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Agcom contro i pirati

Il testo finale a tutela del diritto d'autore

Agcom contro i pirati

di REDAZIONE COMUNICLAB (17 12 2010)
http://www.flickr.com/photos/27718575@N07/4308584630
 

Sarà molto più difficile trovare contenuti illegali online (musica, film), in base a quanto deciso dall'Autorità Garante delle Comunicazioni. 
Il testo approvato ora andrà in consultazione pubblica: un ulteriore iter di 60 giorni prima che diventi legge definitiva.

Il capitolo cruciale del nuovo testo è il 3.5, "Provvedimenti a tutela del diritto d'autore". L'oggetto è:

  • "la ritrasmissione su internet di contenuti audiovisivi premium in tecnologia live streaming senza detenerne i diritti;
  • la messa a disposizione su internet - non autorizzata - di operare cinematografiche in tecnologia streaming;
  • l'indicizzazione di file audiovisivi, sonori e di testo protetti da copyright intesa ad agevolarne la diffusione gratuita tra gli utenti di internet senza il consenso dei titolari di diritti".


Riguarda insomma quei siti e servizi che diffondono contenuti pirata (musica, film), ma anche quelli che li organizzano con un motore di ricerca o in altro modo. Ce ne sono tanti che permettono di trovare file pirata, poi in effetti ospitati su altri siti o servizi.

La novità più importante è comunque nella norma successiva:
se il sito non rimuove il contenuto contestato, entro 48 ore, il titolare di diritti si rivolge all'Autorità, che apre un contraddittorio con le parti. Eventualmente, adotta un provvedimento con cui chiede al sito o servizio di rimuovere il contenuto (o la sua indicizzazione).
Se ciò non avviene entro cinque giorni, l'Autorità applica le sanzioni del comma 31 della legge 249 del 1997.
E cioè: "I soggetti che non ottemperano agli ordini e alle diffide dell'Autorità, impartiti ai sensi della presente legge, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire venti milioni a lire cinquecento milioni".

Sono invece saltati i punti più controversi della bozza circolata nelle ultime settimane: nessuna comunicazione dei dati sul traffico Internet da parte dei provider, nè possibilità di inibizione dell'accesso ai siti Internet o di blocco delle porte Ip.  

L'orientamento di fondo della normativa, che per 60 giorni verrà sottoposta al vaglio dei soggetti interessati prima del via libera definitivo, è colpire non il singolo utente, come avviene ad esempio nell'ordinamento francese, ma i siti che violano i diritti, sulla scia di quanto dettato dall'esperienza americana.
"Una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti che non prevede nessuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web", ha commentato il presidente Corrado Calabrò.

La regolamentazione, prevista dal decreto Romani sull'audiovisivo, era stata richiesta a gran voce da Confindustria Cultura e contrastata, almeno nelle ipotesi iniziali, da larga parte dell'opposizione e dal mondo di Internet. La complessità della materia ha spinto l'Agcom a segnalare a Governo e Parlamento "l'opportunità di una revisione complessiva delle norme sul diritto d'autore che risultano inadeguate allo sviluppo del settore".

Il testo varato prevede tra i provvedimenti a tutela del diritto d'autore:

  • la richiesta di rimozione dei contenuti da parte del titolare del diritto;
  • decorse 48 ore la segnalazione all'Autorità della mancata rimozione;
  • la verifica da parte dell'Autorità attraverso un breve contradditorio;
  • l'ordine di rimozione qualora risulti l'illegittima pubblicazione.
Per i siti che hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti o i cui server sono all'estero, vengono fatte due ipotesi: la predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione dei provider o la possibilità, in casi estremi e previo contraddittorio, dell'inibizione del nome di dominio del sito web, ovvero dell'indirizzo IP.

Tra le azioni positive per favorire la diffusione di una cultura del diritto d'autore:
  • la rimozione delle barriere allo sviluppo di un'offerta legale, favorendo l'accesso ai contenuti premium;
  • un'attività informativa di educazione alla legalità;
  • la promozione dell'approccio relativo alla diffusione di licenze collettive estese;
  • la sicurezza delle modalità di pagamento.
"È positivo che Agcom abbia abbandonato l'idea di una velleitaria crociata contro il peer-to-peer - commenta Paolo Gentiloni del Pd - Ora è necessario che Agcom riferisca in Parlamento".
"L'Agcom non si è mai sognata di dare la caccia ai singoli utenti e di aprire il vaso di pandora del peer-to-peer - replica il commissario Agcom, Stefano Mannoni - Tentativi di politicizzazione sono strumentali".  
Il Presidente di FIMI, Enzo Mazza, accoglie con favore l'iniziativa dell'agenzia guidata da Corrado Calabrò: "l'offerta legale di musica online, con svariati milioni di titoli a disposizione su decine di piattaforme in Italia, rappresenta oggi circa il 20% del mercato della musica con oltre 20 milioni di fatturato nel 2009, ma la pirateria continua ad essere una spina nel fianco di questo promettente mercato e bene ha fatto l'Agcom ha mettere a punto un efficace sistema di contrasto". Aggiunge Mazza che "l'iniziativa di blocco dei siti, già dimostratasi molto efficace nel caso del stop di Pirate Bay in Italia, costituisce un chiaro messaggio nei confronti degli operatori illegali per i quali non deve esserci alcun spazio nelle reti digitali del futuro".
Dice invece Fulvio Sarzana, avvocato esperto di internet che si tratta della "norma più dura mai ipotizzata in un paese occidentale nei confronti delle violazioni relative al diritto d'autore in Rete", soprattutto per quanto riguarda l'oscuramento dei siti stranieri.