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Vita su Internet

Un mondo da scoprire, alcune regole da seguire

Vita su Internet

di RAFFAELLA MERCOLELLA (12 04 2010)
Raffaella Mercolella
Info point della Polizia Postale a piazza Navona

Bilancio positivo per la prima Giornata della Sicurezza sul Web che si è svolta venerdì 2 aprile a Roma e in altre diciannove città italiane. Dalla centrale piazza Navona gli agenti della Polizia Postale e delle comunicazioni hanno accolto cittadini, turisti e semplici curiosi per fornire consigli e informazioni utili per un uso corretto e consapevole della Rete.

Una giornata che è destinata a diventare un appuntamento fisso, come ha spiegato Bernardino Ponzo, capo del Compartimento della Polizia Postale e delle comunicazioni di Roma.

 

Bernardino Ponzo, capo Compartimento della Polizia Posta di RomaQuesta iniziativa è l’ultima in ordine di tempo di tanti altri progetti messi in campo dalla Polizia di Stato in partnership, tra gli altri, con il Ministero dell’Istruzione e il Comune di Roma ma anche con organizzazioni e istituzioni quali Telefono Azzurro, Unicef, Movimento Italiano Genitori (Moige), Comitato Internet Minori,  con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione, offrire risorse concrete a tutela della navigazione responsabile e una maggiore conoscenza dei rischi informatici. Questo appuntamento, che oggi si svolge contemporaneamente in venti città italiane, vuole testimoniare proprio l’impegno e la presenza costante della Polizia di Stato per la salvaguardia e la garanzia degli utenti sui rischi e i pericoli insiti nella Rete”.

 

Una diffusa e capillare informazione sui comportamenti da osservare per navigare sicuri, può aiutare a prevenire i crimini informatici?

“A differenza degli altri reati, per i crimini connessi alla Rete è fondamentale la prevenzione. In tal senso è necessaria la collaborazione di tutti, Forze dell’ordine, Istituzioni, Enti, Organizzazioni e dei mezzi di comunicazione, per mettere in campo efficaci campagne informative e di sensibilizzazione che aiutino a responsabilizzare gli utenti e li inducano ad assumere comportamenti corretti per navigare sicuri nel web”.

 

La Rete ha cancellato i confini geografici, aprendo enormi potenzialità di comunicazione, scambio e contatto tra le persone. Questa nuova opportunità però può nascondere molte insidie. Furto d’identità, truffe legate all’acquisto on line, pirateria musicale, ma anche adescamento in Rete

“Troppo spesso gli internauti si imbattono in pericoli quali siti pedo pornografici o siti civetta che celano vere e proprie truffe. Ma anche in mail ambigue che per esempio segnalano offerte impedibili o chiedono l’aggiornamento dei dati personali. Si dovrebbe evitare di cliccare su link o allegati contenuti in messaggi di cui non si conosce il mittente”.

 

Il furto d’identità è il comportamento illecito di chi si impossessa di dati personali di altri con lo scopo di utilizzarne l’identità per effettuare procedure e transizioni che dovrebbero essere riservate e personali. Quali sono gli accorgimenti che si possono adottare per evitare di correre questo rischio?

“Spesso si tende a sottovalutare la necessaria protezione con cui si dovrebbero gestire i propri dati e superficialmente si rendono pubbliche informazioni che invece dovrebbero rimanere riservate. Prima di inserire i propri dati personali su internet, è necessario controllare che siano presenti i segni che indicano la sicurezza della pagina quali la scritta https nell’indirizzo e il segno del lucchetto”.

 

Per i ragazzi il computer e internet sono strumenti di uso quotidiano. Lo utilizzano per informarsi, studiare ma soprattutto per scaricare file, condividere spazi e chattare con gli amici. Molti dei progetti messi in campo dalla Polizia Postale sono rivolti proprio ai giovani in età scolare ma anche ai genitori e docenti

“Abbiamo avviato molte iniziative rivolte agli studenti, ai docenti e ai genitori, con l’obiettivo di insegnare un utilizzo corretto del computer e prevenire fenomeni come l’adescamento on line, il download di immagini e video pornografici o pedo pornografici e il cyberbullismo. I giovani, nonostante siano nativi digitali, quindi dotati di una padronanza e una conoscenza approfondita del mezzo e della tecnologia, hanno poca malizia e tendono a fornire senza remore i propri dati personali, esponendosi così facilmente a molti rischi. Il consiglio della Polizia Postale è di assicurarsi sempre che i software che si scaricano da Internet e si istallano sul Pc provengano da fonti sicure. E’ importante inoltre proteggere il proprio computer con versioni aggiornate di software di protezione, firewall, antivirus e antispam”.

 

Secondo l’ottavo rapporto sulla comunicazione del Censis- Ucsi, la ‘piazza’ virtuale dei social network sta conquistando sempre più italiani. Secondo l’indagine, quello che preoccupa di più i diciannove milioni di utenti dei social network, Facebook in testa (61,6%), è la violazione della privacy (72,1%) e la possibilità di conoscere persone pericolose (35,1%). Come è possibile tutelarsi da tali rischi?

“Su Facebook, Twitter, Windows Live, ma anche su tutti gli altri social network, è necessario  utilizzare molta prudenza. Dietro nickname di fantasia e falsi profili su community e social network si possono celare pedofili che navigano in Rete in cerca di facili contatti con bambini e ragazzi. Non si dovrebbero pubblicare tutti i dati personali nel proprio profilo. Inserire il nome, il cognome, la data di nascita, l’indirizzo dell’abitazione, il numero di telefono, la mail personale e la foto, espone a molti rischi e facilita reati quali il furto d’identità. Si dovrebbero limitare gli accessi dall’esterno ammettendo solo gli amici che si conoscono veramente. Bisognerebbe poi controllare le impostazioni di sicurezza ed evitare di postare immagini, informazioni riservate e personali perché quello che si pubblica in rete può essere visto e utilizzato anche in futuro da sconosciuti su altri siti e forum”.

 

Internet non ha un solo territorio ma tutto il mondo e verso tutto il mondo possono essere messe in atto azioni criminali. Nell’attività di prevenzione, monitoraggio e repressione dei crimini informatici che ruolo riveste la collaborazione internazionale?

“La mancanza di confini e l’articolata distribuzioni di Internet, impongono alle Forze dell’ordine dei singoli Paesi una presenza capillare non solo nei rispettivi territori nazionali, ma anche una collaborazione a livello internazionale.  I contatti e gli scambi di informazioni con interlocutori internazionali sono un elemento fondamentale nell’ottica di una maggiore efficienza operativa. Per quanto riguarda i social network, per esempio Facebook, abbiamo un canale diretto con la Società che ha sede in America, a Palo Alto. La loro politica aziendale è molto attenta ai reati commessi ai danni di minori. Le segnalazioni inviate dalla Polizia di Stato vengono immediatamente accolte da Facebook che provvede ad oscurare il profilo, congelare i dati e inviarli agli uffici competenti”.

Di sicuro interesse

E molto attuale come argomento, ottimo pezzo.