Questi fantasmi ...
Questi fantasmi ...

Nella settimana dall'8 al 14 marzo la presenza dei politici nel day time delle reti generaliste è stata altalenante. Quasi mai presenti nei programmi televisivi, compaiono tuttavia in fasce orarie specifiche e per svolgere incursioni mirate.
Durante la settimana appena trascorsa i programmi dell day time sulle sette reti generaliste non sono stati carichi di politica, a parte alcune presenze importanti e mirate. La festa della donna ha occupato i palinsesti giornalieri di tutti i canali, non soltanto l’8 marzo, ma anche nei giorni successivi. I fatti di cronaca, a cominciare dal caso Vanacore, sono stati numerosi: è ciò ha "consentito" di spostare l’attenzione del pubblico su fatti diversi dalla politica. Anche lo spettacolo è stata una costante presente nella maggior parte dei programmi esaminati. In particolare lo strascico del Grande Fratello su Canale 5 è stato molto lungo; dall’altro, sulla Rai, l’inizio dell’Isola dei famosi, ha permesso di occupare molto spazio all’interno dei “contenitori” pomeridiani di Rai Due. Anche la crisi economica ha avuto uno spazio importante nel corso della settimana: la “fortuna” di questo argomento è che non si esaurisce mai, viste le molteplici facce da cui può essere visto.
Iniziamo, allora, la nostra rassegna …
Degno di nota è sicuramente Omnibus (La7), programma della prima mattina de La 7. Da lunedì 8 marzo, per ogni giorno, la parte riguardante il dibattito si è aperta con un filmato in cui si sottolineava la decisione dell’Agcom riguardante l’estensione alle tv private della decisione della Commissione parlamentare sull'applicazione della par condicio. I due giornalisti,che si sono alternati alla conduzione del programma, Edgardo Gulotta e Andrea Pancani, hanno sottolineato che la programmazione de La 7 non era stata cambiata in conseguenza di questa decisione (per la quale, tra l’altro, Telecom Media aveva fatto ricorso al Tar). La scelta è stata, però, quella di continuare a parlare di politica all’interno dei “contenitori” in cui se n’è sempre parlato, ma che, coerentemente con la decisione dell’Agcom, non si sarebbe fatto riferimento alla campagna elettorale, né ai cuoi candidati. Omnibus ha avviato così una serie di dibattiti a cui hanno partecipato qualche ex politico e giornalisti di diverso orientamento politicoò L'effetto è stato quello di una meta-comunicazione, a volte anche ripetitiva.
Più nello specifico, ecco gli argomenti:
Lo sforzo nel non citare i personaggi dell’attuale scena politica sono stati evidenti,. Una difficoltà a volte superata dal riferimento alle situazioni di Paesi esteri, portati come esempi per evitare di parlare della nostra situazione, a volte utilizzando delle vere e proprie metafore, come quella del “campo di calcio”. Altre volte si è arrivati quasi a nominare qualcuno, ma il nome viene in molti casi sostituito da un meno preoccupante “Mister X”. In ogni caso la “Paletta Par Condicio” dei conduttori è stata sempre pronta ad alzarsi qualora qualcuno avesse sgarrato. Gulotta e Pancani sono stati molto attenti affinché i loro ospiti evitassero di fare nomi. In realtà il rischio era molto basso; anche Enrico Vaimer, di cui viene mandata in onda ogni giorno una rubrica prima del dibattito vero e proprio, l’8 marzo ha sottolineato come La 7, come tutte le reti sottoposte al “duro regime” ,sia stata costretta ad invitare dei “tecnici” senza alcun fascino, con le dure conseguenze in termini di audience e di introiti pubblicitari. Da qui la sua scelta di parlare della Festa della donna o del caso Vallanzasca. E in effetti è molto strano sentir parlare di un tema politico senza parlare di politica. Di cui, però, tutti gli ospiti hanno sentito la necessità.
Sabato 13, però, il volto più sereno di Luisella Costamagna, onferma al pubblico la buona novella: il Tar del Lazio ha accettato il ricorso di Telecom Italia Media e Sky. Le reti private possono parlare in maniera più “libera” ed “indipendente”. L’argomento del giorno è stata la crisi economica. Gli ospiti: Della Vedova (PDL), Fassina (PD), Migliore (Sinistra Ecologia e Libertà), Camusso (CGIL), Dell’Erba (esponente del progetto Banca del Mezzogiorno), Garavaglia (LNP). Possono volare più liberamente nomi di Berlusconi, Tremonti. Il dibattito senza la paura di dire troppo diventa più acceso, sebbene i “grandi” siano ancora assenti.
Molto divertente è stato l’appuntamento di domenica 14 marzo. Dopo la rassegna stampa e prima del dibattito è stato mandato in onda “Omnibus a pillole”, in cui si sono mostrati tutti i momenti “a rischio” che hanno caratterizzato i dibattiti della settimana. Oggetto del dibattito del giorno è stata la manifestazione tenutasi sabato a Roma di protesta e per la libertà e la legalità. Gli ospiti: Augello (PDL), Turco (PD), Greco (giornalista “Liberazione”), Dell'Orefice (giornalista “Il Tempo”).
Unomattina (RaiUno) ha parlato puntualmente di politica nella rassegna stampa di Stefano Ziantoni che ha anche ospitato alcuni politici. Il 10 marzo è stato intervistato il Ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli. Presente in veste istituzionale, per parlare delle grandi opere, in primis il Ponte sullo Stretto di Messina, ha replicato a domande sulle Elezioni Regionali, in particolare sull’esclusione del PDL dalla competizione in alcune regioni italiane e sulle coalizioni del PDL con gli altri partiti politici. Anche nelle risposte alle domande in sostanza “non pericolose”, Matteoli ha sempre risposto come esponente di un particolare partito, piuttosto che come ministro: la differenza tra “noi” e “loro”, tra “l’attuale governo” e “i governi precedenti” lo testimonia Si menzionano Berlusconi e Tremonti. L’11 marzo, ospite della trasmissione è stato un altro ministro, Frattini, titolare della Farnesina, che è intervenuto sulla delicata situazione di Teheran. L’ “esigenza” di intervenire nella trasmissione è sottolineata dalla sua affermazione finale: “La nostra preoccupazione e’ molto forte”. In maniera ambigua può essere letta la frase: “Le piazze possono essere pericolose in queste ore”. Il 12 marzo, infine, ospite di Ziantoni è stato Francesco Rutelli, leader dell’Alleanza per l’Italia. Gli argomenti dell’intervista: caos liste, decreto interpretativo con onnipresente difesa di Napolitano, intercettazioni, rischio astensionismo nelle elezioni regionali, manifestazioni di piazza. Anche qui volano dei nomi: Di Pietro, Casini, Berlusconi, Fini, Calderoli.
Cominciamo bene (RaiTre). Nella settimana dall’ 8 al 12 (il programma va in onda dal lunedì al venerdì) ci sono stati solo rari momenti di “pericolo”. In particolare il 9 marzo è stato invitato il giornalista Giovanni Floris, privato del suo programma Ballarò. Nel corso dell’intervista ha lanciato l' idea di un talk show itinerante tra le regioni. “Se non possono venire i candidati da noi, andremo noi da loro”, ha affermato. “Abbiamo già contattato gli staff di alcuni candidati e altri ne contatteremo oggi, proponendo loro di ospitare nei capoluoghi di regione un talk itinerante. Si potrebbe fare in un teatro, o in un qualsiasi luogo pubblico, dovunque insomma, visto che non possiamo andare in onda. Potremmo chiedere di organizzare questi confronti all' Ordine dei giornalisti o alla Fnsi, magari a Genova, oppure a Torino, oppure a Bari o in altre città”. “Non rinunciamo al nostro ruolo di giornalisti: cercheremo la notizia, la gestiremo in diretta, assicureremo come sempre obiettività e parità di trattamento ai partecipanti. Lo avremmo voluto fare dallo studio il martedì sera, ma non possiamo. Se i candidati che abbiamo contattato saranno disponibili, lo faremo ... a casa loro! Ci teniamo a lavorare, tanto più in un momento cruciale della vita democratica come sono le elezioni. Testeremo sul campo l' effetto che fa un talk a telecamere spente”. Insomma, se Floris non è andato in onda nel suo Ballarò, lo ha fatto comunque attraverso il programma di Frizzi. Rai Tre sembra dire: “Ci avete tolto le punte di diamante della nostra rete? Noi ve li proponiamo in altri momenti”. Una scelta che sembra mostrare l’intenzione della terza rete di conservare l’ideologia abituale, indubbiamente più vicina alle posizioni di centro-sinistra. Questa considerazione riceve una conferma dallo stesso programma, quando, il 10 marzo, parlando della crisi economica, si è deciso di far parlare il Segretario Confederale CISL, Annamaria Furlan ed un esponente di Adiconsum.
Nel programma Mattino 5 (Canale5) Federica Panicucci e il “nuovissimo” Paolo Del Debbio si sono dedicati, come sempre, ai casi di cronaca e allo spettacolo. Gli unici due spazi che il programma solitamente riserva alla politica, hanno reagito in maniera diversa alla dura legge del silenzio.Maurizio Belpietro, il direttore di Libero, si è dedicato alle interviste di personaggi lontani dalla politica. L’8 marzo si è parlato di evasione fiscale con il Direttore Generale dell’Agenzia delle entrate, Befera. C’è stato un unico, timido accenno agli introiti dello scudo fiscale e quando Belpietro stava per portare il discorso sull’aspetto politico, chiedendo a Befera i tempi della riforma tributaria, questo ha risposto: “Qui si scivola nel campo della politica e io sono un tecnico". Il 9 marzo Belpietro ha intervistato l’Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, parlando di treni, investimenti e alta velocità; il giorno successivo Padre Piero Gheddo e giovedì, ormai esausto, è arrivato addirittura a parlare del maltempo. Venerdì è stata proposta, infine, un’intervista all’Amministratore delegato di Poste Italiane. Da parte sua Filippo Facci nella sua rassegna sembra non preoccuparsi minimamente della legge sulla par condicio e nomina Berlusconi, Bersani, Di Pietro, con il solito occhio critico.
Sabato e domenica mattina è andato in onda su Rai Due Mattina in famiglia, con Miriam Leone e Tiberio Timperi. Qui la politica era assente. Com’è stata assente in Domenica In.
Nella fascia pomeridiana, per contro, la politica risulta completamente assente e ciò non rappresenta certo una "notizia" per questo tipo di programmi che solo in rari casi ospitano politici. Le storie (RaiTre) sono tornate a dedicarsi esclusivamente a scrittori più o meno conosciuti. La vita in diretta (RaiUno) si è indirizzata principalmente ai fatti di cronaca e allo spettacolo; L’Italia sul due (RaiDue) si è occupata di attualità e del reality L’isola dei famosi. Nel suo nuovo programma Bontà sua (RaiUno) Maurizio Costanzo ha intervistato cantanti e attori. Pomeriggio 5 (Canale5) si è dedicato quasi esclusivamente al Grande Fratello: prima l’attesa per la finale, poi le ospitate dei concorrenti, poi addirittura quelle dei loro parenti. E a chi non bastasse, ecco che la D’Urso continua a parlare di spettacolo con interviste a subrettine, ballerine e veline.
Sono state, dunque, veramente poche le occasioni in cui si è rischiato di cadere nelle “provocazioni del silenzio”: durante il programma Il fatto del giorno, in onda alle 14 su Rai Due, pur parlando nella maggior parte degli incontri settimanali del ruolo della donna nella società, la conduttrice Monica Setta ha ospitato, il 9 marzo Angeletti, Segretario Generale della UIL. Nonostante il dibattito sia stato “pacifico” e sia stato sempre vicino all’argomento del giorno (le donne e il lavoro), è pur vero che, in quanto Segretario di uno dei principali sindacati italiani, l’ospite era esponente di una certa parte politica.
Il 10 marzo è stata la volta del Question time. (RaiDue). Protagonisti dell’interrogazione: il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteoli, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Vito ed il Ministro dell’Interno Maroni. Hanno risposto alle domande dell’opposizione (in particolar modo esponenti del PD) su lavoro, immigrazione, ambiente, trasporti, nucleare. Il focus è stato su: reti di trasporto in Europa e permessi di soggiorno per immigrati. La veste dei politici era del tutto istituzionale: gli argomenti non sono stati “deviati” da nessuno. A tal proposito, è opportuno sottolineare che all’interno delle rubriche politiche di Rai Uno e Rai Due, sono stati eliminati completamente i riferimenti all’attuale situazione politica italiana: ad eccezione del Tg Parlamento (che, in quanto telegiornale è sottoposto ad una normativa differente), rubriche come 10 minuti di e Le pagine della politica hanno trattato essenzialmente temi sociali o storici.
Nessun riferimento politico neanche nei Tg R di Rai Tre, sia in quelli che vanno in onda durante tutta la settimana, Tg R Leonardo e Tg R Neapolis, sia in quelli specifici del week end, Tg R Est-Ovest, Tg R Levante, Tg R Il Settimanale, Tg R Bellitalia, Tg R Il Mediterraneo per il sabato, e Tg R Buongiorno Europa e Tg R RegionEuropa per la domenica. Soltanto nel Tg R Italia Agricoltura di sabato 13 e nel Tg R RegionEuropa del 14 marzo è stato nominato Luca Zaia, ma solo in quanto Ministro dell’Aricoltura.
Numerosi anche i programmi del giorno che sono stati cancellati dalla programmazione Rai: da Settegiorni a Quello che, fino alle interviste di Lucia Annunziata in In mezz’ora. Al loro posto, programmi sportivi e culturali.
I riferimenti politici maggiori sono stati, dunque, nella fascia mattutina, minori in quella pomeridiana. Ogni rete sembra aver conservato la propria ideologia politica. Il “gioco del silenzio” non è riuscito pienamente … apprezzabile l’impegno, ma riconosciamo che la tentazione è tanta e resistere non è semplice!