Senza media. Soprattutto in Italia
Senza media. Soprattutto in Italia

L'associazione ha stilato anche quest'anno una top ten di crisi dimenticate dai media. Contesti globali e malattie spesso mortali non riescono a trovare spazio nei criteri di informazione dei mezzi di comunicazione. Neanche la denuncia esplicita di MSF, tuttavia, riesce a colmare completamente queste mancanze.
In occasione del primo incontro organizzato dalla nostra Facoltà, all'interno dell'iniziativa "Martedì d'autore", ospite della serata è stato addirittura un premio Nobel. Nel 1999 veniva infatti attribuito il famoso riconoscimento ad un'organizzazione medico-umanitaria operante nella maggior parte degli Stati del mondo: Medici Senza Frontiere. Al Centro congressi è stata presentata la pubblicazione "Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2009" edita da Marsilio Editori.
Il libro riporta la classifica che MSF stila annualmente sulle crisi dimenticate, cioè tutte quelle situazioni in cui gli individui hanno una speranza di vita davvero bassa. Non solo malattie come la leishmaniosi o l'AIDS, ma anche interi Stati che da anni vivono in condizioni di guerra, disastrose per i civili. Dimenticate poi, perché, nonostante l'importanza che essi ricoprono all'interno degli equilibri geopolitici globali, non riescono a trovare spazio sui media, dalla stampa alla radio, soprattutto in tv, in parte sul web. L'incontro in via Salaria è stato così un'occasione per parlare anche della campagna promossa da MSF "Adotta una crisi dimenticata", una proposta alternativa presentata ai media, alle università, alle scuole, ma anche ad ogni singolo cittadino, per riportare all'attenzione di tutti quei contesti troppo spesso dimenticati.
A rappresentare Medici Senza Frontiere era presente Sergio Cecchini, direttore della comunicazione della costola italiana di MSF, il quale, come ha orgogliosamente ricordato il Preside Morcellini, si è laureato non molto tempo fa in Scienze della Comunicazione alla Sapienza. Ci siamo rivolti a lui per capire bene cos'è e come opera il movimento di cui è portavoce.
Tra i diversi media su cui l'informazione può circolare, sicuramente la stampa ha un ruolo diverso. Mentre la radio e la tv si caratterizzano per le loro modalità di fruizione legate all'immediatezza, alla velocità, la carta stampata è quella che dovrebbe garantire maggiore riflessione e capacità di pensiero critico. E' sempre possibile tornare al rigo precedente o girare la pagina per analizzare una notizia che ci ha particolarmente colpito. E tuttavia la stampa va inserita all'interno di un circolo mediatico in cui rischia di perdersi vorticosamente e dover sottostare ai tempi dettati dal mainstream televisivo. Ecco perché le crisi dimenticate trovano difficoltà ad essere riportate persino nei quotidiani, e un po' meno, ma neanche tanto, nei periodici. Per ascoltare la voce di chi il giornalismo su carta lo fa quotidianamente abbiamo intervistato Stefano Citati, ex inviato per Repubblica in Asia e Africa, ex direttore del mensile di viaggi Traveller, che ha collaborato al libro E' Africa di Medici per l'Africa Cuamm e che attualmente scrive per Il Fatto Quotidiano.
Ma come hanno risposto i media in seguito alla denuncia di Medici Senza Frontiere? Come già faceva notare Cecchini, ci sono state maggiori adesioni di giornali locali, piuttosto che quelli a tiratura nazionale. Sul web non sono pochi i blog e i siti che si occupano di crisi dimenticate, spesso senza neanche fare riferimento al rapporto e alla classifica redatta da MSF. Per quanto rigurada le testate tradizionali presenti sulla rete va sottolineato lo sforzo unico di Repubblica: sul sito è presente una categoria autonoma, "Mondo Solidale", in cui si occupa di profughi, ONG, cooperazione, volontariato e soprattutto, per quel che qui ci interessa, emergenza. Proprio in quest'ultima sottocategoria è possibile trovare alcuni articoli riportati sotto l'etichetta "Crisi dimenticate".
All'interno dello spazio on line creato da MSF sono poi riportate le adesioni ufficali all'iniziativa "Adotta una crisi dimenticata". Tra queste una tv, due università, due quotidiani, quattro radio e sette blog. Approfondendo questi dati, scopriamo tuttavia che la tv indicata è un link a Radio 105; che al posto di Università sono presenti in realtà gruoppi studenteschi, come quello di Medicina e Chirurgia di Verona, Gruppo Eufrasia, e quello apartitico, molto vicino alla Luiss e ai giovani di Confindustria, Giovani per il futuro; che tra i quotidiani si ha in realtà un quinduicinale generalista edito a Battipaglia, Nero su Bianco, e un mensile specializzato in temi di economia sociale e di etica, Valori; che tra le radio c'è l'umbra Umbria Radio, la siciliana Radio Libriamoci Web, la radio dell'Univeristà di Salerno, Unis@und e infine Radio Sapienza.
Infine va detto che la pagina web ancora non è stata aggiornata perché, da quanto ci ha fatto sapere il Preside Morcellini, anche la Facoltà di Scienze della Comunicazione ha adottato una crisi dimenticata.