Agcom contro i pirati
Agcom contro i pirati

Sarà molto più difficile trovare contenuti illegali online (musica, film), in base a quanto deciso dall'Autorità Garante delle Comunicazioni.
Il testo approvato ora andrà in consultazione pubblica: un ulteriore iter di 60 giorni prima che diventi legge definitiva.
Il capitolo cruciale del nuovo testo è il 3.5, "Provvedimenti a tutela del diritto d'autore". L'oggetto è:
Riguarda insomma quei siti e servizi che diffondono contenuti pirata (musica, film), ma anche quelli che li organizzano con un motore di ricerca o in altro modo. Ce ne sono tanti che permettono di trovare file pirata, poi in effetti ospitati su altri siti o servizi.
La novità più importante è comunque nella norma successiva:
se il sito non rimuove il contenuto contestato, entro 48 ore, il titolare di diritti si rivolge all'Autorità, che apre un contraddittorio con le parti. Eventualmente, adotta un provvedimento con cui chiede al sito o servizio di rimuovere il contenuto (o la sua indicizzazione).
Se ciò non avviene entro cinque giorni, l'Autorità applica le sanzioni del comma 31 della legge 249 del 1997.
E cioè: "I soggetti che non ottemperano agli ordini e alle diffide dell'Autorità, impartiti ai sensi della presente legge, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire venti milioni a lire cinquecento milioni".
Sono invece saltati i punti più controversi della bozza circolata nelle ultime settimane: nessuna comunicazione dei dati sul traffico Internet da parte dei provider, nè possibilità di inibizione dell'accesso ai siti Internet o di blocco delle porte Ip.
L'orientamento di fondo della normativa, che per 60 giorni verrà sottoposta al vaglio dei soggetti interessati prima del via libera definitivo, è colpire non il singolo utente, come avviene ad esempio nell'ordinamento francese, ma i siti che violano i diritti, sulla scia di quanto dettato dall'esperienza americana.
"Una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti che non prevede nessuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web", ha commentato il presidente Corrado Calabrò.
La regolamentazione, prevista dal decreto Romani sull'audiovisivo, era stata richiesta a gran voce da Confindustria Cultura e contrastata, almeno nelle ipotesi iniziali, da larga parte dell'opposizione e dal mondo di Internet. La complessità della materia ha spinto l'Agcom a segnalare a Governo e Parlamento "l'opportunità di una revisione complessiva delle norme sul diritto d'autore che risultano inadeguate allo sviluppo del settore".
Il testo varato prevede tra i provvedimenti a tutela del diritto d'autore: