Una associazione aperta a tutti gli operatori di telecomunicazioni e alle istituzioni per la creazione di un unica rete in fibra. La creazione della "new company" apre la strada alla banda larga anche in Italia.
Tenere il passo con la tecnologia del futuro. Questo l’obiettivo dei tre operatori telefonici Wind, Vodafone,Fastweb che giorni fa hanno presentato a Palazzo Chigi il progetto comune che prevede la cablazione dell’intero paese con la fibra ottica. Un progetto che pare abbia trovato il gradimento del governo, che però deve fare i conti con l’esclusione (almeno temporanea) del colosso Telecom Italia.
Il piano. Il progetto prevede la realizzazione di un'unica rete "fiber to the home" in modalità punto-punto che garantirà maggiore qualità e velocità di connessione oltre che la riduzione dei costi di manutenzione rispetto all’attuale rete in rame. La prima fase di sperimentazione partirà da Roma nell’area della Collina Fleming e porterà la fibra ottica a circa settemila abitazioni entro luglio 2010. L’obiettivo è però quello di coprire interamente 15-20 delle più grandi città del paese attraverso un investimento di 2,5 miliardi spalmati nell’arco di 5 anni. Un progetto ambizioso ma necessario visti i progressi internazionali relativi a questa nuova tecnologia.
Il grande assente. "Auspichiamo la partecipazione di Telecom Italia - ha detto Luigi Gubitosi amministratore Wind - con un ruolo importante, più grande di quello di ognuno di noi. Non ha senso per noi fare un progetto senza Telecom, ma neanche per loro farlo senza di noi. E' un piano che presenta vantaggi anche per Telecom". A quanto pare però Telecom Italia avrebbe in serbo un progetto personale che non prevede l’ingresso di altri operatori nel proprio mercato con una prima sperimentazione in corso a Milano, dove però la fibra ottica non arriva dentro gli appartamenti, ma si ferma alla base del palazzo. Per il momento quindi è guerra aperta, ma non è escluso che nel prossimo futuro si possa trovare un compromesso e puntare ad un progetto comune.
Un problema del Paese, che si spera non si trasformi in una guerriglia tra aziende. È necessario stare al passo con i tempi, con i grandi paesi industrializzati quali Giappone, Cina, Corea del Sud, Usa e Taiwan, che rappresentano, per quanto riguarda il mercato della fibra, il 90% del totale. L’Italia muove i suoi primi passi, e finalmente nella direzione giusta, lasciando spazio alle realizzazioni congiunte in modo da ammortizzare le spese. Sono numerosi gli esperti che ritengono imminente o quasi, una sorta di switch off pari a quello avvenuto per il digitale terrestre anche per la rete attuale in rame.