Registrati | Login

Che “genere” di tv?

Immagini di donne sullo schermo. Gender e Media ri-visitati

Che “genere” di tv?

di RAFFAELE LOMBARDI, SARA RITUCCI (21 11 2010)

Qual è il ruolo dei media nella produzione di immagini di donne nel nostro tempo?
Questo l’interrogativo che ha costituito il filo conduttore del convegno che si è tenuto il 18 novembre 2010 presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, dal titolo “Immagini di donne sullo schermo. Gender e Media rivisitati”.

La giornata di riflessione è stata l’occasione per la prima presentazione pubblica dell’Osservatorio “Gemma – Gender and Media Matter” che, con la direzione scientifica di Milly Buonanno e con il lavoro di ricercatori e collaboratori del Dipartimento, si propone di monitorare i contenuti delle principali tv italiane, operando una riflessione in merito alle narrazioni e rappresentazioni femminili sullo schermo televisivo.
L’apertura dei lavori è stata affidata a Mario Morcellini, Direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, Milly Buonanno, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Gemma e, per la RAI, Pietro Grignani.


Il convegno, partendo da una riflessione sul concetto di genere come costruzione sociale trasversale, è stato articolato in due sessioni. La prima, dal titolo “Gli studi di genere tra tradizione e innovazione. La prospettiva degli Osservatori”, è stata coordinata da Marisa Ferrari Occhionero, Delegata del Rettore alle Pari opportunità e alle politiche di genere per la Sapienza Università di Roma. Il contributo ha permesso una prima introduzione sulla nascita di questo filone di studi nel campo delle scienze sociali e un’ampia riflessione sul significato e la rilevanza, nella società contemporanea, di una ricerca nel campo dei gender studies. I successivi interventi che si sono alternati nella prima sessione hanno illustrato le prospettive interpretative adottate da alcuni osservatori italiani attivi su queste tematiche. In particolare, l’intervento di Claudia Padovani, dell’Università degli Studi di Padova, ha permesso una ricognizione degli obiettivi e dei risultati più recenti del progetto internazionale di monitoraggio della rappresentazione e rappresentanza delle donne nell’informazione: Global Media Monitoring Project (GMMP). Successivamente, l’intervento di Monia Azzalini, Responsabile comunicazione e genere per l’Osservatorio di  Pavia Media Research, ha permesso una più attenta riflessione sul ruolo e la cultura del dato nel monitoraggio dei contenuti televisivi, come strumento di analisi per una più approfondita comprensione delle cause e le variabili che, nella nostra società, generano una rappresentazione, più o meno adeguata, della donna nei media.
La seconda parte del convegno è stata dedicata alla tavola rotonda “Raccontare il femminile”, coordinata da Franca Faccioli, nella quale docenti, professionisti dell’informazione e delegati delle istituzioni si sono confrontati sulla questione della rappresentazione di genere nelle narrazioni mediatiche. Per la Consulta Pari Opportunità della Regione Lazio, la giornalista Nella Condorelli, sulla base della sua esperienza a livello internazionale, ha sottolineato l’importanza di un maggior pluralismo nell’informazione e di una più attenta riflessione sul ruolo della donna come soggetto e oggetto della notizia. Loredana Cornero, Presidente della Commissione Donne del COPEAM, ha messo in evidenza la forte relazione esistente tra empowerment femminile e comunicazione mediale: un rapporto visibile in particolar modo in alcuni specifici progetti, tra i quali il documentario “Women makes the news”, realizzato per l’Unesco. La scrittrice e sceneggiatrice Donatella Diamanti, raccontando specifiche esperienze della sua attività lavorativa, ha sottolineato l’esistenza di numerosi stereotipi nella “narrazione del femminile”, che possono portare ad una esasperazione caricaturale dei tratti distintivi delle protagoniste della fiction. Sono intervenuti al convegno anche diversi docenti del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, tra cui Roberto Faenza che, anche grazie alla personale esperienza di regista, ha ripercorso l’evoluzione dell’immagine della donna e del ruolo dell’attrice nel cinema italiano dal secondo dopoguerra.  Mihaela Gavrila, docente impegnato nell’attività di ricerca dell’Osservatorio GEMMA, ha contribuito ad arricchire la riflessione focalizzando l’attenzione sui programmi di intrattenimento, con l’obiettivo di restituire una rappresentazione comparativamente suggestiva sia della quantità che della qualità della presenza delle donne in questo genere, a cui il palinsesto televisivo dedica, senz’altro, un ampio spazio.
Il convegno si è concluso con l’intervento di Paola Panarese, docente responsabile, all’interno dell’Osservatorio GEMMA, dell’attività di ricerca dedita alla rappresentazione della donna nella pubblicità; con il suo contributo ha proposto una serie di suggestioni e chiavi di lettura rispetto al ruolo della pubblicità nella raffigurazione della donna nella società contemporanea.