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Obbligo di rettifica per i blog

Dal ddl sulle intercettazioni spunta un articolo che riguarda i bloggers

Obbligo di rettifica per i blog

di RAFFAELE ZANFARDINO (18 06 2010)
flickr.com/photos/37091052@N05/3722811415

Nel disegno di legge sulle intercettazioni approvato con il voto di fiducia al Senato giovedì 10 giugno spunta l'obbligo di rettifica per i blog entro 48 ore. Una situazione che potrebbe cambiare gli scenari della blogosfera qualora anche la Camera desse il suo voto favorevole.

Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono". Questo prevede, fra le altre cose, il disegno di legge sulle intercettazioni approvato con il voto di fiducia al Senato giovedì 10 giugno.


- Cosa vuol dire? Chi ha un blog o cura un sito (anche non registrato), deve entro 48 ore, quindi due giorni, pubblicare per intero la rettifica di qualcuno che si senta diffamato da un post pur nel caso il blogger in quei due giorni ha qualche inconveniente, come per esempio impossibilità di accesso alle rete per problemi tecnici. Il mondo di internet sta facendo sentire la sua voce e su google sono pieni i siti e blog che danno la notizia passata un pò in sordina nei mass media generalisti (poichè si sono focalizzati sull'aspetto riguardante le intercettazioni).

- Per ora non cambia nulla.
Attenzione però. Per adesso non cambia nulla. La legge, infatti, è passata soltanto al Senato e, in virtù del bicameralismo perfetto previsto dalla Costituzione, deve avere il voto favorevole della Camera dei Deputati, deve essere firmata dal Presidente della Repubblica e poi essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

- I possibili scenari futuri. Qualora la legge dovesse entrare in vigore il mondo dei blog subirebbe degli scossoni non indifferenti. C'è chi dice che finalmente nessuno potrà essere facilmente diffamato da internet e quindi prima di scrivere un post ci si documenta dettagliamente mentre dall'altra parte c'è chi paventa il rischio che questo possa essere soltanto l'inizio e i più pessimisti sostengono che l'Italia potrebbe fare come la Cina, dove l'accesso a Internet viene filtrato dal governo. L'unica cosa certa, comunque, è che mai una legge riguardante il web sia stata così vicina all'approvazione finale.