Gli Ugc non sono esenti da responsabilità editoriali.
Due delibere dell'Agcom, ralative alla web tv e alla web radio, associano il concetto di responsabilità editoriale agli UGC (User Generated Content, siti che pubblicano materiale audiovisivo prodotto da utenti).
I provvedimenti resi pubblici dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) equiparano siti come YouTube e DailyMotion, ai servizi radiotelevisivi. Le due delibere sono quelle relative alla Web TV e alla Web Radio, pubblicate in realtà solo un mese dopo essere state approvate. Le nuove norme riguardano siti contenenti video forniti dagli utenti. Essi diventano servizi di media audiovisivo, se sono vere due condizioni: “sfruttamento economico dei video” e “responsabilità editoriale in qualsiasi modo esercitata”. Il primo punto appare scontato, basta la pubblicità.
Il secondo invece viene toccato da un altro punto del documento che fa gravare la responsabilità editoriale sull’ultimo editore della filiera del video (non l’utente quindi, ma chi aggrega ed organizza i contenuti). Una conferma di questa interpretazione delle delibere arriva da Stefano Mannoni, consigliere di Agcom: “Youtube fa una gerarchizzazione dei propri contenuti”, dice “anche se in automatico e con solo il suo algoritmo. Ma questo equivale ad un controllo editoriale”.
Del resto, perché Agcom si sarebbe impegnata ad introdurre questo concetto di responsabilità editoriale associato agli UGC, se non per Youtube? Concetto che infatti non c’era nel contestatissimo decreto Romani, che anzi escludeva gli UGC esplicitamente.
I siti diventano inoltre soggetti a nuove norme, come l’obbligo di rettifica entro 48 ore, e divieto di pubblicare contenuti non adatti ai bambini durante le fasce orarie protette, che mal si associano ad una piattaforma diacronica come Youtube. Ma il problema principale per Google, proprietario della piattaforma, potrebbe essere l’incidenza che queste nuove norme avranno sui processi in corso, ad esempio quello intentato da Mediaset per violazione dei diritti d’autore. Dopo queste delibere, infatti, sarà difficile sostenere che Youtube non abbia una responsabilità editoriale.
Mentre Google preferisce non rilasciare ancora dichiarazione, molto duro è il giudizio dei responsabili di YouReporter, i quali dichiarono: "A nostro giudizio, una delibera dell'Agcom non può mai cancellare direttive comunitarie e leggi nazionali. E soprattutto non potrà trasformare iniziative spontanee degli utenti della rete in impresa editoriale. Questo è un assurdo giuridico e una violenza fatta alla realtà".
Le delibere comunque escludono le web tv e le web radio di piccole dimensioni dalle nuove norme. Non si applicano infatti a chi fattura meno di 100 mila euro da questa specifica attività (audiovisiva) o ha un palinsesto settimanale inferiore alle 24 ore di video.