Registrati | Login

Più cultura, più benessere

Best practice della provincia di Bolzano

Più cultura, più benessere

di GIOVANNI PRATTICHIZZO, (22 04 2010)
http://www.flickr.com/photos/zingh/4017543680

La cultura moltiplica il benessere, attraverso essa i giovani si avvicinano ai nuovi, molteplici e orizzontali processi di socializzazione. Il più delle volte i giovani considerano il teatro, la musica classica, la lirica appannaggio esclusivo degli adulti. Arti distanti, giudicate fuori moda perché incomprensibili. Eppure i dati più recenti sui consumi culturali presentano una fotografia capovolta. Questo, con forza, è quello che è emerso dal convegno “I giovani e le dinamiche di consumo culturale: le best practice della Provincia Autonoma di Bolzano” che si è tenuto presso la sede di rappresentanza della Provincia di Bolzano mercoledì 21 aprile.

La fruizione dei consumi culturali non avviene secondo un modello meccanicamente “concorrenziale” e sostitutivo nell’agenda temporale individuale ma, al contrario, segue una dinamica propriamente “rafforzativa” effetto della tendenza a coltivare interessi e preferenze individuali attraverso il ricorso alle diverse fonti culturali disponibili. Alla sempre maggiore integrazione dell’offerta corrisponde, pertanto, la tendenza dei consumi culturali a essere correlati positivamente (integrazione orizzontale e verticale nella “dieta” individuale).


Come raccontato dal prof. Mario Abis dell’Università Iulm i giovani (in percentuali elevate) si pongono come “reti” dell’innovazione culturale e “driver” del consumo di tutte le tipologie di spettacolo e intrattenimento dal vivo. Inoltre, la cultura risulta sempre più legata ai luoghi; se da un lato, si diffonde una dirompente virtualità delle pratiche comunicative, dall’altro ci si muove verso luoghi fisici delle sperimentazioni culturali e le spinte aggregative proprie del territorio che rafforzano le identità e le competenze. Eppure i giovani, per affascinati dalla arti più tradizionali, non vi si accostano semplicemente perché privi degli strumenti necessari per comprenderle pienamente.

Le politiche pubbliche e la scuola hanno sempre cercato di arginare questa diffidenza moltiplicando in orario scolastico le occasioni di fruizione di prodotti culturali. Pratiche che hanno contribuito a incrementare le occasioni di avvicinamento alla cultura da parte dei giovani. Anche se la scuola da sola non basta. È necessario puntare al contrario su un sistema formativo integrato. In tal senso il Dipartimento cultura italiana della Provincia di Bolzano, nell’ambito dell’Accordo di programma quadro sulle politiche giovanili promosso dal Ministero della Gioventù, per appassionare ragazze e ragazzi altoatesini ai vari ambiti della realtà culturale, coinvolgendoli in modo attivo e seguendo le loro inclinazioni, ha attivato tre progetti: “”LiberaMente”, “Upload” e “Giovani in scena”. Attività che mirano ad una forte sensibilizzazione dei linguaggi e, soprattutto, a formare il nuovo pubblico dei consumi culturali. Per essere pubblico consapevole, infatti, bisogna acquisire ed entrare in relazione con i linguaggi specifici e gli strumenti espressivi della cultura. Come ha sottolineato il vicepresidente Tommasini: “il nostro obiettivo è favorire la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita culturale e sociale della nostra Provincia. Per fare questo vogliamo mettere a disposizione dei giovani gli strumenti per essere cittadini attivi e consapevoli e proponiamo la partecipazione ad una serie di progetti e percorsi in varie discipline di interesse degli under 30: musica, teatro, educazione alla legalità, promozione dei talenti, solo per citare alcuni ambiti.

Tra le nostre maggiori priorità, la promozione dei giovani talenti e lo scambio tra i giovani. La sfida che lanciamo è quella di progettare insieme chiavi di lettura del presente per inventare possibili e concrete strade di sviluppo del territorio, della società, della persona”. Da parte sua il ministro Meloni, presente al convegno, ha dichiarato che "è fondamentale valorizzare il talento giovanile. L'Italia ha talenti creativi e dobbiamo valorizzarli come motore dell'economia del Paese". In particolare, il progetto teatrale “Giovani in scena” rappresenta un esempio evidente di queste strategie che propongono ai giovani un approccio innovativo al mondo teatrale con percorsi di sensibilizzazione e formazione.

Il teatro permette di ricostruire la dialettica, il sillogismo assenti negli altri media; assaggiare il teatro significa dare spazio al silenzio, necessario per cercare attenzione, praticare l’azione e sospendere il giudizio. Il progetto intende, appunto, formare il pubblico del teatro; “far prenderne il gusto” come direbbe Goldoni. Nel momento in cui i giovani diventano spettatori consapevoli, portatori sani di teatro, complici di un linguaggio affascinante, possono trasformarsi in testimonial per sensibilizzare altri coetanei o familiari verso questo mondo con un effetto moltiplicatore. In definitiva, un giovane consapevole, competente che vive la drammaturgia espressiva del medium teatro è colui che, a prescindere dall’età anagrafica, è in grado di possedere il metronomo che dà il ritmo al tempo della propria contemporaneità.