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Ragazzi connessi: il dissenso è Viola

socialità e protesta si incontrano nel web

Ragazzi connessi: il dissenso è Viola

di IRENE NATALI (16 06 2010)
http://georgiamada.splinder.com

Il fenomeno del Popolo Viola: la protesta corre sul web e approda nelle piazze. Il virtuale diventà realtà: i giovani guidano il cambiamento.


Non-luoghi e non-identità Internet come non-luogo: una dimensione non-fisica, immateriale, virtuale.
I naviganti-tipo: giovani, descritti dai media come disinteressati alla politica; occupano gli spazi dell’informazione solo quando si rendono protagonisti di atti di violenza. Alcuni di loro fanno parte della cosiddetta generazione X, espressione che designa ragazzi privi di una precisa identità sociale. Altri sono appena adolescenti.


Virtualità reale Ebbene: proprio la generazione X e i suoi eredi si incontrano nella piazza dell’online, per scendere poi in piazza nell’offline. Gli individui sperimentano un modo diverso di essere e di esserci: la relazionalità dei soggetti attraversa modalità e momenti differenti, oscillando tra la dimensione dell’online e quella dell’offline.

La mobilitazione sociale passa attraverso i social network, divenendo così realtà esperita: si materializza nelle proteste del Popolo Viola.

Il Popolo Viola La pagina ufficiale è stata creata su Facebook il 7 dicembre 2009, alle ore 11.30. Al momento piace a 286.008 persone, e altre se ne aggiungeranno nei giorni a venire.
Il 5 dicembre il Popolo Viola aveva organizzato a Roma il NoBerlusconi Day, per chiedere le dimissioni del Presidente Del Consiglio. Il successo è stato travolgente, tanto da spingere i fondatori ad aprire, due giorni dopo, una pagina su Facebook per portare avanti la protesta civile. L’intento è chiaro: “in questo gruppo vogliamo costruire un progetto(non un partito) di rinnovamento per il Paese a partire dalle vostre proteste”, si legge nel profilo. E ancora: “il nostro metodo rimane quello della partecipazione democratica”.
Il Popolo Viola è un fenomeno in continua espansione: in diverse città italiane sono stati fondati gruppi viola che si occupano di organizzare le manifestazioni.
Sulla bacheca di Facebook i ragazzi condividono link di articoli, si indignano per la legge Gelmini, esprimono il proprio sdegno per le morti sul lavoro relegate ai margini dell’informazione. Caratterizzati da un forte senso civico, i cittadini viola sono in prima linea contro la legge bavaglio: in attesa della manifestazione prevista per il 9 luglio, giorno in cui il ddl verrà discusso alla Camera, è partita l’iniziativa “Balconi…allo Sbavaglio”. Gli iscritti inviano foto di balconi sui quali è appesa una bandiera dell’Italia, e al suo fianco un foglio con la scritta “No al bavaglio”.
Il Viola ha ormai fatto irruzione nell’opinione pubblica, tanto che alcuni esponenti politici e partiti hanno aderito alle iniziative promosse.

Movimento dal basso La protesta parte dunque dal basso: il social network la fa emergere e le dà forma. Ma il processo non è solo verticale; vi è anche una dimensione orizzontale: quella della diffusione attraverso il passaparola e gli “inviti” a diventare membro del gruppo.

Identity as connection
I ragazzi viola concepiscono il loro profilo su Facebook come identity as connection: più che mostrarsi (identity as display), enfatizzano le proprie connessioni con gli altri, creando così reti di affinità basate sul minimo comun denominatore del dissenso. La condivisione del dissenso diviene poi condivisione di esperienze nel momento in cui si organizzano cortei, manifestazioni e sit-in.
Siamo davanti ad una nuova forma di sperimentazione sociale; chi l’avrebbe detto, la generazione X e gli adolescenti non sono superficiali, annoiati e apatici come ce li avevano descritti!