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L'iPad e gli "informatissimi idioti"

La logica della lettura, della scrittura e la logica dell'audiovisivo sono diverse

L'iPad e gli "informatissimi idioti"

di ALESSANDRO MAINIERI (11 06 2010)

Naturalmente il titolo è provocatorio. Tuttavia tra i tanti contributi teorici che ci consentono di interpretare le innovazioni tecnologiche e le pratiche di consumo e produzione culturale, quello del prof. Franco Ferrarotti, di cui la citazione sopra, merita una considerazione particolare.

La discussione sui presunti benefici della rivoluzione tecnologica ha alle spalle molti studiosi che hanno approfondito, analizzato l'argomento. Nello spettro delle posizioni significative possiamo collocare, per semplificare, da una parte i tecnofili e dall'altra i tecnofobi. Ovvero il nostro "progresso" oscilla sulla variabile tecnologica, per alcuni secondo un rapporto molto stretto e deterministico, per altri "l'entusiasmo", in tal senso, è più contenuto. Le possibilità raggiunte, le tecno-visioni offerte dalla tecnologia investono i campi più disparati del nostro vivere comune e le implicazioni sono ormai quasi invisibili agli occhi distratti e impreparati dei più.

Le innovazioni devono rinnovarsi per definizione, il mercato deve espandersi alla ricerca dei più lontani e improbabili consumatori e l'economia deve crescere, fino a dove non si capisce bene. E tutto sembra naturale, anche se di naturale c'è ben poco, perché è un sistema di sviluppo frutto di "alcune scelte", e come tali ne sono state escluse delle altre.

Tornando agli strumenti innovativi la pratica della fruizione multimediale potrebbe cambiare profondamente con un nuovo gadget: l'iPad. Il successo commerciale è stato immediato: in neanche due mesi tra Europa e Stati Uniti il numero di tablet made in Cupertino venduti è arrivato a quota 2 milioni. La Apple si è resa protagonista di una crescita vertiginosa, tanto da superare pochi giorni fa la Microsoft per capitalizzazione in borsa, diventando così la più grande società tecnologica del mondo. L'unica azienda americana più capitalizzata è la ExxonMobil.


Nel video qui proposto la breve analisi del prof. Franco Ferrarotti distingue la logica della lettura e della scrittura da un lato, e dell'audiovisivo dall'altro. Il professore sottolinea la necessità di curare "il silenzio, la solitudine la concentrazione sulla pagina", a dispetto "dell'immagine sintetica, emotiva". Il rischio è appunto quello di "essere molto informati, ma incapaci di comprendere alcunché". Infine, la conclusione è provocatoria ma l'argomentazione che conduce alla sintesi è suggestiva, efficace e, aggiungerei, sana.


www.youtube.com/watch