione che la navigazione sia un percorso ad ostacoli, un sentiero zeppo di trappole da cui è davvero difficile difendersi.

Di poche settimane fa è la notizia di due ricercatori che rivelano come i dispositivi 3G Apple registrano la propria posizione in un file definito "segreto”. In realtà questa funzione esiste da tempo e non sembra poter costituire un pericolo. La polemica sulla possibilità che Apple sia in grado di raccogliere questi dati, però, è esplosa in tutto il mondo al punto che le autorità tedesche hanno chiesto chiarimenti alla casa produttrice. In tempi rapidissimi è stata lanciata una nuova versione di iPhone che risolve tutti i problemi riguardo al trattamento dei dati personali. La tensione, però, resta alta. Pochi giorni dopo, infatti, un’altra notizia  rischia di suscitare ire e timori verso internet e le nuove tecnologie: dei pirati informatici avrebbero sottratto alla Sony i informazioni  personali degli utenti di Play Station, ma anche i dati di circa 2 milioni e 200 mila carte di credito utilizzate per pagare il collegamento al network stesso e per l'acquisto di film e video. Neppure il tempo di fare chiarezza che già appare la notizia di un nuovo attacco hacker verso Sony che porterebbe i dati compromessi a oltre 100 milioni di conti. Anche i social network, già finiti spesso nell’occhio del ciclone per la cattiva privacy garantita, continuano a subire attacchi. L’ultimo è quello di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, che ha attaccato il social network più popolare del mondo, Facebook. L’accusa è quella di costituire la più grande centrale mondiale di raccolta dati sulle persone.  Dati preziosi che finiscono per essere utilizzati dai governi e dalle grandi multinazionali.

Si potrebbero citare numerosi altri casi e, in effetti, è difficile ultimamente leggere pagine di tecnologia che risultino rassicuranti per gli utenti. Speso le notizie che si diffondono non sono pienamente rispondenti al vero o gli allarmismi risultano eccessivi. Non si vuole giudicare i singoli episodi nel merito, ma solo sottolineare come la diffusione di notizie inquietanti su internet e tecnologie connesse possa aver creato le condizioni in cui pensare ad un’azione normativa più stringente.

Nell’ultimo periodo, infatti, si è tornato a discutere di internet anche negli ambienti dell’alta politica internazionale. Il web ha avuto un ruolo decisivo negli sconvolgimenti che hanno coinvolto il mondo arabo negli ultimi mesi, ma secondo molti è ambiente ancora troppo povero di regole. Fra questi c’è Nicolas Sarkozy. Il Presidente francese ha indetto un G8 con la rete come argomento esclusivo. L’obiettivo del summit è quello di regolamentare internet a livello mondiale. Per fare ciò il Presidente e ha anche convocato i rappresentati delle più grosse aziende mondiali operanti in internet: Facebook, Google, Amazon. Al di là dei discorsi economici che possono avere importanti ricadute sulla democrazia della rete, si guarda con attenzione alle normative che potrebbero limitare la possibilità degli utenti di comunicare liberamente senza limitazioni di espressione. Resta molto difficile intuire gli scenari futuri, ma sembrano lontani i tempi della cosiddetta “dichiarazione di indipendenza del cyberspazio” con cui Barlow pensava istituire in rete uno spazio di libertà e assoluta indipendenza dai Governi tiranni.






Mirco Maestrini, Alessia Raia