Addio all'inventore del bancomat
Addio all'inventore del bancomat

Si è spento ieri all’età di 84 anni John Shepherd-Barron: immaginò il “cassiere automatico” nel 1965 mentre si faceva un bagno: poco prima era andato di corsa in banca per prendere dei contanti, ma l’aveva trovata chiusa. Si ispirò alle macchinette che distribuivano barrette di cioccolato. Portò il suo progetto alla Barclays Bank che ne capì il potenziale e lo lanciò pochi anni dopo.
L'invenzione
Barron ebbe l'illuminazione nella vasca da bagno della sua abitazione.Poco prima era andato in banca per prelevare del denaro,ma l'aveva trovata chiusa.Gli vennero in mente allora i distributori di cioccolato e pensò all'utilità di un congegno simile che distribuisse però contanti.Portò il suo progetto alla banca Barclays,che gli fece firmare un contratto all'istante. Il primo sportello automatico fu sviluppato dalla società inglese De La Rue e installato presso la Barclays Bank a Enfield Town, zona nord di Londra, il 27 giugno 1967 (in Italia la prima banca a dotarsene fu la Cassa di risparmio di Ferrara nel 1976).
I primi "bancomat"
Negli anni '60 le tessere plastificate non esistevano e il primo apparecchio accettava voucher monouso.In pratica erano degli assegni speciali,dotati del numero di identificazione dell'utente,che venivano inseriti in un'apposita fessura. Mentre la vera e propria carta a banda magnetica e a distribuzione nazionale, venne introdotta nel nostro paese nel 1983. All'inizio le banche fecero un po' di fatica a convincere la clientela ad adottare questo sistema ma poi la comodità di poter ritirare moneta in qualsiasi orario ebbe il sopravvento.
Paternità
Come è successo per tutte le più grandi invenzioni,anche per il bancomat esiste una controversia per l'attribuzione dei meriti dell'invenzione. James Goodfellow,anch'egli scozzese, brevettò la tecnologia del pin ed è considerato un altro dei padri del bancomat. Sviluppò il sistema che funzionava con una carta portante un codice criptato e una tastiera su cui digitare il numero personale. Ma la sua macchina fu testata dopo quella di Shepherd-Barron.Risalirebbe invece agli anni trenta un altro brevetto,quello depositato a New York da Luther George Sjimian.