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Valencia, movida universitaria

ERASMUS/1

Valencia, movida universitaria

di ANDREA SPORTILLO (01 03 2011)
www.flickr.com/photos/cavale/5252657867
 

 L’Universidad de Valencia, Il suo ateneo principale, è in cima alle preferenze degli universitari (seconda per ricezione di studenti a livello europeo) che scelgono di fare le valigie e partire per un’esperienza di studio all’estero; scelta giustificata anche dal conseguimento, a ottobre 2010, del marchio di Campus de Excelencia: una certificazione di alta qualità conferita dal Ministero dell’Istruzione spagnolo.

 Incastonata in un golfo della luminosa costa mediterranea e a qualche ora di traghetto dalle isole Baleari, la capitale valenciana combina l’esuberanza della vita spagnola con un’offerta didattica tra le migliori di tutto il paese. Terza città della Spagna per dimensioni, con le sue quattro università cittadine è uno dei poli studenteschi più importanti della penisola iberica.  A sbarcare a Valencia ogni settembre sono quasi 5mila studenti provenienti da tutto il mondo che, grazie a programmi internazionali e borse di studio, si preparano a trascorrere un semestre o un anno intero nelle aule delle accademie valenciane.

Il problema dell’ambientamento si risolve in poche ore. Le fronte delle palme che si piegano al vendaval, il caldo vento valenciano, sono la prima immagine catturata dagli occhi di chi atterra all’aeroporto della città. Le strade del capoluogo regionale, e in particolare il lungo viale che attraversa il campus principale dell’Universidad de Valencia, tracimano di studenti che, da fine agosto in poi, cominciano a cercare un piso da condividere in cui passare i successivi mesi di studio, spulciando tra la miriade di annunci appesi ai muri. Basta avvicinarsi alla prima faccia simpatica che si incontra, e il gioco è fatto. Una valida alternativa è il sito internet valencia.loquo.com, portale di annunci aggiornato quotidianamente dove poter effettuare ricerche per budget e quartiere preferito. Gli affitti, comparati a quelli di altre grandi città europee, sono drasticamente più bassi, ed evitano agli studenti di alleggerire eccessivamente portafogli e conti in banca già piuttosto scarni. Con 200 euro al mese si ha la propria stanza in un bell’appartamento non lontano dall’università, condiviso con altri due o tre studenti delle più disparate nazionalità, in puro  stile appartamento spagnolo.

Perché scegliere Valencia. La città offre tutto quello che un giovane studente straniero si aspetta da un’ esperienza di studio e di vita all’estero. L’offerta didattica, come detto, brilla per qualità e innovazione degli insegnamenti offerti: qualsiasi studente universitario italiano rimarrà colpito dalla partecipazione e dall’operatività su cui si fonda gran parte delle lezioni; lavori di gruppo, prove pratiche e esercitazioni “sul campo” diverranno una consuetudine, non facendo rimpiangere le affollate e soporifere lezioni “frontali”, marchio di fabbrica di molti atenei italiani.

E come dimenticarsi poi, della movida spagnola. Le tiepide serate valenciane sono animate tutto l’anno. Il centro storico, il carmen, è tutto un brulicare di tapas bar e vivaci ristorantini per tutte le tasche. La zona universitaria e la spiaggia invece, garantiscono un intrattenimento più “globalizzato” con locali e discoteche aperte a turisti e studenti stranieri. E poi c’è Las Fallas. Un tourbillon di tradizione e cultura popolare valenciana che, a metà marzo, blocca la città per una settimana intera riempiendo le strade di sculture allegoriche alte decine di metri, botti e musica senza soluzione di continuità.

Perché evitare Valencia. Tra le molteplici possibilità di vivere un’esperienza erasmus offerte dagli atenei iberici, Valencia è forse la scelta meno “spagnola” di tutte. Il turismo di massa e la vicinanza a importanti mete turistiche come Ibiza e Formentera, se da un lato hanno consentito una vertiginosa crescita economica e urbanistica della città nell’ultimo decennio, dall’altro ne hanno inevitabilmente intaccato l’anima spagnola.

Una seconda questione è di tipo linguistico. A Valencia, come in Catalogna, il dialetto regionale ha assunto i connotati di una vera e propria lingua ufficiale. Se fuori dalle aule ciò non rappresenta un problema (solo in alcuni paesini dell’entroterra lo spagnolo è radicalmente scomparso), bisogna tener presente che all’università molte lezioni sono tenute in valenciano, nonostante alcuni professori offrano la possibilità di seguire i corsi in entrambe le lingue, in orari diversi. Anche se in maniera meno drastica come accade, ad esempio, negli atenei di Barcellona, occorre esser pronti ad avere contatti, benché sporadici, con una lingua assai diversa dal castellano più comune.