C’era un ragazzo che come me amava Sanremo e il Festival
C’era un ragazzo che come me amava Sanremo e il Festival

La noia, l'abbandono, il niente sono la tua malattia, Sanremo mio ti lascio e vado via!!!
E così pacatamente, silenziosamente, qualunquemente, è iniziato il Festival di Sanremo. La 61ª edizione ha ottenuto una media di 9.418.000 telespettatori e il 48,6% di share, con ben 14.175.000 telespettatori nella prima parte (45,2%) e 9.387.000 (48,65%) nella seconda. Rispetto ad un anno fa, quando a condurre c'era Antonella Clerici, le cose sono andate meglio: nel 2010 la prima serata fu infatti seguita da 10.717.000 di telespettatori con il 45,29% di share.
Eppure dalla torre del mio divano c’è qualcosa da buttare e qualcosa da salvare.
Il primo da buttare è Gianni Morandi. Lento, impacciato in alcuni momenti terrorizzato. Sembra quasi a disagio sul palco, ha sempre bisogno di una spalla, è poco padrone di casa. Va bene la squadra..ma così esagera!!! Troppo poco brillante. Ahhh quando c’era il Pippo Nazionale. «Ho sempre visto i primi dieci minuti di ogni Sanremo», dice Morandi. Cita Nunzio Filogamo, Mike Bongiorno, Fazio, Baudo, Bonolis, la Carrà. È teso. Ringrazia l’orchestra. Nessun brivido. Sonnolenza pura. Sanremo non è Grazie a tutti, bisogna essere creativi, non celebrativi né autoreferenziali.
Butto anche Belen Rodriguez e Elisabetta Canalis. Contribuiscono a rendere la squadra ancora più legnosa e fanno rimpiangere le vallette mute dei tempi di Mike quando non cercavano di ballare tango o twist. Sono apparse dopo quasi un’ora e per quello che hanno potuto offrire potevano rimanere tranquillamente in camera d’albergo.
Salvo, per adesso, Luca e Paolo. All’inizio anche loro ingessati, iene trasformate in passerotti. Eppure il momento migliore di tutta la prima serata arriva proprio da loro con la parodia di ‘In Amore”, la canzone che Gianni Morandi portò al Festival del 1995 insieme a Barbara Cola. In questa nuova versione rivisitata da Luca e Paolo, il titolo diventa “Ti sputtanerò” e i protagonisti sono Fini e Berlusconi: su Youtube è già un successo. E finalmente regalano un po’ di ritmo alla kermesse e mostrano un minimo lavoro di scrittura.
E salvo le canzoni. Senza dubbio di qualità più elevata rispetto allo scorso anno. Poesia pura per Roberto Vecchioni: tra sconcerto e speranza una delle più belle canzoni del nuovo millennio. Gran bel ritorno per La Crus: musica e parole regalano sofisticate atmosfere oniriche. Un pezzo radiofonico e di successo quello dei Modà con Emma. Da ascoltare nuovamente la schiettezza di Luca Madonia e Franco Battiato, il patriottismo di Tricarico e la grinta di Nathalie. Intanto sono state eliminate le due Anne: Oxa e Tatangelo.
Anche se giovedì potranno essere ripescate in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
In definitiva un Festival che si conferma racconto e narrazione del nostro Paese che vive di noia, lentezza e immobilismo. Tanto prima o poi la notte deve passare.
Intanto ieri sera «Non ho mai visto niente di più anchilosato, rabberciato, futile, vanitoso, lercio e interessato» per dirla con Ennio Flaiano quando posò con lungimiranza il suo sguardo sul Festival.