Indimenticabile l’iniziativa shock di Amnesty, la campagna contro la violazione dei diritti umani in Cina, in occasione delle Olinpiadi di Pechino 2008. Ed ecco la nuova campagna di comunicazione dell’Amnesty portoghese: monitorare i leader che violano i diritti umani.
Come? Con un Social Network.
In pochi giorni più di due milioni di persone si sono iscritte, facendo diventare il social network un caso.
Il successo con più di due milioni di accessi, però, ha causato lo stop, Amnesty ha dovuto sospendere momentaneamente il progetto.
Tyrannybook è l’idea sviluppata dalla agenzia pubblicitaria Leo Burnett Iberia, dal nome del suo fondatore, il pubblicitario americano ideatore di molti personaggi anni ’50, dal cowboy di Marboro alla tigre Tony di Kellogg’s.
Nel dettaglio che cosa è stato fatto? è stato messo in piedi un social network, graficamente identico a Facebook.
Il colore rosso è l’unica differenza, la scelta dei colori non è banale, e parlando di diritti umani quale colore migliore del rosso poteva rappresentare i soprusi sull'uomo? Tyrannybook ha lo scopo di creare una rete di “alleati” che monitorino i profili dei dieci “tiranni” presenti: Robert Mugabe, dittatore dello Zimbawe; Kim Jong II della Corea del Nord, il presidente della Cina Hu Jintau; Mahmoud Ahmadinejad dell’Iran; Thomas Lubanga Dvilo della Repubblica Democratica del Congo; il leader serbo Rodovan Karadzic; Ramzan Akhmadovich presidente ceceno; Omar Al-Bashir del Sudan; Alexander Lukashenko presidente bielorusso e Than Shwe, della Birmania.
L’Amnesty portoghese ha affermato che lo scopo di Tyrannybook é stato quello di creare una comunità globale che difenda i diritti umani grazie ad una grande visibilità del web per ottenere un più largo appoggio.
Amnesty comunica
Amnesty è una delle 0ng più conosciute. Sa come usare la comunicazione e compagne organizzate in questi anni lo dimostrano.
Per molti dei sui progetti utilizza la comunicazione non convenzionale,
ambient e
guerriglia. Strumenti di marketing sempre più utilizzati nel panorama delle organizzazioni profit e non. Le ragioni sono semplici, richiedono budget più ridotti rispetto alla più classica pubblicità, cosa importante per il no-profit che vive di donazioni e volontariato. In secondo luogo perché cercano l’incontro con lo “spettatore”; per strada, negli aeroporti, tra le pensiline degli autobus. Terzo motivo, vivendo in una società bombardata da informazioni di vario tipo è difficile attirare l’attenzione, così la creatività diventa la chiave. In chi guarda si innesca un meccanismo in primo luogo di curiosità, poi di ricerca di senso che genererà il bisogno di acquisto, per le imprese nella fattispecie; nel caso di Amnesty di riflessione e partecipazione.
Anche il web è un luogo di incontro fiorente dove poter comunicare e informare, e grazie ai social network sempre più frequentato, per cui l’idea dell’Amnesty portoghese è sensata, aumentare il livello di conoscenza delle tematiche sui diritti umani.
Il successo dell’iniziativa c'è stato, milioni di persone hanno fatto il login, il socialnetwork è stato talmente visitato da andare in tilt, costringendo i creatori a sospenderlo. La causa, come si legge nella home del della pagina di Tyrannibook è la mancanza di risorse di Amnesty per mantenerlo attivo. Vedremo se vista la massiccia adesione ci sarà un seguito, per il momnento è stata una buona pubblicità.