Noi donne siamo sole. Questo il dato di fatto, o il fil rouge degli interventi femminili, una constatazione che deve far riflettere e cambiare una tendenza che affonda le radici nel substrato culturale del nostro Paese.
L'immagine della donna nei nuovi modelli culturali è continuamente stereotipata; i media veicolano messaggi non espliciti sulla strumentazione del corpo femminile.
Perché succede questo? Quale la tendenza? Perché alle donne è preclusa l'accessibilità a posizioni chiave?
Sono alcune delle domande importanti, che però non fanno altro che etichettare un problema, nominarlo; ma non basta. Non è a questo che devono ambire le donne.
"Premettendo che gli anticorpi provengono dal dentro della questione, non dai talk show, o dai dibattiti, sono altri i riferimenti fondamentali da prendere. Dopo la vicenda Noemi è entrata in uso, per le adolescenti, la tendenza necessaria del book fotografico, che sta a testimoniare un'incapacità di leggere in modo critico la realtà. Non c'è futuro sulla base dell'investimento culturale, ma varrà il colpo di fortuna: i modelli fisici, unico bene diventa il proprio corpo.
La base di partenza è una ri-alfabetizzazione con un proprio vocabolario. La donna che dirige un giornale viene considerata una stranezza, e le domande più frequenti sono: come fai a fare quello e a stare in famiglia? E' implicito che mentre stai dirigendo un giornale, ti stai occupando anche dei figli. Le donne fanno molte cose contemporaneamente, biologicamente studi americani lo dimostrano. Il cervello delle donne, è capace a fare più cose contemporaneamente. Quelle diversità e quelle difficoltà, che fanno parte dell'esperienza di ogni donna, vengono portate nel lavoro. Le donne facilitano gli affari, è la letteratura che ce lo insegna: la donna come delizia per il riposo del guerriero (Briseide). Alcuni termini rafforzano i pregiudizi, come quelli usati dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi riferiti alla candidatura ai ministeri di donne : "anche l'occhio vuole la sua parte"; alla fine passa sotto traccia perché le emergenze sono altre.
Il prezzo delle donne è alto. spiegatemi perché parlando con La Russa nei dibattiti televisivi, mi deve chiamare Concita; ma io lo Chiamo Ignazio?
Esiste di base un'incontinenza sessuale; gli affari di mafia, le tangenti, ce n'è di materiale, ora fa scandalo il sesso. E' stato sdoganato, e nel frattempo si veicola un messaggio per chi non pensa di avere alternative, un passaggio necessario" (Concita De Gregorio).
"Un elemento sociale che partecipa molto è la religione, in cui il corpo della donna è in peccato costantemente. In Libano il concetto di emancipazione della donna è superficiale; esistono donne con le minigonne che credono di essere emancipate e donne col burqa. La donna è ancora molto marginale, si accontenta di piccoli regali. Dopo anni di lotte, negli anni '70, perché in Italia le donne si sono lasciate andare?" (Joumana Haddad).
"Gli ambienti fortemente maschilisti delle redazioni dei grandi quotidiani si sono aperti alle donne. la situazione non è come venti anni fa. L'evoluzione della donna si continua a vedere. Le grandi retrocessioni dell'epoca moderna (cooptazione) hanno riguardato sia uomini che donne. Numericamente c'è stata un'evoluzione, ovvio che più lenta" (Alessandra Aracchi).
L'immagine distorta della donna, a volte fa diventare la donna vittima, accetta il ruolo e diventa complice contro se stessa.
L'assenza di responsabilità, il vuoto etico, l'egoismo e la logica dominante del "penso per me", la rete di norme, regole comuni si è indebolita moltissimo ed è proprio per questo che diventa ancora più importante educare i più giovani con il principio di responsabilità.
Il legame etica ed estetica si è rafforzato: l'ossessione per la chirurgia estetica.
"Non mi truccate, ho messo una vita ad avere questa faccia qua" diceva Anna Magnani.
Se l'immagine è fissata in un eterno presente, il domani è ancora oggi. Il principio di responsabilità si fonda sul rispetto del trascorrere del tempo, del rispetto della memoria (quella di 200 anni fa non quella sim del cellulare). Chi ne è più colpito, sono le donne, che devono risultare sempre gradevoli (es. il filtro per andare in televisione).
Ai bambini va insegnato tutto questo. Esistono azioni irreversibili, i cui danni non si possono azzerare, i crimini, le violenze. Se non vale per uno, non varrà per nessuno. Nel corpo delle donne c'è questa battaglia. Negli anni '80 lo slogan "torna a casa a tutta fretta, c'è il biscione che ti aspetta", ha aperto una strada. L'idea di formare un popolo a una sorta di reclusione. Esisti solo se sei in televisione (video ergo sum). E sette italiani su dieci non leggono.
rimane il dato che le donne sono le più deboli: nei redditi, nel lavoro..
L'aspetto di bombardamento culturale deve interessare le giovani donne. Usano le risorse che hanno, e sono complici di tale meccanismo.
Sono le nuove generazioni, le più giovani e le più deboli ad essere interessate.
Alcune decisioni sbagliate in politica, poi, hanno fatto il resto: sulle unioni civili, sulla salute.
E' l'impoverimento culturale e il generale oscurantismo il male dal quale si deve fuggire, soprattutto in questo ambito.
Usare la forza, né la tenacia, né la costanza, perché anche alle donne può essere associato questo termine.
Che soluzione adottare, allora? Quale ruolo? Ripartire dalle bambine, dall'osservazione dei loro giochi, e dalla netta separazione dei compiti, che vede i bambini andare a fare la guerra e le bambine preparare da mangiare a casa.