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Boris: il gran finale

Party con il cast per la prima metafiction italiana

Boris: il gran finale

di MANUEL DESIATI, ALESSANDRO DI BLASI, STEFANO MAZZARA (17 04 2010)
http://www.tvblog.it/

Abbiamo intervistato gli attori e uno degli sceneggiatori di Boris, la famosa «fuoriserie» sul mondo delle fiction italiane. Merito del suo successo il raccontare il dietro le quinte dei set televisivi italiani in modo grottesco e con un linguaggio originale, lontano dai clichè del genere.

Party fine stagione. Il cast di Boris, la famosa situation comedy sul mondo delle fiction made in italy, è stato ospitato lunedì 12 aprile dal Circolo degli Artisti, noto locale notturno della capitale. Per l’occasione sono state proiettate le ultime due puntate della terza stagione alla presenza di numerosi fan e curiosi. Gli attori si sono mischiati alla folla che li ha accolti con applausi e citazioni delle loro battute più famose e noi abbiamo colto l’occasione per far loro qualche domanda. Il party sponsorizzato da FX, la rete satellitare della costellazione Fox che ha trasmesso Boris 3, s’inserisce nella dinamica campagna mediatica che ha accompagnato tutte le tre stagioni, mirata soprattutto ad un pubblico giovane, suo principale target di riferimento.
 
Boris. Prodotto da Wilder e andato in onda per la prima volta nel 2007 su Fox, « racconta in maniera grottesca un mondo di per sé grottesco » come afferma l’attore Ninni Bruschetta (interpreta Duccio Patanè, direttore della fotografia). Il mondo rappresentato è quello dei set italiani e ci viene mostrato portandoci nel dietro le quinte della produzione di sgangherate fiction al limite del ridicolo: Occhi del Cuore e, nella terza stagione, lo spin-off Medical Dimension. Questi prodotti appaiono pesantemente penalizzati dalle continue ingerenze della rete e dall’incompetenza e poca-professionalità della troupe e degli sceneggiatori.

Satira. Quando si parla di rete si fa riferimento esplicito alla Rai e alla sua politica di fiction-fotocopie a basso costo realizzate in tempi brevissimi. Vediamo in Boris il delegato di rete avanzare ogni genere di richieste al regista e agli sceneggiatori per coprirsi politicamente e rispondere contemporaneamente alle esigenze del dio Auditel. Nella terza stagione, non vengono risparmiate critiche nemmeno al sistema Mediaset. Immancabile anche la satira sociale verso il sistema delle raccomandazioni e della protezione politica, carte fondamentali per la presenza e la sopravvivenza sul set.

Metafiction. I rappresentanti di rete, il regista esaltato, gli attori megalomani, i tecnici improbabili e gli stagisti sfruttati concorrono tutti insieme a mettere a nudo un panorama che, malgrado la passione che alcuni dimostrano, risulta desolante e i suoi unici obiettivi sembrano legati al profitto o alla salvaguardia degli equilibri politici. La fiction racconta se stessa, la sua sterilità e il suo goffo tentativo di rinnovarsi. Un dissacrante sguardo rivolto all’interno dell’ambiente televisivo che sottolinea quelli che sono i vizi e le piaghe di un mondo dominato troppo spesso da interessi esterni.

Linguaggio. Punti di forza di Boris sono l’ottima scrittura e la pungente ironia che caratterizza ogni scena. I personaggi, nonostante siano caricaturizzati, conservano una grande credibilità grazie anche alla particolare enfasi che viene posta sui diversi accenti regionali. I dialoghi si contraddistinguono per un linguaggio disinibito e molto vicino al reale: « Un linguaggio vero, uno dei motivi per cui non va sui canali tradizionali » ha dichiarato Caterina Guzzanti (interpreta Arianna, assistente alla regia).

Futuro della serie. Conclusa la proiezione degli ultimi due episodi sono in molti, in sala, a domandarsi quale sia adesso il futuro della serie. Nonostante il grande successo sembra che in questa stagione Boris sia vicino ad esaurire gli argomenti a sua disposizione e andando avanti rischia di perdere parte dell’originalità che lo ha contraddistinto fino a questo momento. Su Repubblica è apparso recentemente un articolo in cui si parla di un film su Boris, in lavorazione da settembre, che comprenderebbe buona parte del cast originale. La palla torna di nuovo agli sceneggiatori Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre, toccherà a loro trovare nuovo carburante per alimentare il successo di quest’ottimo prodotto italiano.




(Si ringrazia Marta Casini per le foto)

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