L’Europa nei giornali: una sfida da affrontare
L’Europa nei giornali: una sfida da affrontare

“L'accesso all'informazione è il prerequisito fondamentale per l'esercizio del diritto alla piena e consapevole partecipazione democratica ..; i cittadini hanno il diritto di essere informati sull'Unione europea e i suoi progetti concreti, e devono potere esprimere le proprie idee ed essere ascoltati. “Così si è espresso il Parlamento di Strasburgo il 7 settembre scorso nella Risoluzione su giornalismo, nuovi media e una sfera pubblica europea; ossia, sulla necessità che i cittadini ed i loro rappresentanti politici dispongano di uno spazio in cui dialogare e confrontarsi in merito a questioni di rilievo sovranazionale: spazio che al momento è tutto da creare. Ma questa sfera pubblica è davvero indispensabile?
Che piaccia o no, viviamo in un mondo globale, che in prospettiva sarà ancora più interconnesso. Gli alimenti che mangiamo, i soldi che investiamo, la qualità dell’aria che respiriamo, il futuro che ci attende sono aspetti che dipendono non solo dalle nostre scelte individuali, ma soprattutto da decisioni pubbliche prese in diversi contesti politico-istituzionali: il Comune, la Regione, la Nazione, ma anche l’Europa ed il Mondo intero.
Ed è proprio in questo contesto più ampio che si stabiliscono le principali regole del gioco, mentre i livelli sottostanti si limitano sempre più spesso a stabilire disposizioni di dettaglio. Allora, visto che le cose stanno così, è accettabile che si conosca così poco di Unione europea e che i mezzi di informazione di fatto non si occupino delle istituzioni comunitarie? No, proprio perché l’Ue decide della nostra vita e progetta il nostro domani. E questo è un compito che non può essere lasciato ad una élite di esperti e professionisti del settore.
È con tale consapevolezza che parte oggi, anche dalle pagine di questo giornale, il Progetto Finestra sull’Europa (FISE): un’iniziativa unica nel suo genere (in Italia e non solo) che punta proprio a creare quella sfera pubblica alla quale allude la Risoluzione sopra citata.
L’iniziativa, sostenuta dal Dipartimento per le politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei ministri quale progetto pilota, coinvolge cinque testate locali dell’Italia centrale (il Corriere dell’Umbria, Metro, il Corriere Adriatico, il Centro e la Nazione), che si sono impegnate a pubblicare, nell’arco di un anno, inserti a cadenza trimestrale interamente dedicati all’attualità europea. I contenuti saranno elaborati da redazioni costituite all’interno di altrettante Università (Perugia, Firenze, Roma “La Sapienza”, Teramo e Macerata), formate da gruppi di studenti guidati da docenti competenti in materia.
Il Progetto sviluppa un’esperienza analoga realizzata con successo in Umbria da più di due anni, dove l’entusiasmo di un gruppo di lavoro universitario, sposato con la coraggiosa disponibilità del Corriere dell’Umbria, ha assicurato ai lettori di quel giornale una costante e corretta informazione su eventi e notizie legati all’Europa difficilmente reperibili altrove.
Realizzare gli obiettivi del FISE non sarà compito facile. I lettori italiani (al pari di quelli degli altri Paesi europei) hanno una conoscenza molto approssimativa dell’Ue. Inoltre, le poche volte che si scrive e si parla d’Europa nei media, lo si fa “nazionalizzando le notizie” o scaricando acriticamente su di essa ogni colpa. Squarciare il velo di indifferenza e di preconcetti richiederà molta determinazione e inventiva.
Tuttavia la creazione di una sfera pubblica europea è una sfida che va affrontata. Ed il fatto che a provarci siano università e giornali locali dimostra come sia possibile dare vita a processi virtuosi anche in momenti difficili, come sono quelli in cui versano sia le Università che la stampa italiane: processi virtuosi irrinunciabili in una società che voglia tornare a guardare con fiducia al futuro.