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A qualcuno piace trash

I reality primi a stancare i telespettatori

A qualcuno piace trash

di CATERINA SURACE (08 01 2010)
www.flickr.com

Mentre nella tv italiana imperversano programmi trash, gli Italiani vorrebbero una televisione più pulita. Liti e insulti hanno stancato i telespettatori che nella tv del futuro vedrebbero bene un ritorno al passato.

Si piace trash, ma soltanto a “qualcuno”. Stiamo parlando della televisione Italiana che oggi alla maggior parte dei telespettatori non piace.
Il sito Comunicazione Perbene ha condotto un’indagine sulla Televisione rivelando lo scontento di molti telespettatori soprattutto rispetto a determinati programmi. I più bersagliati sono gli stessi che ottengono grande audience: i reality show.
Il 65% dei partecipanti alla ricerca ritiene che i reality show sarebbero da eliminare dai palinsesti, mentre al 57% non piacciono i quiz che regalano cifre esorbitanti.

L’insofferenza più dura spetta invece alle cosiddette tele-risse che mettono a dura prova la pazienza dei telespettatori.
Nel complesso, è bandita la superficialità ovvero quei programmi in cui regna la mediocrità e l’ignoranza condita dall’esaltazione di celebrità alquanto insignificanti.
Effettivamente basta dare uno sguardo alla programmazione televisiva contemporanea per chiedersi dov’è la qualità e chi sono molte delle persone che bazzicano nelle arene televisive per esprimere la loro opinione.
 
Dov’è finita la Tv maestra? Ai suoi esordi la televisione ha svolto il ruolo di maestra contribuendo all’alfabetizzazione degli italiani, ma col tempo cos’è diventata? Uno sorta di scatola pigliatutto.
I vecchi varietà hanno lasciato spazio a quella grande novità chiamata “Grande fratello”, una novità che dura ormai da 10 anni stancando i telespettatori. Intanto, il continuo proliferare di talk-show li ha resi sempre meno talk – cedendo il passo a vive discussioni corredate da insulti e feroci litigate. 


 
Proprio qualche mese fa, si è scoperto che ad accrescere “l’urlometro mediatico” sono soprattutto i politici. In merito, l’Associazione Comunicazione Perbene ha intervistato 130 esperti tra psicologi, sociologi ed esperti di media per individuare quei comportamenti-atteggiamenti aggressivi o diseducativi nei media. Secondo il 75% degli esperti, il piccolo schermo è il primo a finira sotto accusa seguito da Internet che contribuisce a incrementare il clima di aggressività.
Oltre alla grande frequenza dei litigi, un altro elemento preoccupante è l’atteggiamento di routine con cui vengono accolte le manifestazioni più estreme come gli insulti e le prevaricazioni.

 

I tele-desideri – La stessa indagine si è soffermata su quello che i telespettatori vorrebbero vedere, accogliendo le proposte inviate attraverso circa 1.500 mail.
Senza alcuna esitazione, il varietà resta il genere prediletto, preferibilmente condotto da grandi nomi come: Fiorello, Raffaella Carrà e Adriano Celetano che del resto non hanno mai avuto grossi problemi nel catturare l’attenzione dei telespettatori.
Spuntano anche i nomi di Gerry Scotti e Roberto Benigni – favoriti alla guida di nuovi varietà e allontanati dalle loro vesti abituali. Infine, ma non meno importanti, i documentari, dove Piero Angela assieme al figlio Alberto guidano la classifica. Per non tralasciare nulla, anche una piccola modifica ai quiz – maggiore spazio alla personalità dei concorrenti, meno all’elemento “fortuna”.