Il quadro tracciato dai protagonisti del pomeriggio, tra cui il Vicepresidente vicario del Parlamento europeo,
Gianni Pittella, pur nella sua complessità, può essere sintetizzato in questo modo: alla crisi dei consumi non si può rispondere riducendo la spesa sociale. Istruzione, sanità, occupazione giovanile non possono essere le vittime designate a priori di un continente che vede contrarre gli investimenti. Dopo una crisi che tutti hanno ormai delineato come più forte di quella del 1929, bisogna sostenere i consumi, non tagliare indiscriminatamente, come si accingerebbero a fare i governi nazionali. Piuttosto, la cura individuata da Pittella va nella direzione di trovare un punto di convergenza tra economia reale e finanza immateriale.
Se oggi il lavoro è in crisi, non si può dire lo stesso per le transazioni finanziarie, che - sostiene Pittella - andrebbero tassate. Similmente, secondo il vicepresidente, andrebbe tassata l'impresa emettitrice di anidride carbonica e, come terzo passo, si potrebbero emettere eurobond.
Crisi, politica e giovani, un nodo altrettanto complesso da decifrare, per tracciare le linee del futuro che avanza: il prof. Mario Morcellini, in merito, ha affermato che i giovani non hanno avuto vantaggi alla crisi della politica. Al contrario, «è diminuita la partecipazione giovanile senza essere compensata dall'estremismo e da chiunque lo incoraggi». Perciò, la condizione giovanile è peggiorata dal punto di vista dei consumi culturali e del tempo libero, considerato che il cuore della politica non è costituito dal discorso dei vecchi, quanto dalla capacità di intercettare il nuovo che avanza. Così come c'è un'affinità tra giovani e politica, afferma il prof. Morcellini, ce n'è una tra Europa e giovani: «è lì che vivranno quindi è giusto che ne sappiano più di noi e che ci dicano qualcosa su come funziona il meccanismo europeo e su come può diventare un'esperienza socialmente distribuita». L'intervento del professore è stato anche l'occasione per dare l'annuncio della nascita di un notiziario europeo universitario, "Finestra sull'Europa", in collaborazione con l'Università di Perugia.
Dal punto di vista del continente europeo, un fatto sembrerebbe ormai acclarato: questa difficile congiuntura economica sta accelerando il senso di appartenenza e di riconoscimento nelle istituzioni comunitarie. Che possono e devono essere più presenti di ieri nel governare il futuro. Bisognerà rispondere in modo puntuale e preciso ad una situazione difficile, in cui, se falliscono le imprese, sono a rischio posti di lavoro che difficilmente potranno essere recuperati.
Altrettanto netta la valutazione della prof.ssa Romana Allegri: occasioni come queste possono contribuire a creare un clima di partecipazione attiva, che si è un po' perso nel cittadino comune. Da questo punto di vista, è importante rendersi conto del fatto che in futuro, i singoli cittadini potranno presentare proposte alla Commissione europea, attraverso una consultazione pubblica. Un milione di cittadini potrà inoltre formulare iniziative legislative presso il Consiglio e il Parlamento. Si sente la necessità di superare il disinteresse, il disincanto, il disimpegno: quindi, sapere che si sta lavorando per configurare strumenti dalla parte del cittadino può senz'altro essere d'ausilio in questo scopo. Nonostante l'accento posto sulla crisi, secondo la prof.ssa Allegri, non si deve quindi prescindere dalla dimensione sociale. Non si può valutare l'impatto della crisi solo in termini di numeri, di prodotto interno lordo, senza però considerare le sue ripercussioni sociali e senza intervenire sulle disuguaglianze, che si purtroppo, oggi più di ieri, sembrano perpetuarsi.
Che cos’e’ un ‘’BarCamp’’:
Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi lanciati sul Web. Una riunione in cui la discussione è guidata dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi.