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Il Pakistan oscura Facebook e Youtube

Sentenza dell'Alta Corte: fuorilegge i due social network

Il Pakistan oscura Facebook e Youtube

di FRANCESCA D`AGROSA (20 05 2010)
http://abcnews.go.com/Technology/International/facebook-banned-pakistan-prophet-muhammad-sketch-competition/story?id=10688625

In Pakistan bloccati i due siti internet, Facebook e Youtube per presenza di materiali blasfemi.

Il Pakistan ha annunciato di aver bloccato, oggi, giovedi 20 maggio, l’accesso al sito internet di condivisione video, l’ormai popolare YouTube, dopo aver stabilito anche il blocco degli accessi al social network, Facebook, fino al 31 maggio, data in cui il Paese si aspetta che la popolazione aderisca al Quit Facebok Day.


Questa volta ragione della censura è il concorso lanciato su Facebook da parte di un iscritto occidentale, l’Everybody Draw Mohammed Day, un concorso di disegni rappresentanti il Profeta Maometto. In Pakistan rappresentare o disegnare Maometto è fortemente proibito dall’Islam. Già nel 2006 la pubblicazione di vignette rappresentanti il profeta in alcuni giornali danesi, e poi in altri paesi, aveva causato delle violente proteste in molti paesi musulmani.

La censura, infatti, verso questa forma di “satira” non è nuova, Youtube è stato bloccato già nel 2007, per circa un anno, per la presenza di video contrari all’Islam. Dopo le numerose proteste di pakistani e di musulmani di altri paesi, martedì il governo pakistano ha fatto bloccare la pagina accusata. Ma degli avvocati hanno chiesto all’alta corte di Lahore di estendere il divieto all’intero sito; ed è così che la sentenza della corte ha previsto, mercoledì, il blocco dell’acceso a facebook fino al 31 maggio.

L’origine dell’ordine di bloccare Youtube non è ancora chiaro; secondo le indiscrezioni provenienti da un funzionario Apt( Autorità Pakistana delle Telecomunicazioni) in condizione di anonimato si pensa che l’Apt ha preso la decisione dopo aver accertato che alcune vignette sul Profeta Maometto sono state trasferite da Facebook a YouTube. Google, proprietario di YouTube, non ha ancora reagito all’annuncio del blocco.