"Caro vecchio giornale, addio per sempre."
"Caro vecchio giornale, addio per sempre."
Ancora 17 anni e in Italia le edicole chiuderanno i battenti. Dopo secoli di onorata carriera, infatti, i giornali cartacei andranno in pensione. A dirlo è Ross Dawson, guru australiano dei media, da anni imprenditore e autore di numerosi libri sulla comunicazione. Sulle pagine del suo blog, Dawson ha pubblicato il risultato di uno studio, chiamato Newspaper Extinction Timeline, nel quale spiega, paese per paese, quando i giornali spariranno. Al loro posto iphone, smartphone, tablet e quant’altro, collegati a Internet.
Non morirà dunque il giornalismo in sé, ma solamente un modello distributivo, che tra meno di dieci anni inizierà a scomparire un po’ ovunque, dando inizio alla grande rivoluzione nel mondo dell’editoria. I primi a dare l’addio definitivo al quotidiano tradizionale saranno gli Stati Uniti, precisamente nel 2017, seguiti da Gran Bretagna e Islanda nel 2019. In Italia invece i giornali moriranno nel 2027.
La classifica d’estinzione dei quotidiani dipende da fattori nazionali come lo sviluppo economico, le regolamentazioni e il sostegno pubblico all’editoria. Il punto chiave però, valido in tutto il mondo, è il fatto che ormai l’industria dell’informazione sta virando verso una realtà dominata dal wi-fi, trend inarrestabile e globale, e dalle connessioni sociali. E i media tradizionali non devono far altro che adeguarsi alla rivoluzione, reinventandosi e partecipando a questa nuova fase dell’editoria. I successori dell’Ipad, riconosciuto dal guru come il precursore di un nuovo modo di informarsi, saranno allora i mezzi principali di accesso alle news. I modelli base, nel 2020, pare costeranno solo 10 dollari e a volte verranno offerti gratuitamente. “I profitti nel mondo dei media cresceranno enormemente”, scrive Dawson sul suo blog, “ma saranno diversamente distribuiti”.
Il giornalismo però non cambierà solo nella forma, ma anche nella sostanza. Crowdsourced sarà la parola d’ordine per indicare percentuali sostanziali di inchieste, servizi e notizie che verranno condotte da cronisti dilettanti, secondo il modello del citizen journalism. Fin qui niente di così nuovo, direte voi. La particolarità infatti sta nel fatto che chi pratica giornalismo partecipativo sarà controllato da una serie di esperti del settore e firme importanti che, grazie alle loro conoscenze e alla loro autorevolezza consolidata, faranno da guida al pubblico.
Dunque, tra pochi anni le rotative scompariranno definitivamente e con loro anche i giornali. Per quella data, Dawson afferma che l’unica cosa che gli editori dei principali quotidiani di oggi possono fare è trasformarsi nel tentativo di adeguarsi all’imminente cambiamento. In Italia ci restano, secondo le previsioni, 17 anni. Prima di noi, nella tabella dell’estinzione dei quotidiani, oltre ai paesi già citati sopra, figurano Canada e Norvegia (2020), Australia (2022), Nuova Zelanda, Spagna, Repubblica Ceca e Taiwan (2024), Sud Corea, Russia e Belgio (2026). Dopo l’Italia invece verranno Francia (2029), Germania (2030), Giappone (2031), Mongolia (2038) e Argentina (2039). Dal 2040 in poi toccherà alla restante parte del mondo.
Ma veramente stiamo per assistere alla morte dei giornali? Non sono pochi coloro che sollevano dubbi di fronte a questa predizione, ma Dawson non è il solo ad aver affermato che l’era dei giornali cartacei sta per concludersi. Basti pensare a Philip Meyer, docente di giornalismo all’Università della North Carolina che, nel libro The Vanishing Newspaper (2004) fissa nel 2043 il momento nel quale l’ultimo vecchio ed esausto lettore andrà ad acquistare l’ultima copia sgualcita del “New York Times”. Altri, come gli studenti della Columbia University, ritengono che l’ultima copia del “New York Times” sarà stampata nel 2014. Questa data è stata addirittura fatta propria dall’editore del giornale, Arthur Ochs Sulzberger Jr, che l’ha addirittura anticipata di un anno e ha affermato che la cosa non lo preoccupa affatto. Il “New York Times”, infatti, ha già iniziato da tempo un percorso per la transizione sul web e non sarebbe un problema per l’editore se l’edizione su carta non esistesse più. Insomma, per molti, il giornale su carta sta davvero per esalare l’ultimo respiro.
Abbasso Ipad w i Giornali, Carta, Cartone
abbasso Ipad di merda, non valgono Niente se abbandonate la carta per del volgare Tecnologia siete tutti dei falliti Falliti Falliti ci saranno scontri tremendi distruggiamo la tecnologia moderna w la vecchia carta, Giornali, Cartone, w i classici abbasso i moderni quelli che creano cose moderne sono dei falliti falliti falliti