L'iPad e gli "informatissimi idioti"
L'iPad e gli "informatissimi idioti"

Naturalmente il titolo è provocatorio. Tuttavia tra i tanti contributi teorici che ci consentono di interpretare le innovazioni tecnologiche e le pratiche di consumo e produzione culturale, quello del prof. Franco Ferrarotti, di cui la citazione sopra, merita una considerazione particolare.
Le innovazioni devono rinnovarsi per definizione, il mercato deve espandersi alla ricerca dei più lontani e improbabili consumatori e l'economia deve crescere, fino a dove non si capisce bene. E tutto sembra naturale, anche se di naturale c'è ben poco, perché è un sistema di sviluppo frutto di "alcune scelte", e come tali ne sono state escluse delle altre.
Tornando agli strumenti innovativi la pratica della fruizione multimediale potrebbe cambiare profondamente con un nuovo gadget: l'iPad. Il successo commerciale è stato immediato: in neanche due mesi tra Europa e Stati Uniti il numero di tablet made in Cupertino venduti è arrivato a quota 2 milioni. La Apple si è resa protagonista di una crescita vertiginosa, tanto da superare pochi giorni fa la Microsoft per capitalizzazione in borsa, diventando così la più grande società tecnologica del mondo. L'unica azienda americana più capitalizzata è la ExxonMobil.