Quando l’arte della musica incontra la freschezza della tecnologia si è sempre di fronte ad una sorta di “rivoluzione culturale”. In questa direzione l’ultima trovata, semplice e allo stesso tempo geniale, sembra essere Frestyl, un servizio gratuito disponibile sia su web che su iPhone.
Il
concept è intuitivo: basta accedere al
sito internet e viene individuato il luogo in cui si trova l’utente; vengono poi cercati i
locali più vicini dove si sta svolgendo o si svolgerà uno
spettacolo musicale. Se si è indecisi sull’organizzazione della propria serata, basta accedere a Frestyl e trovare il pub, bar o circolo, dove sta suonando il gruppo o la musica preferita. Ma il servizio non è orientato solo agli appassionati di musica. Anzi per funzionare ha bisogno soprattutto di altre persone: di chi la musica, oltre a sentirla e ballarla, la ospita, la organizza, la suona. Ogni
gestore di locali, ogni organizzatore e ogni
musicista può iscriversi al sito e pubblicizzare l’evento, indicando nome, luogo, data, orario e caratteristiche del
concerto o
dj-set. Si può fare lo stesso anche sulle pagine Frestyl di Facebook e Twitter.

Tutto si basa su alcuni concetti che solo le ultime innovazioni informatiche combinate insieme hanno permesso di realizzare: uno è il sistema dei social network, cioè la possibilità di condividere pensieri e parole, emozioni e storie, con la propria comunità di amici e conoscenti, o di gruppi con cui si è in qualche modo legati per gli interessi, i gusti, le preferenze, dall’idolo televisivo ai più intimi segreti dell’uncinetto. L’altro è la geolocalizzazione, cioè sfruttare le capacità del GPS, il sistema di posizionamento globale, la bussola dell’uomo del nuovo millennio. Basta attivarlo per visualizzare una mappa che indica la posizione dell’utente, nonché ogni suo spostamento.
L’idea è nata prima con un
blog, rigorosamente
minimale (caratteri grigi su sfondo bianco) e soprattutto in
inglese. L’intenzione era quella di far conoscere a quante più persone possibili la specialità della musica live italiana e non. Poi è nata una
start up, una
pagina Facebook, il sito internet e l’applicazione sul telefono della Apple. Tutto ciò grazie all’inventiva e perspicacia di
Arianna Bassoli e
Johanna Brewer, due giovani
interaction designer, impegnate già da tempo nella progettazione di tecnologie musicali. Al progetto si sono uniti
Luca Guidi,
programmatore proveniente dalla comunità
Ruby on Rails, e due investitori internazionali del mondo web 2.0,
Joi Ito e
Jean-Marie Hullot.
L’iniziativa ha avuto un rapido successo: aperto al pubblico da quasi tre mesi, può contare già su 300 locali e 5000 musicisti registrati. Per ora è attivo soprattutto su Roma, ma non si esclude, e non lo fanno neanche gli ideatori, che si possa sviluppare su un territorio molto più ampio, forse nazionale, o chissà, globale.
Se si è stufi di musei o di cinema, e si vuole sentire della bella musica dal vivo, Frestyl fa davvero al nostro caso.