Nella pagina che apre la ricerca, il colosso Google propone spesso ai naviganti dei loghi celebrativi insoliti e fantasiosi, i Doodle.
Il termine Google si fa derivare da googol, un termine matematico coniato da Milton Sirotta o anche da goggles, richiamando il concetto di “lenti per guardare la rete”.
Doodle può indicare uno scarabocchio, un ghirigoro, e la sua potenza evocativa nasce dall’assonanza con Google. Questi “scarabocchi”alternativi possono apparire sugli schermi di tutto il mondo o solo di certe aree geografiche. Funzionano anche da canale call to action per i concorsi indetti tra i naviganti che inviano i loro loghi. Ora funzionano anche da strumento promozionale.
7 settembre
Google modifica il suo logo proponendo 12 palline colorate e interattive. Muovendo il mouse si scompigliano fino a formare il mitico nome. I loghi celebrativi sono però sempre corredati dalla spiegazione. Questa volta la spiegazione non c’è e si apre la caccia al perché.
Immediatamente la cosa arriva su You tube. I blogger e le maggiori testate si fanno delle domande. Il sornione
comunicato ufficialedella Google emesso in mattinata parla di velocità e divertimento ma non convince
La vaghezza delle spiegazioni alimenta le congetture che si accavallano per tutta la giornata. Si tratta di una sorta di spot per lanciare un annuncio alla fiera tedesca dei consumi elettronici (Ifa) di Berlino o all’evento/conferenza stampa organizzato a San Francisco?
Tra le ipotesi in rete: celebrarel'HTML 5, nuovo linguaggio di progettazione che permette effetti grafici interattivi o l’anniversario dell'azienda (settembre del 1998 )?
D’altronde nell’effervescente universo Google in concorrenza e coesistenza, in tempo reale con gli altri colossi del web, le novità nei servizi, applicazioni o canali, sono all’ordine del giorno. Potrebbe trattarsi di un nuovo servizio musicale che sfida iTunes o della nuova TV o…
Ci si basa anche su ipotesi già avanzate nei mesi scorsi anche dal Wall Street Journal e dal New York Post. E si parla comunque di ampie fette del mercato pubblicitario globale e del movimento di enormi indotti tecnologici.
Apocalittici, osservatori e integrati
L’occasione risveglia pro e contro. Gli apocalittici del web, per esempio, lamentano l’appesantimento o i consumi legati a queste iniziative. Si valutano i tempi utilizzati nei collegamenti, pochi secondi per ogni navigante alle prese con il nuovo gadget vengono stimati complessivamente come montagne di ore.
I media, dal Guardian al Sole 24 ore, commentano i fatti guardando a specifici settori e in particolare ai risvolti economici. In poco tempo escono centinaia di articoli sui Doodle, sulla loro originalità o sui problemi di opportunità tecnologica o politica..
Per esempio su
Repubblica.it si parla di disastri ma anche della storia di doodle che comunque fa notizia, anche in attesa di quella “nuova”.
Gli
integrati esprimono entusiasmo, divertimento e curiosità tecnologiche da addetti ai lavori. C’è anche chi, prontamente, descrive la visione della pagina attraverso i diversi
browser
Episodi di questo tipo nascono spontaneamente dal mondo degli appassionati anche se a volte, come nei blog, fanno sorgere qualche dubbio su provenienza e finalità.
Dalle reazioni dell’azienda sembra che la filosofia sia “ bene o male, purché se ne parli”.
8 settembre
1/ L’attesa
Il giorno dopo la strategia cambia e mostra serialità. Il motore di ricerca si presenta con un logo color ghiaccio che si colora mentre viene digitata la parola di ricerca. Nonostante sia criptico come il precedente, il logo animato è comunque sovrastato dall’invito ad installare Google Chrome. Sembra quasi una mossa trasversale nella guerra tra browse . In mattinata, l’Azienda comincia a scoprire le carte e l’ANSA riporta la versione ufficiale:”Un modo per creare il mistero attorno all'annuncio che sarà fatto oggi alle 19 a San Francisco”'. Nell’agenzia si suggerisce che la novità potrebbe riguardare le ricerche, come l’Azienda di Mountain View aveva spiegato di volere “veloci, divertenti e interattive”.
2/Il mistero svelato
Alle 19,15 Google Italia svela di quale
annuncio si tratta e immediatamente agenzie e redazioni rilanciano la notizia. Alle 20,03 su Ansa.it compare questa agenzia “MILANO, 8 SET - Trovare informazioni su Google da oggi sarà ancora piu' veloce grazie a Instant. La nuova infrastruttura tecnologica permette di risparmiare dai 2 ai 5 secondi per ogni ricerca. Tradotto a livello globale, significa -secondo la nuova tecnologia presentata oggi negli Usa - che per ogni secondo speso su Google il nuovo sistema permette di far risparmiare 11 ore di tempo agli utenti di tutto il mondo, o 111 anni per ogni giorno che passa”. Servizi e articoli si svilupperanno nei giorni successivi ma su Tou tube compare già il
video della novità tecnologica.
Pubblicità Seriale e strategie convergenti
Quello che appare chiaro è che ormai la piattaforma dei contenuti e delle strategie abbia metabolizzato una convergenza che a volte la tecnologia stenta a completare.
Negli Stati uniti la strategia di marketing promozionale seriale iniziò con le soap alla radio, puntate di spettacoli intramezzati quotidianamente dalle pubblicità dei finanziatori.
In Italia la tradizione delle pubblicità a puntate è appannaggio del vecchio Carosello, dove si susseguivano delle vere rappresentazioni a episodi.
Negli anni 2000 lo spot seriale (Tim, Lavazza, Kimbo, Nescafè...) è riemerso con forza per televisione, carta stampata e ogni strumento possibile di campagna. Ha fatto costume e generato dei tormentoni abbastanza duraturi. Nell’evoluzione della pubblicità seriale si è arrivati anche alla puntata 0. Prima che il prodotto, servizio o evento sia rivelato, parte un battage dove si annuncia ma non si svela. Così, per esempio, si vedono in strada dei manifesti che allertano la curiosità dei passanti su aperture di attività o prodotti in arrivo sul mercato. Una seconda affissione negli stessi luoghi chiarisce l’evento.
La suspense e i rinforzi messi in atto da pubblicitari e uffici stampa chiudono in una morsa persuasiva il pubblico o almeno creano interesse. Nel web anche questi tempi sono accelerati e la pubblicità seriale, in questo caso preventiva e basata su una vaga allusione, si consuma in due giorni . A Google è bastato un doodle per una promozione multipla: Instant, browser, eventi, presenza all’Ifa... e comunque si è parlato di tutto e ovunque.