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Il Pulitzer al non-profit

ProPublica: l'inchiesta senza fini di lucro

Il Pulitzer al non-profit

di VINCENZA CATTAFI (14 04 2010)

Si tratta di ProPublica, un sito di giornalismo investigativo no-profit, che ha vinto nella sezione investigative reporting per una inchiesta su alcune morti controverse avvenute a New Orleans dopo l’uragano Katrina.

Ed Internet batte la carta stampata.

Per la prima volta, infatti, la giuria dei Pulitzer, i prestigiosi premi assegnati annualmente per la musica, la letteratura e il giornalismo dalla Columbia University di New York, ha voluto attribuire il riconoscimento per la categoria giornalismo investigativo al sito web  ProPublica, insieme al New York Times Magazine,  per "The Deadly Choices at Memorial", un'inchiesta della reporter Sheri Fink sulla morte di alcuni pazienti nell’ospedale di New Orleans dopo l’uragano Katrina. Con ProPublica vince per la prima volta anche il giornalismo no-profit, si tratta infatti di un'associazione giornalistica senza fini di lucro.

L'inchiesta. Sheri Fink, che è anche un medico, si trovava all’interno dell’ospedale durante l'uragano che distrusse New Orleans ed ha rivelato come alcuni medici avessero deciso di iniettare delle sostanze a dei pazienti che avevano giudicato in condizioni tali da non poter essere evacuati; la giornalista ha così fatto luce sullo stato degli ospedali dopo il passaggio di Katrina e sullo sfruttamento dei più deboli.


Il sito. Il presidente e direttore di ProPubblica, che offre un servizio di notizie no profit e solo online e finanzia le inchieste di 32 reporter, è Paul Steiger, ex direttore del Wall Street Journal.
“Il lavoro di Sheri – commenta Steiger– è un esempio formidabile di quello per cui ProPublica era stata costituita: fare luce su possibili abusi di potere o su fallimenti nella difesa dell’ interesse pubblico, in modo che i cittadini possano imparare e porvi rimedio.”
Il sito nasce infatti tre anni fa, grazie al contribuito iniziale dei miliardari Herbert e Marion Sandler, con la volontà di realizzare la prima redazione che non risponde a nessun tipo di propietà, ed ha la  finalità di finanziare, grazie alle offerte dei donatori, il giornalismo di inchiesta, di grande interesse pubblico, ma che ormai ha poche risorse. I lavori, una volta conclusi, vengono pubblicati sul sito con licenza Creative Commons e proposti gratuitamente ad altre testate giornalistiche per offrirne la massima visibilità possibile;

Gli altri premi.
Gli altri riconoscimenti sono andati per l'impegno civico ad un piccolo quotidiano della Virginia, il Bristol Herald Courier, per aver rivelato che alcune aziende del settore energetico non pagano le royalties sui diritti di trivellazione, e al quotidiano The Seattle Times che ha trionfato nella categoria breaking news per la copertura della uccisione di quattro poliziotti in un bar di Seattle. I più premiati sono sempre il Washington Post, con quattro premi, tra cui uno per i servizi sulla guerra In Iraq e il New York Times, con tre, di cui uno per un'inchiesta sulla carne contaminata  e un altro sui pericoli causati dall'uso dei cellurari mentre si guida.