Comunicare per vincere
Comunicare per vincere

L'appuntamento annuale con Roma capitale dello sport, evento sportivo della primavera romana, è stato sfruttato come canale di comunicazione dal Comitato per Roma 2020, organo che sostiene la candidatura olimpica della città. Ecco un'analisi dei messaggi e delle tecniche usate per veicolare un'immagine sportiva e vincente di Roma e dei romani.
Dal 16 al 18 aprile piazza del Popolo ha ospitato la manifestazione sportiva Roma capitale dello sport, evento classico della primavera romana, organizzata quest'anno in modo da essere tappa fondamentale del cammino della città verso le Olimpiadi 2020. Il 5 marzo scorso Roma si è, infatti, candidata ufficialmente ad ospitare la XXXII edizione dei Giochi Olimpici. Questo cammino sarà scandito da due verdetti fondamentali: uno arriverà all'inizio di maggio, quando il Coni deciderà chi tra Roma e Venezia rappresenterà l'Italia; l'altro nel 2013, quando il Cio procederà all'assegnazione definitiva.
Scelte e organizzazione. Al tradizionale obiettivo di avvicinare i cittadini e soprattutto i giovani allo sport, quest’anno si è aggiunto quello di sostenere la candidatura olimpica e di dare un'immagine sportiva, vincente e corretta di Roma e dei romani. La comunicazione, soprattutto di valori ed emozioni, rivestirà un ruolo fondamentale nella sfida olimpica: questo evento è stato per il Comitato un primo banco di prova, preparato con cura. Innanzitutto si è scelto un appuntamento consolidato, che potesse fungere da base su cui lavorare, inserendo elementi nuovi e di grande richiamo. Si è scelta una piazza pedonale, libera dalle macchine, dove si potesse giocare e passeggiare liberamente, presentando la città come vivibile ed ordinata. Si è scelto, inoltre, un posto di passaggio, meta del tempo libero di turisti e cittadini. Si è data grande visibilità agli sponsor, perché le Olimpiadi non sono solo competizione sportiva, ma anche investimento economico. Unicredit Banca di Roma ha allestito persino una terrazza, in grado di ospitare le autorità e i vip presenti per aperitivi e incontri con la stampa. In piazza è intervenuto anche il Presidente dell'Unione Industriali di Roma, Aurelio Regina, portando un messaggio chiaro: sostenete la candidatura perché ci saranno vantaggi per tutta la categoria.
Il programma sportivo. Il programma dell'evento è stato ricco e ben curato. A partire dalla partecipazione delle scolaresche, che per due interi pomeriggi, venerdì e sabato, accompagnate da maestre e genitori hanno avuto la possibilità di provare a praticare ogni tipo di disciplina: dalla pallavolo al basket, dal canottaggio all'atletica, dal karate al ping-pong. Tutti con magliette e cappellini rigorosamente recanti il logo di Roma 2020: un'invasione di zainetti e tute colorate che voleva esaltare il lato più puro e formativo dello sport, con un pizzico di competizione legata a piccole gare. Sul palco, allestito proprio sotto la terrazza del Pincio, giovani promesse di tutti gli sport presenti si sono esibiti a turno: un modo per valorizzare talenti che di solito non godono di grande visibilità. Potrebbero essere proprio loro gli olimpionici del 2020. Ampio spazio anche a chi l'Italia l'ha già rappresentata ai Giochi Olimpici, regalando emozioni e vittorie. Hanno animato la festa, tra gli altri, Andrew Howe e Antonietta Di Martino per l'atletica leggera, Simone Venier, Luca Agamennoni e Simone Raineri per il canottaggio (con una visita a sorpresa di Agostino Abbagnale), la campionessa di tuffi Tania Cagnotto, la medaglia d'oro nel judo Giulia Quintavalle e molti altri. Un “esercito” di vincenti arruolati al servizio della causa.
Eventi connessi. Molto curato anche l'aspetto extra-sportivo. Venerdì sera piazza del Popolo si è trasformata in una discoteca a cielo aperto, per una serata totalmente gratuita e animata dai dj di Radio Dimensione Suono, altro sponsor dell'evento. Il principale motivo di successo, oltre ad uno scenario reso ancor più suggestivo dal gioco continuo di luci e colori, è stata una promozione della serata passata tutta attraverso canali non istituzionali. I pierre da una parte e i social network dall'altra hanno dato vita ad un tam tam che ha portato in piazza migliaia di ragazzi romani e non. In questo contesto si è inserita anche la premiazione del concorso cinematografico“Un corto per le Olimpiadi”. Diversa strategia per il concerto del sabato sera, improntato sulla romanità (romano doc il conduttore Max Giusti, romani anche motli dei cantanti presenti, come gli Zero Assoluto) e su un target molto giovane: la maggior parte degli artisti provenivano da talent show: Alessandra Amoroso da Amici, Noemi e Marco Mengoni da X-Factor. Chiara la volontà di attirare l'entusiasmo e la partecipazione degli under-30, oltre a promuovere l'immagine della città attraverso le canzoni e gli artisti più rappresentativi e di successo. Non a caso il leit-motiv è stato Roma Capoccia di Antonello Venditti. La grande cura nell'organizzazione di questi eventi si spiega nella necessità di togliere alle Olimpiadi l'etichetta di evento esclusivamente sportivo: per ottenere maggiori consensi e per vincere la sfida bisogna non solo fare progetti ma anche muovere emozioni forti, che spingano la gente a sposare con convinzione e passione questa candidatura e che convincano il mondo dell'unicità dello scenario romano.
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Obiettivi e bilanci. Insomma nulla è stato lasciato al caso, l'evento ha seguito una strategia precisa per lanciare un duplice messaggio. Da un lato, si voleva dimostrare la capacità del Comitato di organizzare bene un evento sportivo, seppur di dimensioni ridotte, di mobilitare un gran numero di cittadini, di offrire uno scenario suggestivo ed emozionante alle competizioni. Dall'altro si volevano chiamare a raccolta i romani, emozionarli e creare il più largo consenso ed entusiasmo possibile attorno alla candidatura. Sul suo lungo cammino verso il 2020, la città avrà bisogno del supporto di tutta la società: sportivi, cittadini, famiglie ed imprenditori. È ancora presto per dire se questi obiettivi siano stati raggiunti. Possiamo dire, però, che, passeggiando per piazza del Popolo, l'impressione era quella di una vera e propria festa.