L'iPad si mette a giocare
L'iPad si mette a giocare

È stato per mesi, quelli dell’attesa del suo lancio sul mercato elettronico, l’oggetto dei desideri tecnologici di milioni di persone, e che l’iPad sarebbe andato forte era nelle previsioni, ma i 2 milioni di esemplari venduti in appena 2 mesi hanno sorpreso perfino lo stesso Steve Jobs.
Ma come in tutte le cose, c’è anche la faccia opposta della medaglia, che ha causato non pochi malumori fra i possessori del nuovo dispositivo della Apple: il prezzo; ma non dell’apparecchio in sé, quanto di una delle 200mila applicazioni ad esso dedicate e scaricabili da iTunes; quella che, dati alla mano, ha riscosso più successo fra i possessori del “tavoletta”: i videogames.
Dei quasi 4 miliardi di download di applicazioni effettuati da iTunes, la maggior parte è consistita in giochi, complice il loro costo contenuto, raramente superiore ai 5 euro, e che ha fatto in modo che alcuni titoli occupassero, da novembre scorso ad aprile di quest’anno, la top five delle application più popolari fra gli utenti. Un successo dovuto, appunto, al minimo sacrificio economico richiesto per scaricarli.
L’iPad rischia però di incrinare questo successo; rispetto all’iPhone infatti, la tavoletta ha una definizione dello schermo più alta, che consente quindi di sviluppare games più dotati tecnicamente. Una caratteristica che Apple ha colto al volo, arrivando a raddoppiare il prezzo dei videogiochi, sebbene buona parte di essi risultino essere semplici riadattamenti di titoli per iPhone in alta risoluzione, che richiedono uno sforzo produttivo simile ai vecchi titoli (si può raggiungere l'anno e fra le dieci e le venti persone coinvolte), quindi non tale da giustificare l’aumento dei costi. Così titoli che solo poco tempo fa si potevano avere per 3.99€, adesso possono costare anche fino a 10€; e online qualcuno ha cominciato a sostenere la teoria che a questi prezzi i videogame potrebbero presto lasciare il primato del genere più popolare ad altre forme di intrattenimento sull'ultimo dispositivo Apple. Come ad esempio quei libri interattivi stile “Alice for iPad” che alla fine hanno un costo simile, 6,99 euro, e che sono più universali e comunque una forma di gioco.
Voci di corridoio hanno invece fatto circolare un’indiscrezione ben più gustosa, cioè che questa mossa non è altro che il tentativo di Steve Jobs di sfidare le grandi case del settore dei videogiochi, Sony, Nintendo e Microsoft, sul loro terreno. Sfruttando così l’iPad non solo per quello che è e per le applicazioni di cui è dotato, ma anche come sala giochi per games di ultima generazione; L'obiettivo in pratica sarebbe cambiato, così come il modello di business, e di conseguenza le case di sviluppo, dopo aver fatto i giusti conti, potrebbero aver deciso di sparare alto.