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"Sex & the city 2": quando il sequel è di moda

Una "scintillante" fiaba moderna raccontata a colpi di griffe

"Sex & the city 2": quando il sequel è di moda

di VERONICA FERMANI (08 06 2010)
www.cinema10.com

Un fenomeno di massa più che un bel film. Uno stile di vita ancor prima che un prodotto culturale. “Sex & the city 2” esce nelle sale italiane e, dopo i numeri da capogiro macinati negli USA (14 milioni di dollari in 24 ore), anche nel nostro paese scala la classifica del box office. Un successo annunciato, seppur al di sotto delle aspettative (15 mila spettatori in meno rispetto a "Sex & the city", nel primo week end di programmazione): tra lustrini e lieto fine, le ragazze regalano passerelle da sogno, ma non il grande sogno in passerella.

Roma, una sera qualunque, in un cinema qualunque. La sala completamente piena, il pubblico quasi tutto al femminile; anche le prime file occupate, nonostante i timpani a rischio, nonostante il mal di collo. C'è l'allegra comitiva di amiche attempate, quelle che si conoscono da una vita e da una vita condividono desideri, aspettative e fallimenti sentimentali. Poi ci sono le giovanissime che sognano il successo, la bella vita, le griffe. Quella coppia in alto a destra: lei elettrizzata, lui imbronciato. Storie di ordinaria accondiscendenza. E ancora studentesse universitarie che vorrebbero il lavoro perfetto, una bella casa, l’amore per tutta la vita e quella borsa tanto sospirata, ma con troppi zeri al cartellino.


Il film – Si spengono le luci. Ultimi mormorii, rumore di pop corn in bocca. Lo scintillio della sigla non lascia dubbi: le ragazze sono tornate. Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda sono di nuovo sul grande schermo, alle prese con vicissitudini amorose e difficoltà lavorative. "Sex & the city 2" racconta la storia di sempre, condita in salsa esotica: le quattro amiche infatti vengono catapultate nella magica Abu Dahbi, lontano dai grattacieli della Grande Mela. Tra deserti, cammelli e mercati suggestivi, parlano di tradimento, di matrimonio, di maternità e di ormoni fuori controllo.

Un sequel povero di novità, troppo lontano forse dalla lucciante metropoli che ha fatto da sfondo alle tante puntate della vecchia serie. Il coinvolgimento è al minimo. Rari i momenti di ilarità tutti regalati da una Samantha che però da sola non basta a tenere in piedi l'intero film. Un Mr Big ormai in panciolle, tra divano, tv e cene da asporto, lontano anni luce dal fascino irresistibile dello storico personaggio della serie. Le limousine e l'albergo extra lusso non sono abbastanza. All'intervallo le trepidanti spettatrici mormorano deluse, confidando negli ultimi settanta minuti. Il colpo di scena però non arriva: le ragazze conquistano il loro lieto fine senza troppa fatica, fuori dal burka, lontano dal deserto rovente e bacchettone.

Le griffe - Louis Vuitton, Valentino, Ferragamo, Dior: sono loro gli unici marchi di garanzia della pellicola. Sospiri e lucciconi agli occhi per abiti e accessori da sogno. Una passerella lunga 146 minuti, tra stravaganza e buon gusto. La moda è l'indiscussa chiave di un successo ormai consolidato. Tra le poltroncine di quella sala cinematografica, la commessa, la cameriera, la studentessa sognano di essere perfette, alla moda, disinvolte, eccessive, ma non troppo, proprio come le ragazze. Sex & the city diventa così sinonimo di stile. Un vero e proprio brand, capace di attrarre pubblico e di macinare numeri per una borsa di Gucci prima ancora che per un'appassionante e coinvolgente scena d'amore.

L'anello è al dito. La fiaba ha avuto il suo lieto fine. E la coppia in alto a destra esce dalla sala ancora prima che i titoli di coda inizino a scorrere sullo schermo: lei assonnata, lui con la stessa espressione imbronciata di due ore prima. Il "vissero tutti felici e contenti" non ha avuto il successo sperato.  Il pubblico femminile sognante al punto giusto, critico e disincantato, vorrebbe crederci, ma non ci riesce: il marito perfetto resta sul grande schermo, così come il lavoro giusto e la vita da sogno; ma la borsa griffata quella no, prima o poi arriva, rende tutto più facile, più bello, più vero, proprio come nei film.