Scontro tra Casini e Castelli nello studio di Lilli Gruber a Otto e mezzo. Prima puntata dello speciale “Omnibus” su La7 dove Antonello Piroso ha fatto non poca fatica a gestire gli interventi dei suoi ospiti. Momentaneamente accantonata la polemica sui “tele-bavagli” si discute sulla sanità, sulla xenofobia e sulle recenti dichiarazioni della Cei.
Dopo la presenza di Berlusconi a Uno Mattina, nella puntata di Striscia la notizia, Ezio Greggio dichiara che per par condicio telefonerà a Mattino Cinque. Il servizio “Vesparcondico” ha ripreso la polemica sui numeri della manifestazione del Pdl.
Ancora vincente Striscia la notizia nella fascia del prime time con un ascolto medio di 7.213.000 telespettatori e uno share del 25,10%.
Confronto politico a Otto e mezzo tra il viceministro alle infrastrutture Roberto Castelli e il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. In studio anche il giornalista del Sole 24 ore Stefano Folli.
Il confronto-scontro nasce dalla xenofobia. Casini accusa la Lega Nord di alimentare l’intolleranza nei confronti degli immigrati - poi attacca il Premier sempre più alleato con Bossi e ne approfitta per ricordare che l’Udc sarebbe l’unica seria opposizione al Governo.
Sulle dichiarazioni della Cei, entrambi concordano che la Chiesa è libera di esprimersi come meglio crede.
Castelli si rivela nettamente contrario al multiculturalismo in Italia mentre Casini è disposto ad aprire le porte a tutti - a patto che la cultura cristiana conservi la sua posizione dominante.
Stefano Folli appoggia Casini sul tema “par condicio”- la situazione attuale non fa altro che favorire Berlusconi che alla fine presenzia in tutte le reti.
Il “punto” di Paolo Pagliaro prospetta una vittoria proprio per le due formazioni outsider.
La puntata si conclude puntando il dito rispettivamente contro l’avversario. Nel momento in cui Castelli dichiara la sua intenzione di non dimettersi da Viceministro qualora fosse eletto Sindaco di Lecco ci si accusa vicendevolmente di “attaccamento alla poltrona”.
Ascolti in linea con la media del programma. Share del 3,29% e 934 mila telespettatori.
Omnibus Speciale - Antonello Piroso con “Regionando 2010” ha dato il via a una puntata speciale e inedita del suo programma, occupandosi delle prossime elezioni regionali.
Ospiti: Marco Damilano, Linda Lanzillotta, Luigi Amiconi, Gianfranco Psquino, Ignazio Marino, Giorgio Stracquadalio. In collegamento: Matteo Salvini per la Lega Nord e Filippo Facci di Libero.
La copertina della puntata è dedicata alle dichiarazioni dei cattolici sull’aborto.
Neanche il tempo di presentare gli ospiti che già Ignazio Marino e Matteo Salvini si ritrovano a discutere sul nucleare.
Interviene Facci sostenendo che negli ultimi tempi è stato dato poco spazio alle prossime elezioni regionali, discutendo invece molto su altri temi come le stesse dichiarazioni dei cattolici. Per il giornalista bisognerebbe andare a vedere chi sono i candidati governatori, cosa hanno fatto, qual è stato il loro percorso - magari chiedendo conto ai cittadini delle varie regioni che indubbiamente ne sanno di più rispetto al mondo dell’informazione.
Per assurdo i Tg affrontano la sanità statunitense e le riforme di Obama ma non parlano di quello che succede in Italia.
Un breve servizio illustra chi sono i vari candidati governatori.
Subito dopo Dimilano riprende il “caos” delle primarie e afferma che sia la destra che la sinistra hanno avuto notevoli difficoltà e gestire le candidature. Aggiunge: “Non mi inquieta che i vescovi parlino di politica, mi inquietano i politici che parlano come religiosi”. Netto il riferimento a Berlusconi. A qualcuno non è piaciuto il giuramento dei candidati governatori durante la manifestazione, in quanto avrebbero dovuto motivare come intendono affrontare le problematiche.
Restando in tema di manifestazione, ci si interroga sull’assenza di Fini a Piazza San Giovanni.
Gli animi si infuocano parlando si sanità. Dati alla mano, Ignazio Marino comincia a esaminare la Regione Lombardia, sottolineando che l’eccellenza sanitaria non deve essere ricercata nei bilanci ma nella qualità delle cure. Si passa ai casi concreti. In Lombardia solo il 42% di coloro che si fratturano il femore entrano in sala operatoria entro 48 ore. Poi si parla dei troppi parti cesarei effettuati negli ospedali - non per una reale necessità, ma per scopi di lucro.
Salvini comincia a urlare: “Il femore no” - l’esponente della Lega non è affatto d’accordo.
Interviene Pasquino ricordando che seppur le statistiche e i numeri hanno una certa rilevanza, così la soddisfazione dei cittadini non dovrebbe occupare un aspetto marginale, e propone: “Esaminiamo le liste d’attesa”.
Dal nord al centro. Dalla sanità Lombarda a quella Laziale. Lo scompiglio sale. Da Storace a Marrazzo, passando per gli sprechi e i buchi di bilancio. La sanità laziale costituisce l’esempio di una politica che non è in grado di gestire la sanità e si lascia guidare dalle lobby.
Per Linda Lanzillotta i problemi derivano dal fatto che la sanità rappresenta una delle maggiori voci della spesa pubblica. Aggiunge che bisognerebbe ridurre certi fatturati e che la politica sanitaria non dovrebbe essere influenzata dai quotidiani (riferimento ai fratelli Angelucci).
Tra le tante riflessioni, qualcuno sottolinea che la sanità laziale, a differenza di quella lombarda, registra una forte gestione religiosa a partire dal Policlinico Gemelli.
Chiuso il capitolo Sanità, si apre quello della par-condicio.
Per Facci, l’abrogazione temporanea dei talk show non ha risolto alcun problema, anzi!
Polemizza: “Se in questi giorni fosse accaduto qualcosa di grave (es. un altro terremoto), cosa avremmo fatto? Niente approfondimento a causa delle elezioni in Campania?”.
Anche Pasquino ritiene sia stato un errore chiudere certi talk show, poiché la politica non è fatta solo di parole e bilanci ma anche di atteggiamento. Ricorda lo slogan della campagna elettorale di Nixon: “Comprereste un auto usata da questa persona?” evidenziando l’importanza della fiducia.
Si prosegue sulla par condicio e sul conflitto di interessi.
Il primo “Speciale Omnibus – Regionando 2010″ di La 7, condotto da Antonello Piroso ha totalizzato 727.000 spettatori e il 3,13% di share.
Parla con me si apre con i Motel Connection.
La prima intervista vede protagonista lo scrittore e professore di cinematografia alla New York University Antonio Monda venuto, il quale presenta il suo nuovo libro intitolato “Hanno scelto le tenebre”. Segue Dario Vergassola che in collegamento da un finto Cis ironizza sul contro esodo dovuto alla manifestazione del Pdl di sabato scorso.
Piercamillo Davigo, membro della corte di cassazione ed ex procuratore del Tribunale di Milano - è il secondo ospite della serata. Con lui si discute di corruzione, evasione, differenza tra prescrizione e innocenza (riferimento al Premier) e sulla maxi durata dei processi.
Sulla corruzione abbiamo il “grande merito” di essere secondi solo alla Grecia, mentre la lunga durata dei processi è dovuta sia alle numerose impugnazioni che non comportano rischi e danno lavoro agli avvocati, sia alla divisione dei poteri (Berlusconi non può lamentarsi che non ci sia pieno accordo tra governo e magistratura perché altrimenti la divisione dei poteri sarebbe stata inutile). La puntata si conclude con i messaggi speciali di radio Londra.
Serena Dandini si aggiudica 1 milione e 67 mila spettatori e uno share dell’8,61%.
Dopo diverse settimane di silenzio sulla politica, anche Matrix ha realizzato una puntata dal titolo “Verso le regionali”. In studio i giornalisti Roberto Arditti, Antonio Polito, Nicola Porro e Marcello Sorgi. In onda diversi servizi sulle diverse regioni d’Italia chiamate al voto. Anche il programma di Alessio Vinci ha toccato la sanità.
Chiambretti night dedica l’intera puntata al regista serbo Emir Kusturica. Nessun accenno alla politica se non il fatto che il regista ha apertamente dichiarato di essere di sinistra. Ascolti più bassi della media per la trasmissione di Piero Chiambretti che raccoglie solo 537 mila spettatori e uno share del 10,60%.
Victor Victoria – Ha ospitato Beppe Bigazzi, allontanato qualche mese fa dalla Rai in seguito ad alcune sue dichiarazioni sulla commestibilità dei gatti. A seguire l’intervista a Gabriele Salvatores e Diego Abatantuono.