“L’immondizia infinita”
“L’immondizia infinita”

“La gente è rassegnata e stanca, non ha più fiducia nello Stato, inteso anche e soprattutto come enti locali e territoriali. Le persone già da tempo non credono a quello che viene detto loro”, ci dice Gennaro Cartenuto, un ragazzo di Boscoreale, una delle località più colpite dall’emergenza rifiuti e al centro delle proteste dei mesi scorsi. “Ho paura che la gente si abitui a questa situazione, sta scomparendo l’orgoglio della popolazione”.
Gennaro ha 22 anni, studia Ingegneria informatica presso l'Università Federico II di Napoli e vive a Boscoreale con la sua famiglia.
Hai preso parte ai presidi dei mesi scorsi?
Si, ho partecipato a tutte le manifestazioni, anche a quelle di cui i giornali non hanno parlato. Ci sono state molte dimostrazioni pacifiche prima che la situazione degenerasse e avesse, così, un’eco mediatica.
Che tipo di dimostrazioni pacifiche?
Molti commercianti hanno deciso di tenere i negozi chiusi, i genitori non hanno mandato i figli a scuola, alcuni cittadini hanno bloccato le strade. I presìdi iniziavano la mattina e continuavano per tutta la notte. Purtroppo queste iniziative sono state ignorate finché la situazione non è degenerata nel caos di cui tutti siamo venuti a conoscenza.
Avete tentato di bloccare i camion e di incendiare la spazzatura?
Ho visto pochissime volte bloccare i camion. Una volta hanno obbligato gli autisti a scendere e hanno dato fuoco ad alcuni camion che tornavanovuoti dalla discarica, anche se in questo modo u disagi sono aumentati e soprattutto la puzza, per questo è successo pochissime volte. Spesso si colpivano i camion con pietre e altri oggetti costringendo gli autisti alla fuga.
Sei d’accordo con questo modo di protestare?
Purtroppo in questo Paese sembra che l’attenzione verso i problemi seri della popolazione ci sia solo nel momento in cui si usa la violenza. Tutte le nostre manifestazioni pacifiche sono state ignorate. Questo naturalmente non mi fa piacere, ma siamo arrivati al punto che siamo costretti ad agire in questo modo per portare l’attenzione sul problema. È la classe politica che dovrebbe sentirsi responsabile di tutto questo caos.
Ci sono stati scontri con la polizia, sei statocoinvolto anche tu?
È stato inevitabile. La polizia ha assunto atteggiamenti spesso scorretti. Si è scagliata contro tutti i manifestanti indistintamente. I poliziotti non hanno avuto nessuna pietà. Spesso le cariche avvenivano quando tutti noi eravamo seduti a terra con le mani alzate in segno di protesta pacifica. Ci venivano incontro e cominciavano a dare calci in faccia alla gente. Ho visto scene che mi hanno sconvolto.
Hai visto molti feriti a causa degli scontri?
Si, molti. Un mio amico aveva la testa piena di sangue; ho visto diversepersone con le teste spaccate dalle manganellate. Un altro mio amico ha dovuto mettere sette punti sul sopracciglio.
Adesso state continuando a protestare?
La protesta è molto sfumata, anche se siamo tutti ancora indignati e pieni di rabbia. Forse non c’è più il coraggio, la forza; questo perché sembra non esserci soluzione a un problema che dura da troppo tempo e si respira un clima di rassegnazione. Io credo che chiunque viva in questo posto, come me, abbia voglia di andare via prima che lo Stato ci condanni a vivere per sempre in queste condizioni; sembra una condanna a morte.
Cosa non riuscite più a sopportare?
Non riusciamo più a sopportare di dover rimanere chiusi in casaper la puzza, di non poter invitare amici a casa, di non poter camminare liberamente per le strade, di sentir parlare continuamente di bambini ammalati. Ci sono stati molti casi di leucemie e tumori soprattutto nei bambini nati dopo la costruzione della discarica.
Ci sono in corso altri tipi di iniziative per la tutela del territorio e della salute delle persone??
Si. Una di queste una raccolta delle firme per una denuncia contro tutte le istituzioni che dovrebbero garantire la tutela alla salute per condotta omissiva riguardo le analisi delle falde acquifere a ridosso della discarica, che rivelano una forte concentrazione di sostanze tossiche in quantità maggiore perfino rispetto alla quantità presente nel pergolato della discarica.
Di solito come passi la giornata?
Spesso non sono a Boscoreale, ma quando sono qui resto chiuso in casa, esco solo per prendere parte alle dimostrazioni con gli altri cittadini. Ogni volta che posso vado via da qui.
Non si riesce a vivere in queste condizioni. Io mi ritengo fortunato anche solo perché a casa ho il condizionatore, ma chi non lo ha d’estate è soffocato dalla puzza ed è costretto e tenere le finestre chiuse.
Da quanto ci sono questi disagi?
Da quando hanno aperto la discarica, da aprile scorso. Abbiamo cominciato subito a non sopportare l’odore terribile che si respira all’aperto. Le strade hanno cominciato a svuotarsi e in giro c’è sempre meno gente. È una situazione veramente triste.
Quali altri problemi sono stati causati da questa situazione?
La produzione agricola ne ha risentito tantissimo. Qui si producevano vini abbastanza rinomati, ma purtroppo non è stato più possibile a causa della deformazione dell’uva. Lo stesso è accaduto alle albicocche, alle mele e a tutti gli altri raccolti. Un’operazione della Guardia Costiera e della polizia ambientale ha dimostrato che gli ortaggi e le verdure venivano irrigati con acque contaminate da rifiuti tossici: amianto, vernici, diluenti, solventi e altre sostanze che venivano interrate nei fondi agricoli da un’organizzazione criminale che, in questo modo, faceva scomparire tonnellate di rifiuti speciali.

Ci sono state conseguenze anche sul valore degli immobili?
Certo. La mia famiglia possiede una casa nel centro di Boscoreale; un appartamento di 160 metri quadri su due piani, con giardino, cantina e garage con due posti auto. Il valore stimato prima di questa emergenza era di circa 500 mila euro; ora il valore è di 230 mila euro, si è ridotto di più del 50 per cento.
A cosa sono servite le manifestazioni e i presidi?
Come ho già detto, le prime dimostrazioni pacifiche non hanno portato a nessun risultato e a nessun interessamento da parte di chi di dovere. Solo quando i manifestanti hanno cominciato ad incendiare i camion, a bloccare le strade, a barricare il comune, allora sono stati attuati i primi provvedimenti e la discarica è stata chiusa, anche se solo temporaneamente, ma la situazione è molto lontana dalla risoluzione.
Eri presente quando è venuto Bertolaso?
Si, c’ero anch’io. È venuto ad analizzare lo stato dei rifiuti. Le manifestazioni ebbero inizio nella giornata precedente il suo arrivo; da quel giorno iniziò la lunga serie di dimostrazioni. Bertolaso disse che era tutto sotto controllo e che lo smaltimento dei rifiuti procedeva perfettamente.
Di chi è secondo te la responsabilità di tutta questa vicenda?
Il governo italiano è sicuramente responsabile, ma l’amministrazione di Napoli non ha gestito la situazione come avrebbe dovuto. Il governo ha il potere di intervenire, ma finora ha fatto ben poco, solo promesse non mantenute. Berlusconi ha ripetuto diverse volte che avrebbe risolto l’emergenza in pochi giorni, ma questo non è avvenuto e tutta la provincia è ancora immersa nella mondezza. Durante i giorni più critici alcuni siti che erano stati chiusi in seguito alle proteste sono stati riaperti, come quello di Giugliano e di Chiaiano, ma non sono comunque in grado di contenere le tonnellate di rifiuti che coprono le strade. Ad Acerra il termovalorizzatore non funziona come dovrebbe e non è in grado di smaltire neanche i rifiuti che solo il comune produce.
Come si comportano i sindaci dei comuni coinvolti?
Il sindaco di Boscoreale, ad esempio, ha fatto uno sciopero della fame per tre giorni, durante i quali incontrava i cittadini in una tenda costruita appositamente nel centro della città. Ha preso parte alle proteste in prima persona, così come il sindaco di Terzigno.
Dunque le amministrazioni comunali hanno il vostro sostegno?
Si, la colpa non è loro, ma delle amministrazioni provinciali, regionali e statali. Caldoro non ha fatto mai niente per risolvere la situazione, non ha mai preso posizione nei confronti dei manifestanti, non si è mai dichiarato nè a favore né contro di loro, niente di niente; se ne lava le mani. Lo stesso ha fatto il Governo che ha delegato tutta la responsabilità alla regione Campania e alla provincia di Napoli.
Cosa c’entra la camorra in tutto questo?
Sicuramente le organizzazioni camorristiche hanno sempre gestito il traffico illecito di rifiuti, e non solo, ma io credo che i primi camorristi si trovino all’interno della politica. È la politica che dovrebbe preoccuparsi di risolvere questa situazione, che dura ormai da troppo tempo. La nostra classe politica è altamente corrotta, molti pensano solamente ai propri interessi invece che al bene dello Stato. La gestione dei rifiuti di Napoli ne è un esempio evidente.
L’amministratore dell’ASIA, l’azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti d Napoli, ha dichiarato qualche mese fa di essere stato costretto a sversare migliaia di tonnellate nella discarica e causare così il disastro ambientale di Terzigno (link articolo 2). Gli è stato impedito di coprire i rifiuti in modo da ridurre la puzza. Non ci sono prove su chi e perché abbia attuato questo piano, ma secondo me è fin troppo evidente che la spiegazione è da ricercare negli interessi della classe politica e della Protezione Civile (link articolo 3).
Ma i politici di cui parli sono stati eletti dalla popolazione.
Si, ma a parte che si potrebbe dire molto anche sulle modalità delle votazioni politiche e chi è di queste zone conosce bene la corruzione che regna; e poi, credo che il problema non sia tanto chi vada al potere, ma i metodi che la politica assume per far prevalere gli interessi personali di pochi. La maggior parte delle persone che entrano in politica, secondo me, sono facilmente corruttibili.
Cosa bisognerebbe fare secondo te?
Bisognerebbe chiudere la discarica perché è satura, non si possono più scaricare rifiuti qui. Si è deciso di chiuderla a ottobre, dopo quella di Chiaiano che chiuderà a marzo. La legge del 2008 prevedeva dieci discariche in regione, ma ne funzionano solo cinque; due, infatti, sono state già chiuse e tre sono state cancellate da successivi decreti, tra cui quella di Terzigno. Il numero previsto degli Stir, gli impianti di tritovagliatura, è di sette; sono abbastanza, il problema è che non sono in grado di riciclare i rifiuti perché sono troppo antiquati. Inoltre occorrerebbero altri inceneritori; ne erano previsti quattro, poi sono diventati tre; ora funziona solo quello di Acerra e per costruirne uno nuovo occorrono tre anni.
Perché non vengono costruiti?
Perché bisogna farlo in zone con determinate caratteristiche territoriali. Per esempio, il territorio di Acerra ha delle caratteristiche particolari del sottosuolo, anche se l’immondizia che finisce negli inceneritori non è trattata come dovrebbe e causa conseguenze dannose al territorio.
Tu fai la raccolta differenziata?
Si. La faccio da tre anni. Nel mio comune è attivo il programma quotidiano di raccolta.
Vorresti una discarica o un inceneritore regolarmente funzionanti vicino casa tua?